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pubblicato giovedì, 5 ottobre 2017 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

I film tratti dai libri di Kazuo Ishiguro

Una scena del film «Quel che resta del giorno», tratta dal libro omonimo di Kazuo Ishiguro
Una scena del film «Quel che resta del giorno», tratta dal libro omonimo di Kazuo Ishiguro

Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la letteratura 2017, è autore di sette romanzi e di alcune sceneggiature per cinema e televisione. Forse l’altisonante motivazione data dall’Accademia di Svezia per il premio («in romanzi di grande forza emotiva, ha scoperto l’abisso sotto il nostro illusorio senso di connessione con il mondo») può spaventare qualcuno dall’avvicinarsi ai suoi testi. Ma basta citare il titolo di due suoi romanzi, che senza dubbio avete sentito nominare, per non sentirsi persi dinanzi a questo autore. Parliamo di Quel che resta del giorno e di Non lasciarmi. E se ancora non siete convinti, magari potreste provare a vedere il film prima di leggere i libri.

Film tratti dai libri di Kazuo Ishiguro

Quel che resta del giorno (1993)

È, forse, uno dei film più noti di James Ivory ed è tratta dal romanzo omonimo di Ishiguro. Quel che resta del giorno ha avuto come protagonisti due mostri sacri quali Anthony Hopkins ed Emma Tompson, e ricevette un sacco di nomination agli Oscar del 1994 (anche se poi non portò a casa nemmeno una statuetta). Narra la storia di mister Stevens, il maggiordomo di una casa aristocratica inglese nei tempi precedenti la Seconda guerra mondiale. È perfetto nel suo lavoro, un impeccabile paradigma del maggiordomo britannico, ma questo gli impedisce di vivere l’amore che sente per la governante, la signorina Kenton.

Non lasciarmi (2010)

Tema e genere molto diverso è quello che troviamo in Non lasciarmi, il film più recente tratto dall’opera di Ishiguro. È un dramma distopico su tre adolescenti – Kathy (Carey Mulligan), Ruth (Keira Knightley) e Tommy (Andrew Garfield) – che sono cresciuti insieme in un internato e che si trovano immersi in una sorta di triangolo amoroso. Ma l’aspetto particolare della storia è che vivono in un mondo diverso [attenzione: spoiler!]: sono solo cloni creati con il fine unico di essere donatori di organi per pazienti gravemente malati.

La contessa bianca (2010): Ishiguro sceneggiatore

La contessa bianca non è tratta da un romanzo di Kazuo Ishiguro, ma lui ne è lo sceneggiatore. Regista è sempre James Ivory e il cast, anche qui, è stellare: Natasha Richardson, Ralph Fiennes e Vanessa Redgrave. Vi si racconta la storia di un ex diplomatico non vedente e disincantato verso il mondo che lo circonda, che decide di creare «La contessa bianca», club notturno nella Shangai del 1936, luogo in cui scollegarsi dall’ambiente prebellico. Il nome deriva da una vera contessa, russa, che fa la prostituta dopo essere fuggita dal suo paese natale per via della rivoluzione bolscevica.


Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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