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pubblicato venerdì, 6 ottobre 2017 da Roberto Russo in Premi letterari
 
 

10 curiosità su Kazuo Ishiguro che forse non conoscevi

Alcune curiosità su Kazuo Ishiguro
Alcune curiosità su Kazuo Ishiguro

Una vita molto interessante quella di Kazuo Ishiguro che, ora che ha vinto il Nobel per la letteratura, si arricchisce di nuovi dettagli. Ecco, allora, qualche curiosità su Kazuo Ishiguro: dal suo amore per la musica e quello per il cinema, passando, ovviamente!, per i libri.

10 curiosità su Kazuo Ishiguro

  1. È nato a Nagasaki, in Giappone, nel 1954. Sua madre è sopravvissuta alla bomba atomica quando era adolescente e suo padre era un oceanografo. Fu proprio per il lavoro di suo padre che la famiglia si trasferì a Guildford, nel sud dell’Inghilterra. Kazuo Ishiguro aveva cinque anni e l’idea era quella di trasferirsi solo per un periodo. Tuttavia, le cose non andarono così e Ishiguro non visitò il Giappone se non ventinove anni dopo. In una intervista del 2008 a Paris Reviews ha raccontato che rimase molto deluso dal fatto che, per traslocarsi, non poté portare con sé un gioco che gli aveva regalato il nonno.
  2. Intorno ai nove/dieci anni scoprì i libri di Sherlock Holmes nella biblioteca e non solo li lesse in maniera «ossessiva», ma anche iniziò a parlare e comportarsi come lui! La sua storia preferita è Il mastino dei Baskerville. «Era spaventosa e mi ha fatto passare molte notti in bianco ma suppongo che mi attirasse molto il mondo di Conan Doyle perché, paradossalmente, era molto accogliente»: così ha dichiarato in un’intervista con il New York Times nel 2015.
  3. Da piccolo voleva fare il musicista. Iniziò a studiare pianoforte a cinque anni e ha proseguito fino a quando ne ha compiuti dodici. Dopo volle seguire i passi dei suoi idoli Bob Dylan e Leonard Cohen. «Scrivi le tue canzoni, le canti tu stesso, le arrangi. Mi è sembrato splendido e ho iniziato a scrivere canzoni», ha raccontato in un’altra intervista, questa volta al sito Cohencentric: Leonard Cohen Considered. Di fatto ha scritto oltre cento canzoni: «Credo che la prima frase della mia prima canzone dicesse: “I tuoi occhi non si apriranno più sulla spiaggia in cui abbiamo vissuto e giocato”». Il suo amore per Bob Dylan lo ha portato a esultare pubblicamente quando nel 2016 il cantautore ha vinto il Nobel per la letteratura. In un’intervista rilasciata a El País ha confessato: «Personalmente, credo che alcune delle grandi opere del secolo XX sono state create da cantautori». E ora si è detto di essere lusingato di ricevere il Nobel per la letteratura proprio dopo Dylan.
  4. Solo a vent’anni scoprì la passione per i libri: prima c’era solo la musica. Fu allora che scoprì Dostoevskij e Charlotte Brontë, tra i suoi autori preferiti, e la letteratura divenne il centro della sua vita. Ha anche affermato che la sua carriera deve molto proprio a Charlotte Brontë.
  5. Kazuo Ishiguro ha scritto solo otto libri. Il Der Spiegel nel 2005 gli ha chiesto perché scrive così poco e lui ha risposto: «Non ho mai sentito la necessità di scrivere velocemente. Mai ho pensato di dover contribuire alla quantità dei libri che ci sono in giro. È più importante scrivere qualcosa che faccia la differenza».
  6. A tal proposito, ha impiegato dieci anni per scrivere il suo ultimo romanzo, Il gigante sepolto. A dire il vero c’entra anche sua moglie, Lorna MacDougall, con cui è sposato da oltre trent’anni e in cui ripone la massima fiducia. Fu lei che, di fatto, ritardò la pubblicazione del libro dopo aver letto le prime quaranta pagine: «Mi disse: “Questo non funziona. E non mi riferisco al fatto che devi cambiare questo o quest’altro, o che ci siano aspetti che puoi migliorare con l’editing. Quello che non va è la lingua. Al momento, fa ridere. Buttalo e ricomincia». E così lui fece.
  7. È uno strenuo difensore della fiction. In un’intervista con l’Independent si è lamentato del fatto che negli ultimi decenni «l’impegno formativo è stato quello di far sì che gli alunni abbandonassero la fantasia, che è del tutto naturale per i bambini, per prepararli al mondo del lavoro».
  8. Le parole delle sue canzoni hanno influito sui suoi romanzi. «Una delle prime cose basilari che ho imparato nello scrivere le parole delle canzoni – e questo poi ha avuto una enorme influenza nelle mie storie – è che con una canzone in prima persona, intima, in confidenze, il significato non deve essere autosufficiente nel testo. Dev’essere trasversale, a volte bisogna leggere tra le righe», ha confidato al Guardian.
  9. È un cinefilo incallito. Nella sua casa londinese ha una collezione di oltre mille dvd. «In famiglia siamo grandi affezionati alle opere maestra del cinema», ha detto una volta.
  10. La sua scheda su Imdb (Internet Movie Database, la «bibbia del cinema» per molti) è ben nutrita. Risulta autore di otto titoli, tra cui i film Quel che resta del giorno (1993) e Non lasciarmi (2010), entrambi tratti dai suoi romanzi. Della seconda – che vede come protagonisti Keira Knightley, Carey Mulligan e Andrew Garfield – è anche produttore esecutivo.

Via | NyL
Foto | IMDB




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.