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pubblicato domenica, 8 ottobre 2017 da Mariantonietta Barbara in Mondolibri
 
 

Cosa significa «libri gender»

Libri gender
Libri gender

Mi sono ritrovata non so quante volte, in questi anni, a scaricare decreti, articoli scientifici, pareri di illustri studiosi per cercare di smentire le bufale che girano online, a profusione, sul «gender», sulla «teoria gender» e sui cosiddetti «libri gender». Vediamo se anche questa volta riesco a fare un po’ di chiarezza. Cominciamo subito con i gender studies (o studi di genere), che esistono davvero, e proseguiamo con presunti altri attentati all’identità sessuale della prole del popolo italiano.

Cosa sono i gender studies?

Gli studi di genere, nati negli anni Settanta, avevano come scopo quello di monitorare e analizzare sia la condizione femminile nella società, sia l’atteggiamento della società stessa nei confronti delle minoranze. Secondo gli studi di genere, ogni essere umano ha una identità sessuale (appartenenza al sesso maschile o femminile) e un’identità di genere che è prodotta dalla cultura di riferimento. Si nasce maschi e femmine, si diventa uomini e donne.

Già, ma cosa vuol dire uomini e donne? Essere un uomo implica necessariamente non piangere e dedicarsi esclusivamente a lavori virili? Essere donna significa soltanto essere colei che porta avanti il genere umano e si occupa della casa? Oggi i gender studies analizzano come l’idea di uomo e donna si stanno evolvendo, cercando di risolvere e colmare eventuali gap (discriminazione sul lavoro, educazione alle emozioni, paternità attiva ecc). Giochi come il tanto vituperato Gioco del rispetto, non si propongono altro se non spiegare a bambini e bambine, lo dico in soldoni, che un maschietto ha diritto di piangere e di lavorare come ostetrico o di studiare danza classica e una femminuccia di mostrare carattere, diventare ingegnere spaziale e campionessa di arti marziali. Restando entrambi, appunto, maschio e femmina e diventando successivamente un uomo e una donna.

«Perché lo stato italiano vuole omosessualizzare i nostri figli?», si chiede la teoria gender

Ahimè, tutte le questioni di cui sopra sono state completamente fraintese e molti genitori si sono battuti per impedire allo Stato di portare nelle scuole programmi in cui viene insegnato a bambini e ragazzi che non esiste una differenza tra maschi e femmine. Programmi in cui, addirittura, verrebbero resi edotti in modo esplicito su alcune pratiche sessuali, spesso orientate a omosessualizzarli (eh sì, termine che viene usato in maniera costante e sfrontata nei gruppi anti gender).

Quando mia figlia, in quarta elementare, ha partecipato al corso di educazione all’affettività e alla sessualità, i genitori hanno dovuto scoprire, con un grosso respiro di sollievo, che, guarda un po’, si parlava di maschi e femmine, delle loro caratteristiche specifiche, della riproduzione, dell’affetto e dei cambiamenti dovuti alla crescita. Niente gender, niente pratiche strane, nessuna incitazione a snaturarsi.

All’epoca, scaricai e lessi attentamente il DDL incriminato, che ovviamente non conteneva nessuna delle proposte millantate online in chat dai genitori terrorizzati. Riassumendo, non esiste una teoria gender, ma solo attività mirate a consentire a vostra figlia e vostro figlio di non essere discriminati sul lavoro e nella società per il solo fatto di essere femmina/maschio.

Allora, cosa sono i libri gender?

Nonostante fosse e sia tutt’ora semplice scoprire che si tratta di una bufala colossale, molte persone si costituiscono in gruppi d’assalto e, ahimè, molti politici colgono l’occasione per fare un bel po’ di propaganda elettorale e danni a profusione. Tra questi, coloro che cercano di eliminare dalle biblioteche alcuni libri ritenuti pericolosissimi: i famigerati libri gender!

Uno degli autori incriminati è il famoso e amatissimo Leo Lionni (Piccolo blu e piccolo giallo, Un pesce è un pesce, Pezzettino, Guizzino), che con l’uso dei colori e degli animali ha portato avanti una lezione sul valore della differenza, sulla ricchezza della diversità. Lionni non parlava di sesso o di orientamento sessuale, ma tant’è ha fatto paura a molti. Certo, ci sono libri per bambini che affrontano apertamente l’importanza di essere rispettati per quello che si è: bambine che vogliono fare i cavalieri, bambini che vogliono essere principesse. Neanche questi, però, incitano all’omosessualità anche perché, siamo seri, non si può convincere qualcuno a diventare omosessuale né eterosessuale. Qui però entriamo in un discorso molto più complesso, che andrebbe affrontato in altra sede (se però siete interessati, potete dare un’occhiata al pensiero del teologo cattolico Vito Mancuso). Per dirla ancora una volta in soldoni: non esiste una teoria gender e non esistono libri gender composti per sostenere un fantomatico complotto che ci vuole tutti come dei robot asessuati.

Quello che mi preme sottolineare è che, prima di erigere barricate, sarebbe sufficiente farsi un giro online per scoprire che la maggior parte delle allarmanti notizie sull’educazione gender sono o false o completamente fraintese. Ecco di seguito alcuni siti da poter consultare:

Foto | Pixabay


Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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