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pubblicato lunedì, 9 ottobre 2017 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Il metodo di scrittura di Kazuo Ishiguro

Il metodo di scrittura di Kazuo Ishiguro
Il metodo di scrittura di Kazuo Ishiguro

Sappiamo che Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la letteratura 2017, non è un autore particolarmente prolifico. Nel leggere i suoi libri ci si rende conto che le parole usate sono scelte in maniera ponderata. Virtuosismi difficili da imitare e che ci portano a pensare che l’autore abbia impiegato moltissimo tempo nello scrivere i suoi testi e abbia seguito un metodo di scrittura ferreo.

Eppure Quel che resta del giornoprobabilmente il suo romanzo più noto – è stato scritto in appena quattro settimane. Un mese. Un periodo di tempo che per molti autori basterebbe appena a sistemare le idee è stato invece sufficiente a Ishiguro per scrivere il romanzo. Come è stato possibile? A rivelarlo è stato lo stesso scrittore nel 2014, al Guardian. Kazuo Ishiguro affrontò il problema del blocco dello scrittore e la paura della pagina bianca e ha spiegato il metodo di scrittura seguito per portare a termine Quel che resta del giorno.

Kazuo Ishiguro e il suo metodo di scrittura

C’è da tener presente che quando Ishiguro scrisse il romanzo aveva trentadue anni, aveva problemi sul lavoro e gli sembrava che la creatività l’avesse abbandonato. Allora mise giù una strategia, insieme a sua moglie Lorna, per stimolare la creatività. Spiega Kazuo Ishiguro:

Ho cancellato tutti i miei impegni per quattro settimane e sono entrato in quel periodo che, chissà perché, abbiamo chiamato «incidente». Durante questo «incidente» non ho fatto altro che scrivere dalle 9 alle 22,30, da lunedì a sabato. Avevo un’ora libera per il pranzo e due per la cena. Non guardavo la posta e, ovviamente, nemmeno rispondevo alle lettere e non mi avvicinavo nemmeno al telefono. Nessuno doveva venire a casa. Lorna, nonostante i suoi impegni, in tutto questo periodo si fece carico dei miei compiti in cucina e in casa. In tal modo speravamo non solo che io portassi avanti più lavoro in maniera continuativa, ma anche che entrassi in uno stato mentale grazie al quale il mio mondo di fiction diventava per me molto più reale della realtà.

Il metodo di scrittura ha funzionato, visto che Kazuo Ishiguro ha scritto Quel che resta del giorno in quattro settimane. O, almeno, così dice lui. In un mese, solo in un mese, è riuscito a lasciarsi alle spalle la crisi creativa che lo tampinava e realizzare uno dei suoi migliori romanzi.

Poi, certo, si sarà dovuto mettere in pari con le faccende domestiche, ma questo è un altro discorso!

Via | The Atlantic




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.