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pubblicato domenica, 15 ottobre 2017 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

Se sbagli a scrivere, la colpa è del demone Titivillus

Diego de la Cruz, La Vergine della Misericordia (ca. 1485). Il diavolo a destra è stato identificato come Titivillus.
Diego de la Cruz, La Vergine della Misericordia (ca. 1485). Il diavolo a destra è stato identificato come Titivillus.

Ti sarà capitato di leggere un racconto, un romanzo o un saggio e di avervi trovato errori e refusi che a volte sembrano addirittura comici. Lettere che compaiono dal nulla, virgole che diventano parentesi, parole che nessuno ha scritto e non hanno alcun senso lì dove si trovano… È chiaro che c’è qualcosa che non quadra. Ignoranza? Disattenzione? Stanchezza? Nel Medioevo la pensavano diversamente ed erano riusciti a individuare il vero colpevole di tutte queste stranezze: il demone Titivillus.

Chi è Titivillus

Il primo riferimento a questo dispettoso diavoletto risale al 1285 e lo si trova in una nota del Tractatus de Penitentia, di Johannes Galensis. Di fatto, divenne molto popolare tra gli amanuensi, tanto da venire considerato quasi un «diavolo protettore degli scribi», dal momento che a lui era data la colpa di ogni errore che non si riusciva a spiegare.

Nel testo Lo specchio di Nostra Signora, un trattato devozionale inglese del XV secolo, Titivillus stesso si presenta:

«Sono un povero diavolo, e il mio nome è Titivillus… Devo ogni giorno… portare al mio padrone un migliaio di borse piene di errori, e di negligenze nelle sillabe e nelle parole».

A tal proposito è interessante notare la tavola della Vergine della Misericordia (risalente al 1485 e attribuita a Diego de la Cruz) che si trova nel Monasterio de Santa María la Real de las Huelgas di Burgos, in Spagna. Uno dei due demoni rappresentati sul manto della Vergine Maria porta un fardello di libri sulla spalla (è l’immagine in apertura di articolo). Secondo alcuni studiosi sarebbe la rappresentazione del demone Titivillus.

Uno degli errori più clamorosi attribuiti a Titivillus

L’errore più curioso a Titivillus è quello presente nella cosiddetta Bibbia Cattiva (nota anche come Bibbia degli Adulteri o Bibbia dei Peccatori). Siamo nel 1631 e durante una riedizione della Bibbia di re Giacomo accadde qualcosa alle parole dei «Dieci comandamenti». In pratica, sparì un «non» vicino a «commettere adulterio» e pertanto vennero rese lecite le corna. Immaginate che caos successe all’epoca! La colpa venne data a Titivillus, ma i tipografi Robert Barker e Martin Lucas se la videro proprio brutta, visto che non solo ricevettero una pesante multa, ma venne loro revocata anche la licenza di tipografi.

Questo demonio, che sembra alimentarsi con parole e lettere ed esorta a scrivere parole sconce e non necessarie, ha accompagnato editori e tipografi fin da sempre, anche se oggi è alquanto difficile dare la colpa per gli errori di stampa a un diavoletto dicendo che si è infilato nella macchina da stampa!

Via | LecturaliaWikipedia
Foto | Diego de la Cruz [Public domain], via Wikimedia Commons




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.