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pubblicato mercoledì, 25 ottobre 2017 da Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Benjamin Constant a 250 anni dalla nascita

Benjamin Constant (1767-1830)
Benjamin Constant (1767-1830)

La figura complessa e articolata di Benjamin Constant – Henri-Benjamin Constant de Rebecque (1767-1830) – ci porta nella Francia di fine Settecento, tra i sanguinosi tumulti della rivoluzione e l’inarrestabile ascesa di Napoleone Bonaparte.

L’esilio di Benjamin Constant

Un’ascesa che il giovane intellettuale criticherà così aspramente da dover poi prendere la strada dell’esilio. Ne segue un lungo periodo lontano da Parigi, dagli intrighi di palazzo, durante il quale l’acuta intelligenza di Benjamin Constant avrà modo però di esprimersi in tutta libertà, dando vita ad alcune delle sue opere migliori tra cui (non si può non citare) Lo spirito di conquista e dell’usurpazione del 1813.

Nel salotto letterario di Coppet sul lago di Ginevra, prontamente allestito dall’amante, la celebre e briosa Madame de Staël, lo scrittore, il cui liberalismo rivela tutta la propria matrice anglosassone (in gioventù de Rebecque aveva studiato in diverse università d’oltremanica) matura il suo pensiero politico, grazie anche a uno stile sempre più persuasivo e limpido, sottile e acuminato che lo pone oggi tra i più grandi pensatori politici del secolo XIX.

Sono anche gli anni in cui Benjamin Constant scrive il romanzo Adolfo, la sua opera forse più celebre e amata. Un romanzo che ci racconta le vicende di un giovane dallo sguardo scettico e inaridito, che tuttavia sembra lasciarsi trascinare dagli eventi, troppo debole per dire di no o prendere decisioni definitive quando è in gioco l’amore. La morte dell’amante, l’infelice e appassionata Ellénore che tutto gli aveva donato, lo lascerà per sempre preda di solitudine e rimorsi.

Gli ultimi anni

Caduto Napoleone e pubblicato il romanzo nel 1816, Benjamin Constant si trova ora a far fronte a nuovi eventi, ad altre figure storiche. L’ascesa di Carlo X sul trono francese risveglia in lui tutto quello spirito liberale che era da sempre alla base della sua ideologia politica. Subito lo scrittore (ormai non più giovanissimo) si pone tra i grandi fautori della breve ma intensa rivoluzione del luglio del 1830; un moto rivoluzionario che porterà all’abdicazione di Carlo e alla proclamazione di Luigi Filippo come re dei francesi. Un titolo che segna lo spartiacque definitivo con l’Ancien Régime, quando i sovrani erano per volontà di Dio e non del popolo Re di Francia. Un’intera epoca tramontava una volta per tutte, mentre Henri-Benjamin Constant de Rebecque si spegneva a Parigi, dopo esser stato acuto testimone di una trasformazione radicale del potere politico.

Foto | Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 

Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).