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Posted venerdì, 1 dicembre 2017 by Graphe.it in Racconti e testi
 
 

Granelli sulla carta

Granelli sulla carta
Granelli sulla carta

È da poco tempo che ho cominciato a scoprire il mondo della lettura e dello scrittura, non mi vergogno a dirlo. Tutto è iniziato un poco alla volta e, come un bambino che muove i suoi primi passi, io sono ora qua a muovere i miei. Tardi? Credo non sia mai troppo tardi per imparare qualcosa di nuovo se lo vuoi davvero; in ogni caso, se non ci riesci, sarà sempre una vittoria perché ci avrai provato.

Si è aperto un mondo a me sconosciuto quando le mie emozioni hanno preso la forma prima di una vocale, poi di una consonante, poi ancora di una parola e infine di una frase.

Che trepidante sensazione trasferire su di un foglio i nostri sentimenti, scrivere per noi stessi, scrivere per gli altri, condividere con l’umanità quel che di bello abbiamo scoperto, aprire il nostro cuore a una penna e farla scivolare su un foglio bianco.

Proprio lei, quella penna che dolcemente si appoggia sulla carta, riesce a trattenere qualche granello di tutte le esperienze quotidiane, molte delle quali si perdono o si dimenticano.

Quando tutto ciò che provi inizia a prendere forma sulla carta ti senti serena, tiri un sospiro di sollievo ma… prima di quel sospiro, prima ancora che tutto si metta in moto, avverti dentro di te un’ansia che ti spinge a cercare, frugare sempre di più nella tua anima e allora scrivere, e scrivere ancora diviene necessità finché non sopraggiunge una pace interiore, simile ad una vocina che ti dice: «Per ora basta cosi».

È quello il momento in cui prendi la penna, l’appoggi sopra il tavolo, chiudi il tuo quaderno e con questo chiudi in un cassetto, almeno per un po’, anche un granello della tua vita.

Granelli sulla carta è un racconto di Daniela Montanari
allieva del corso di scrittura narrativa che Susanna Trossero tiene a Ostia – Roma
presso l’associazione Fo.Ri.Fo.

Foto | Pixabay




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“La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro; leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare” (A. Schopenhauer)