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pubblicato sabato, 2 dicembre 2017 da Anais Vin in Recensioni
 
 

Whisky eretico, per conoscere meglio il mondo del whisky

Whisky eretico
Whisky eretico

Il prossimo 3 dicembre al Chorus Café di Roma si svolgerà la seconda edizione di «A tutta torba», evento focalizzato sul whisky evidentemente torbato. Un whisky che si caratterizza rispetto per l’utilizzo della torba come combustibile durante l’essiccazione del malto, la quale sprigiona aromi che vengono catturati dal futuro distillato.

Whisky, per saperne di più

Il primo whisky nasce per mano di un frate di nome John Cor nel 1494. Una volta tradizionale e artigianale, la produzione di whisky caratterizzava il prodotto stesso. Oggi è cambiato il processo di lavorazione, non si usa più l’orzo scozzese, né l’acqua attigua alla distilleria e ancor meno la torba, ma viene tutto meccanizzato e filtrato con dei carboni così da raggiungere limpidezza e, se va via un po’ di colore si aggiunge caramello. Peccato che in questo modo vada via anche il sapore e ci ritroviamo, ancora una volta, davanti all’espropriazione di un prodotto tipico in funzione della praticità e della grande distribuzione. Unica fase ancora non industrializzata è rappresentata dall’invecchiamento: minimo dodici anni perché sia un grande distillato e non faccia male al corpo. Così Silvano S. Samaroli ci introduce al mondo del Whisky torbato nel suo libro Whisky eretico.

Il Whisky eretico di Silvano S. Samaroli

Silvano S. Samaroli, Whisky eretico

Silvano S. Samaroli, Whisky eretico

Tutto è vero e tutto falso. Il whisky muta e solo alcune regole ci sono chiare, altre non le conosciamo affatto, altre si sono rivelate false. Così il whisky ha guidato le intenzioni di Samaroli dischiudendogli il mondo esoterico. Il whisky è una materia che muta, evolve, anche nella bottiglia, al contatto con l’ossigeno, al cambiare della temperatura, al contatto con il contenitore in cui si trova. Quindi non si berrà mai lo stesso whisky due volte, come Eraclito asseriva che fosse impossibile tuffarsi due volte nello stesso fiume.

Il libro Whisky eretico ha un approccio profondamente esoterico. Samaroli parte dalle sue convinzioni sviluppate verso la fine della sua lunga carriera, poiché in qualche modo le aveva sempre intuite. Fu nel 2002 che ebbe una svolta in questa strada che intravedeva, ma che ancora non gli era chiara, quando venne invitato a parlare a un convegno su alcol ed energia vitale.

La fermentazione dell’orzo generando alcol scompone la materia, riportando in qualche modo ad elementi primari della vita. Il punto di vista esoterico ci spiega che quando una unità si separa dal tutto, diventando visibile, cioè materia, l’altra parte rimane invisibile, cioè spirituale. Le due parti sono legate e si attraggono a vicenda e questa perenne attrazione è ciò che muove l’universo.

Filosoficamente, l’affinatore imbottigliatore più famoso d’Italia, affermava che il whisky è una scusa, uno specchio torbido in cui cercare sé stessi.

Il whisky e la cultura

Una recente intervista a Pino Perrone, Whisky Consultant di Spirit of Scotland, mette in evidenza come il whisky nella letteratura degli anni Quaranta e Cinquanta fosse il mezzo per raggiungere l’oblio, fugacemente tracannato nei tumbler con ghiaccio dai vari Faulkner, Bukowski ed Hemingway. Solo in seguito è stato apprezzato come single malt e degustato, come per esempio dall’autore spagnolo Manuel Vázquez Montalbán. Perrone ha provato con qualche perplessità ad abbinare tipologie di whisky a generi letterari, così con un libro d’amore potrebbe andar bene uno invecchiato in botti di sherry Oloroso, come un Glendronach, un Aberlour o un Macallan. Per i gialli o i thriller vedrebbe bene i torbati, un Lagavulin principalmente. Con un libro drammatico un whisky giapponese come il Miyagikyo che ci riconcilia con il dolore.

Il distillato scozzese più famoso al mondo è comparso in moltissime pellicole cinematografiche, ma sempre secondo Perrone, e condiviso dalla sottoscritta, è il regista Ken Loach con il film La parte degli angeli (titolo originale The Angels’ share) a omaggiarlo nel modo più glorioso, raccontando la storia di un ragazzo senza arte né parte che inizia a interessarsi al whisky e alla sua produzione e degustazione. Film imperdibile come lo sono le 128 pagine di racconti eretici, di viaggi fatti per capire e scoprire, cercare e ricercare il distillato d’orzo più nobile del mondo, scritte da Silvano S. Samaroli. Si legge in un soffio, nonostante getti le basi a riflessioni anche intime sul proprio rapporto col bere edonistico.

Un libro consigliato

Whisky eretico è un libro che consiglio senza esitazione a tutti coloro che amano il vino, i superalcolici, la storia e l’antroposofia. Ci sono esperienze di vita che aiutano a capire la propria, e se lo si fa con un bicchiere di ottimo whisky, tanto meglio.

«Sono sostenitore delle armonie, delle sfumature calde e avvolgenti, degli accordi complessi, dei gusti naturali e dei respiri sottili e ampi al tempo. Amo il difetto a condizione che esprima personalità. Non credo nelle scelte facili e non sopporto le banalità». (Silvano S. Samaroli)

Che aspettate allora? Il mondo del whisky torbato ci aspetta a Roma.




Anais Vin

 

Sono nata a Roma nell’anno del titolo di un celebre libro di Orwell. Normalmente vivo qui, ma mi sposto di frequente. Leggo molto e bevo altrettanto. Amo la buona compagnia, il cibo, viaggiare e la musica. Anais Vin è lo pseudonimo che utilizzo per questa rubrica; il mio vero nome è Alessia Cattarin.