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Posted venerdì, 8 dicembre 2017 by Graphe.it in Racconti e testi
 
 

Ascoltando il silenzio

Ascoltando il silenzio
Ascoltando il silenzio

La pineta a quell’ora del giorno, era quieta. Il silenzio conferiva un senso di pace a quel quadro macchiato d’autunno.

Non c’era nessun altro lì, eccetto me e il mio cane.

Passeggiavamo lenti, osservando curiosi la bellezza del paesaggio che ci abbracciava. I colori, intensi e sfumati del fogliame, rallegravano le mie iridi, oramai annoiate dal solito grigiore cittadino.

I pochi raggi di sole ancor caldi, s’infiltravano tra le grandi chiome dei pini, così da riscaldare la pelle, che andava piano piano a sbiadirsi.

La mente era ancora lontana troppe miglia, avvinghiata dai pensieri, idee e riflessioni, ma l’udito sempre in allerta, captava ogni singola particella di suono.

Lo scricchiolio sotto i miei piedi, mi indusse a prestare piú attenzione al presente. Così, mi fermai a osservare la scena. A guardarla davvero.

Mi incuriosì subito un tronco di pino stramazzato a terra, longitudinale al sentiero. Sembrava quasi esser caduto lì appositamente, solo per far accomodare gli spettatori e invogliarli a fare una pausa dal cammino.

Dunque, senza pensarci troppo, accettai l’invito e mi sedetti su quella corteccia ruvida solcata da crepe rossastre, e cominciai a osservare ciò che mi circondava.

I dettagli che mi si mostrarono dinnanzi, mi fecero rimanere senza fiato: l’abbondanza della varietà del fogliame, le forme irregolari degli alberi, e i fiori che sbucavano qua e là, arricchendo ancor di piú lo spettacolo visivo…

Cercai di catturare ogni particolare possibile di quel dipinto, per imprimerlo nella memoria come fosse una fotografia. Poi chiusi gli occhi e cominciai ad ascoltare.

Il vento spirava da nord, sibilava lento quasi a voler raccontare qualche segreto all’orecchio di un buon ascoltatore. Smuoveva ricche cime di alberi, portando con sé, in onde fluttuanti, fronde ormai mature. Si percepiva il fischiettio delle cinciallegre, il cinguettio dei picchi, e il canto profondo della cinciarella. Tutti loro, in cerca di un riparo dalla pioggia che sarebbe arrivata a momenti.

In lontananza, fu pronto ad aggiungersi anche un abbaiare frenetico e il gran rumore provocato sul terreno dalla corsa maldestra e vivace del mio cocker.

All’improvviso, un tuono.

Subito dopo, una fitta nube si aprì in una esplosione di migliaia di goccioline che cominciarono a tamburellare sugli alberi, su di noi, per colpire infine il terreno.

Era giunta l’ora di tornare a casa.

Ascoltando il silenzio è un racconto di Patrizia Nicole Bilska
allieva del corso di scrittura narrativa che Susanna Trossero tiene a Ostia – Roma
presso l’associazione Fo.Ri.Fo.

Foto | Pixabay




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