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pubblicato domenica, 17 dicembre 2017 da Roby in Punti di vista
 
 

Scrivere a mano, un’anticaglia all’avanguardia

Scrivere a mano
Scrivere a mano

Nell’era dove perfino il digitale è stato sostituito dal touch screen, ai quattro angoli del mondo ci si chiede: scrivere a mano ha ancora un senso? A fine novembre scorso, per celebrare i venticinque anni dalla sua fondazione, l’Associazione calligrafica italiana ha cercato di trovare risposta a questa domanda riunendo curiosi ed esperti in un convegno di due giorni in occasione del quale è stato anche aperto al pubblico l’Archivio Storico di Milano.

Per decenni l’abilità della scrittura (assieme alla lettura, con cui va da sempre a braccetto) è stata uno status symbol delle classi culturalmente superiori e oggi proprio quelle classi – quelle cioè che hanno maggiore accesso alle nuove tecnologie – non reggono l’impatto di pc e cellulari e perdono gradualmente l’uso della scrittura a mano. Fior di studiosi si sono già resi conto da tempo come la pratica del corsivo, ormai pressoché sconosciuta a livello universitario, si stia via via perdendo per strada anche tra i banchi delle scuole di ordine inferiore.

Ma questo è davvero un problema? I cinesi e tutti quei popoli che non hanno una scrittura alfabetica, bensì ideogrammatica, probabilmente hanno la risposta pronta; noi occidentali, invece, dobbiamo rifletterci un po’ e scomodare il gotha delle neuroscienze per capirci qualcosa.

L’importanza di scrivere a mano

Secondo gli scienziati, infatti, scrivere a mano (ad esempio prendendo appunti a lezione oppure mentre si lavora) migliorerebbe l’apprendimento critico, consentendo una permanenza più lunga delle informazioni nel cervello, agevolerebbe la concentrazione tenendo più lontane le fonti di distrazione, e in definitiva manterrebbe più attiva negli anni la mente. Inoltre, essendo un’attività non automatica, scrivere a mano sembra che stimoli il pensiero artistico e aiuti a raggiungere i propri obiettivi perché mette in grado di organizzare e rappresentare meglio le idee.

Secondo gli psicologi, inoltre, scrivere a mano significa comunicare molto di più di quello che si scrive: nella scrittura personale si dice molto di sé, si lascia un segno del proprio pensiero che nessun computer (con cui la scrittura è mera pressione di tasti) può imitare o riprodurre e impone a un concetto significati aggiuntivi nuovi e del tutto, appunto, personali. E poi è anche una manifestazione corporea di sé, fisica proprio, perché ognuno ha il suo modo di impugnare la penna, di inclinare la testa rispetto al foglio ecc.

Uno sguardo alla grafologia

Insomma, un po’ come insegnavano quei giochini (molto seri in realtà) con cui i grafologi cercavano di divulgare il loro mestiere, all’insegna del «dimmi come scrivi e ti dirò chi sei», capacità pseudoscientifica di riconoscere un carattere più o meno socievole dal modo in cui allarga le effe o allunga le elle. Addirittura la scrittura può essere messa in connessione con attività che sembrano lontane mille miglia da essa, quali l’amore o la sessualità, come dimostra la grafologa Lidia Fogarolo, autrice per Graphe.it di Perché gli opposti si attraggono e i simili si comprendono e di Grafologia e sessualità. Un’analisi psicologica, sociale e culturale del comportamento sessuale come anche di Storie di serial killer. Nella mente degli assassini seriali attraverso l’analisi della scrittura.

D’altronde non deve sembrarci poi così assurdo, pensateci un attimo: scrivereste mai una lettera d’amore al computer? Il fatto è che purtroppo le lettere d’amore non si scrivono più, al massimo si manda qualche messaggino osé dal telefonino, appena prima di passare alle ancora più esplicite foto.

23 gennaio: la Giornata nazionale della scrittura a mano

Eppure ci sono delle attività precise in cui la scrittura a mano è difficile da sostituire; io proporrei proprio come esercizio nella vita quotidiana il mantenimento di alcuni piccoli momenti intimi tra noi e la penna per non perdere tutto quello che abbiamo imparato da piccoli e per essere d’esempio alle nuove generazioni. Ad esempio usiamo un’agenda di carta e non digitale, ma soprattutto una rubrica telefonica old fashion in cui ritrovare anche vecchi numeri (così poi non piangeremo quando ci si romperà lo smartphone e non potremo recuperare i dati) infine scriviamo a mano le didascalie degli album di foto delle vacanze o dei nostri figli piccoli: saranno ricordi che un giorno non avranno prezzo e sapranno sopravvivere a qualunque rivoluzione o catastrofe tecnologica.

Non sarà un caso se l’Istituto grafologico internazionale, che ha sede a Urbino, si sta adoperando non poco per far proclamare l’attività dello scrivere manualmente patrimonio mondiale dell’Unesco: ricordiamocelo il prossimo 23 gennaio, quando in Italia si celebra l’annuale Giornata nazionale della scrittura a mano. Non lo sapevate? Ecco il primo appuntamento per la vostra agenda, ovviamente da scrivere a mano.

Un’infografica sulla scrittura a mano

A proposito di scrittura a mano pubblichiamo a seguire un’infografica realizzata da Getvoip, società di consulenza di New York specializzata in tecnologie voip e comunicazioni cloud. La grafica è stata realizzata collazionando su una ricca documentazione e dati provenienti da fonti autorevoli.

[cliccare sull’immagine per ingrandirla]

Scrivere a mano

I benefici di scrivere a mano

Foto in apertura | Glenn Carstens-Peters via Unsplash




Roby