0
pubblicato sabato, 6 gennaio 2018 da Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Gian Vincenzo Gravina, fondatore dell’Accademia dell’Arcadia

Gian Vincenzo Gravina (1664-1718)
Gian Vincenzo Gravina (1664-1718)

Nato in provincia di Cosenza ed educato dallo zio materno, il filosofo e poeta Gregorio Caloprese, Gian Vincenzo Gravina (1664-1718) ebbe modo di perfezionare i suoi studi di diritto canonico a Napoli e, una volta stabilitosi a Roma, di entrare nel circolo letterario di Cristina di Svezia; la giovane regina del Nord che, dopo aver deposto scettro e corona ed essersi esiliata dalla sua patria, si era trasferita con la sua piccola corte nella Città Eterna.

Gian Vincenzo Gravina e l’Arcadia

Un incontro felice il loro che pose le fondamenta per la nascita dell’Accademia dell’Arcadia. Fu, infatti, proprio il Gravina che, appoggiato e coadiuvato da Giovanni Mario Crescimbeni, fondò nel 1690 la celebre Accademia. Un’accademia nata proprio in reazione alla magniloquenza barocca, a quella sua poesia dall’ampollosità vuota che appariva, troppo spesso, quasi senza anima.

Nel suo cuore di letterato del resto albergavano da sempre due numi senza macchia come Omero e Dante. Per Gian Vincenzo Gravina la poesia doveva essenzialmente parlare di verità, rifarsi ai modelli classici, alla letteratura antica. Tuttavia il diverbio nato con Crescimbeni, sempre a proposito di modelli letterari (il secondo caldeggiava il Petrarca), portò a una rottura definitiva tra i due. Gravina lasciò così l’Accademia dell’Arcadia per fondare nel 1711 quella dei Quirini.

Tra i grandi meriti del letterato, davvero impossibile sottacerlo, anche quello di aver scoperto e formato il giovane Metastasio che, a sua volta, divenne uno dei personaggi di maggior rilievo dell’Arcadia.

Centrale nella carriera letteraria di Gian Vincenzo Gravina fu senza ombra di dubbio il 1712. Nel giro di soli dodici mesi il letterato scrisse infatti di getto ben cinque tragedie: Palamede, Andromeda, Appio Claudio, Papiniano e Servio Tullio. Tragedie spesso e volentieri incentrate sulla tirannide e come essa porti inevitabilmente allo scontro diretto con il sapiente. L’uomo di cultura.

Il fondatore dell’Accademia dell’Arcadia si spense a Roma il 6 gennaio del 1718, non prima però di aver ribadito per l’ennesima volta l’auspicio a un ritorno al classicismo. A quella limpidezza cristallina e senza macchia dell’amatissima letteratura greco-romana.

Foto | Guarda la pagina per l’autore [Public domain], attraverso Wikimedia Commons




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).