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pubblicato mercoledì, 24 gennaio 2018 da Roberto Russo in Mondolibri
 
 

È morta Ursula Le Guin, maestra della letteratura di fantascienza

Ursula Le Guin (1929-2018)
Ursula Le Guin (1929-2018)

La scrittrice statunitense Ursula Le Guin, considerata maestra della letteratura di fantascienza, è morta a 88 anni. Da alcuni mesi aveva problemi di salute. Stephen King ha commentato su Twitter la notizia della morte: «Le Guin non era solo una scrittrice di fantascienza, ma un’icona della letteratura… un’autrice tra le più grandi».

Chi era Ursula Le Guin

Scrittrice prolifica, Le Guin ha pubblicato romanzi, poesie e racconti brevi per adolescenti. Sono state le sue opere «fantastiche», tuttaviam che le hanno valso numerosi premi e il riconoscimento del pubblico, che si è tradotto nella vendita di milioni di copie dei suoi romanzi. È stata anche traduttrice: in inglese ha tradotto le poesie di Gabriela Mistral, Nobel per la letteratura nel 1945.

Nata a Berkeley (California) il 21 ottobre 1929, Ursula Le Guin era figlia di due antropologi: Alfred e Tehodora Kroeber. Si sposò cono lo storico francese Charles Le Guin e la coppia ha avuto tre figli (e quattro nipoti). Per questo motivo è anche nota come Ursula K. Le Guin, dove K indica il cognome di famiglia.

Fin da giovane si è interessata al genere che poi le ha dato fama, anche se all’inizio lo abbandonò perché lo considerava troppo stereotipato e più adatto a scrittori che a scrittrici. Tuttavia, a metà degli anni Sessanta del secolo scorso, è tornata alla sua passione adolescenziale è ha scritto La mano sinistra delle tenebre, che ben presto è diventato un classico della fantascienza e che le ha spalancato le porte del successo, sebbene forse la sua opera migliore siano stati i sette romanzi che compongono il Ciclo dell’Ecumene.

È stata premiata con Hugo e i Nebula, premi specifici della letteratura di fantascienza, ma anche con il National Book Award alla carriera nel 2014.

La fantascienza di Le Guin

In tutto ha scritto venti romanzi con i quali ha sempre lottato perché la fantascienza non venisse più considerata un genere «minore». A tal proposito ebbe a dire:

Mi ci vollero degli anni per rendermi conto d’aver scelto di lavorare in generi disprezzati e marginali come la fantascienza, la fantasy e la narrativa per adolescenti, esattamente perché essi erano esclusi dal controllo della critica, dell’accademia, della tradizione letteraria, e consentivano all’artista di essere libero.

A quanto dicono i ben informati, il suo nome, negli ultimi anni, era in lizza per il Premio Nobel per la letteratura. Lei era felice, parole sue, di «inventare storie e universi alternativi».

I suoi libri sono stati tradotti in oltre quaranta lingue e in Italia li troviamo nel catalogo del gruppo Gems, di Mondadori e di Elèuthera.

Foto | WikiCommons




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.