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pubblicato giovedì, 8 febbraio 2018 da Giorgio Podestà in Mondolibri
 
 

Orsola Nemi: la delicatezza, il pudore, la sensibilità in persona

Orsola Nemi (1903-1985)
Orsola Nemi (1903-1985)

Vi sono incontri, lo sappiamo bene, che sono delle vere e proprie folgorazioni. Colpi di fulmini che non inceneriscono ma miracolosamente alimentano, nutrono, illuminano dal di dentro. A questa rarissima categoria senza ombra di dubbio appartiene il mio incontro (rigorosamente letterario) con Orsola Nemi.

Lo stile di Orsola Nemi

Una scrittrice oggi poco ricordata, male illuminata, ma dal talento fermissimo. La prosa limpida. La visione favolosa. Leggere i suoi romanzi fu – almeno per me – come aprire improvvisamente un forziere, immergere mani e sguardo in un tesoro immenso e del tutto insperato. Da Rotta a nord a Rococò, passando per I gioielli rubati, celebre raccolta di racconti del 1958, l’estro vivo e irresistibile di questa timidissima scrittrice, che mai amò la luce della notorietà, si dispiega ogni volta fluido e incantato, dolente e meravigliato.

Una penna, la sua, che nel corso dei decenni diede vita a tutta una serie di personaggi e vicende destinata a mettere subito dimora (al pari di certe piante irresistibilmente rare e senza nome) nel cuore del lettore. Ad alimentarne (ed è questo quello che più ci tocca da vicino) per sempre lo spirito.

Alcune opere di Orsola Nemi

Nata a Firenze, Orsola Nemi (1903-1985) fu ben presto trafitta dall’amore per il mare, scegliendo di vivere buona parte della sua vita in Liguria con il marito Henry Furst, inviato del New York Times che, dopo aver letto le sue poesie sulla Fiera Letteraria, si era precipitato a La Spezia solo per conoscerla (e, impossibile non dirlo, «rapirla» per la vita).

Proprio in Liguria, con il mare perennemente nella pupilla e circondata da gatti e vari animali da cortile, la scrittrice scrisse le sue opere più vive, incluse fiabe dal titolo magico e suggestivo come La nave volante, L’Orso e la capinera e soprattutto Nel paese della Gattafata, illustrato nientemeno che dall’amico Giorgio De Chirico. Un volumetto fatato e raro che oggi, a quanto ci dicono i bene informati, vale una piccola e meritata fortuna.

Foto | ON




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).