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Posted domenica, 25 marzo 2018 by Roberta Barbi in Mondolibri
 
 

Idee per scrivere un libro: cosa fare e cosa evitare

Idee per scrivere un libro
Idee per scrivere un libro

«Non si diventa scrittori perché lo si vuole. Si diventa scrittori perché si deve». (Peter David)

Facendo le mie consuete ricerche per questo post mi ha colpito moltissimo questa frase, vero e proprio aforisma firmato da uno sceneggiatore d’eccezione, che ha contribuito a scrivere successi come l’Incredibile Hulk e Star Trek, e naturalmente contenuto nel suo ultimo manuale di scrittura creativa dedicata a chi vuole intraprendere il sentiero del fumetto e della graphic novel.

La scrittura, almeno quella a certi livelli, non è un lavoro come fare il maestro o l’impiegato (non me ne vogliano…) ma una vera e propria vocazione, perché in un certo qual modo si diventa sacerdoti della lingua e anche della cultura a noi contemporanea.

Certo, se avete ambizioni romanzesche come la sottoscritta probabilmente starete snobbando la massima di uno che in fondo fa «soltanto» lo sceneggiatore (eppure è quella la scrittura che paga, ahimè) ma ne condividerete certamente il contenuto: quanti di noi, infatti, spesso si mettono davanti al pc solo e unicamente per far tacere le voci che gli urlano nella testa? Se non ci riuscite in questo modo ovviamente dovrete chiamare un buono psichiatra…

Scrittura moderna alias scrittura digitale

Prima di parlare di idee e contenuti, comunque, non possiamo esimerci da una breve riflessione su cosa vuol dire, oggi, scrivere.

Dire che i nuovi media abbiano cambiato il nostro quotidiano rapporto con la scrittura è ormai poco più che un’ovvietà, ma la conquista degli ultimi anni è che social network e software di messaggistica anziché farci perdere l’abitudine a scrivere l’hanno rinforzata. Certo, si tratta di una scrittura povera, sincopata, a volte talmente sintetica da racchiudere varie sfaccettature di un sentimento in una faccina, ma di fatto si scrive, tanto, probabilmente troppo.

Si scrive per farsi notare, perché ci hanno convinto che la nostra opinione conta (ma su tutto? E soprattutto per chi conta?), mentre bisognerebbe riappropriarsi del pensiero che precede la scrittura e reimparare a scartare, ovvero selezionare cosa scrivere e cosa no. Tutte cose che per un aspirante scrittore sono più che importanti, fondamentali.

E poi c’è la lingua scritta, quella vera, diversa da quella parlata che è assai più simile a quella della scrittura digitale di cui stiamo parlando. Prima di iniziare a scrivere, infatti, si dovrebbe essere certi di conoscere a fondo la propria e, perché no, anche quella da cui tutti bene o male proveniamo: il greco antico. Ogni giorno pronunciamo senza saperlo migliaia di parole che hanno una radice greca e riconoscerne le radici arricchirebbe certamente la nostra capacità di scrittura. A tale proposito il mese scorso si sono celebrate due importanti giornate internazionali che vi voglio segnalare: quella della lingua materna e quella della lingua greca, appunto.

A caccia di idee per scrivere un libro

Forti del nostro bagaglio culturale ormai acquisito, ci accingiamo a cercare l’idea per il nostro primo romanzo, o per il nostro primo racconto: meglio, infatti, procedere per gradi e avvicinarci in un primo momento a una narrazione breve, in cui è più facile articolare la storia e tenere vivo l’interesse del lettore.

Se, infatti, è vero che scriviamo innanzitutto per noi stessi, se davvero vogliamo “arrivare” in questo mestiere, dobbiamo ricordare che le storie che raccontiamo dobbiamo raccontarle a tutti (o perlomeno alla fascia di pubblico che ci siamo scelti più o meno consapevolmente) e che le emozioni che proviamo scrivendole devono diventare le emozioni che le persone provano leggendole. Si chiama immedesimazione. Perciò si dice comunemente che sono le idee a trovare lo scrittore e non viceversa: non ci sono regole, si può attingere dalla vita vissuta, da un’esperienza bella o da una dolorosa, “rubare” dalle esistenze degli altri, si può volare con la fantasia o farsi ispirare dalle nostre letture preferite (ma occhio al plagio).

Certo è che solo da una buona idea nasce un buon prodotto letterario. L’idea deve essere viva e camminare con le proprie gambe: svilupparsi in maniera naturalmente credibile, senza forzature, ma soprattutto dobbiamo esserne innamorati, solo così potremo far innamorare gli altri.

Attesa, ispirazione, quindi, brainstorming se volete, ma poi arriva la crudele fase della valutazione, che deve essere severissima. Potete certamente autovalutarvi (con estrema sincerità), chiedere aiuto a un esperto o comunque a qualcuno che abbia passione per la lettura e una profonda conoscenza dell’argomento trattato.

Genere e gender in letteratura

L’idea alla base di un romanzo e il genere cui questo appartiene, o meglio, apparterrà, sono solitamente un tutt’uno e secondo alcuni studi recenti sembra che il genere sia legato al gender: cioè le donne sarebbero più portate ad esempio per la chick-lit, per i romanzi del genere romantico e per i gialli; gli uomini per l’horror, il fantasy e il romanzo storico. Pregiudizi, altrimenti Agatha Christie e Licia Troisi non sarebbero mai esistite.

Concludo, però, con alcuni suggerimenti per gli scrittori in erba più indecisi, suggerimenti che desumo dai dati sul mercato del libro e sulla lettura in Italia pubblicati un paio di mesi fa dall’Aie, l’Associazione italiana editori: ad andare per la maggiore sono i libri per bambini e la narrativa, quindi se tutto ciò è nelle vostre corde, ne sarete certamente avvantaggiati.

Un’ultima curiosità: se avete una bella voce, carica di sfumature e di potenza espressiva, non scrivete ma leggete, anche gli audiolibri pare vadano fortissimo!

Foto | Pixabay




Roberta Barbi

 
Roberta Barbi è nata e vive a Roma da 40 anni; da qualche anno in meno assieme al marito Paolo e ai figli, ancora piccoli, Irene e Stefano. Laureata in comunicazione e giornalista professionista appassionata di cucina, fotografia e viaggi, si è ritrovata da un po’ a lavorare per i media vaticani: attualmente si occupa del nuovo portale della Santa Sede, Vatican News. Nel tempo libero (pochissimo) si diletta a scrivere racconti e si dedica alla lettura, al canto e al cake design; sempre più raramente allo shopping, ormai rigorosamente on line.