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Posted venerdì, 30 marzo 2018 by Patrizia Violi in Mondolibri
 
 

Intervista alla scrittrice Premio Andersen Michelle Cuevas

Michelle Cuevas
Michelle Cuevas

I buchi neri ingoiano tutto, perciò se hai dei problemi potresti buttarli dentro e dimenticarli, però non sempre funziona così. Neanche se un piccolo buco nero diventa il tuo pet, il tuo animale domestico. Questa è la trama di Il fantastico viaggio di Stella, il nuovo romanzo di Michelle Cuevas, autrice statunitense di letteratura infantile, che nel 2016 si è aggiudicata il prestigioso Premio Andersen con il best seller Le avventure di Jacques Papier. Entrambi questi romanzi arriveranno sullo schermo grazie a Fox Animation.

Il talento di questa scrittrice sta nel saper descrivere con delicatezza e ironia temi importanti e anche difficili che i bambini devono affrontare nella loro crescita. Raccontarli con una scrittura accattivante e coinvolgente. E una leggerezza che porta all’immedesimazione e arriva anche a commuovere.

Michelle Cuevas

Michelle Cuevas con il suo splendido cagnolone.

La nostra intervista a Michelle Cuevas

Abbiamo incontrato Michelle Cuevas in Italia per un tour promozionale alla Children’s Bookfair di Bologna e le abbiamo rivolto alcune domande per conoscerla meglio e soprattutto chiederle dove trova l’ispirazione per le sue incredibili storie.
Parte sono frammenti di emozioni della mia infanzia, spesso nei miei libri parlo della relazione tra fratelli: ne ho tre e quindi sono un’esperta in materia! Nonostante fossimo tanti in famiglia a volte mi sentivo un po’ lasciata in disparte, per questo sono stata capace di descrivere questi sentimenti di solitudine e senso di invisibilità che portano a inventarsi un amico immaginario, come Jacques Papier nel mio romanzo. Verso i sei-sette anni avevo due amici immaginari: uno era una specie di dragone, l’altro aveva sembianze umane. Insieme facevamo un sacco di tea party, immaginari ovviamente!

Come mai ha scelto un nome francese per il suo protagonista?
C’è una filastrocca molto conosciuta dai bambini americani che parla di un certo Johnny Paper, ho preso lo spunto da lì, ma per renderlo più divertente ho tradotto il nome in francese, così è un po’ più sofisticato. Poi ho notato che i bambini quando lo ripetono fanno uno sforzo e anche smorfie per azzeccare la pronuncia. Si mettono sempre a ridere, perché si sentono buffi e si divertono!

Come riesce a descrivere emozioni profonde, a toccare tasti della sensibilità dei bambini in modo così naturale?
L’ispirazione, ripeto, è spesso personale. La perdita che racconto ne L’incredibile viaggio di Stella, viene dalla perdita del mio padrigno, scrivere il romanzo è stata una sorta di elaborazione del lutto. Però riesco a descrivere questi sentimenti tristi con leggerezza perché credo che nella vita il senso dell’umorismo sia fondamentale per la nostra sopravvivenza. Anche nelle situazioni più difficili bisogna sempre trovare un piccolo dettaglio che riesca a strapparci un sorriso. Poi quando racconto una storia la immagino su due livelli: quello avventuroso che è così attraente per il mio giovane pubblico e poi in un secondo tempo introduco gli approfondimenti psicologici. Praticamente sono due blocchi che poi si fondono insieme.

Lei è anche illustratrice, nei suoi romanzi i disegni che arricchiscono le pagine sono fatti da lei. Comincia dalla scrittura o dagli schizzi?
Inizio dall’idea e dalla scrittura, però nel visualizzare un personaggio è compresa anche la possibilità di farne un piccolo schizzo, anche per chiarirmi le idee. Quando ho passato al mio editor anche il disegno per spiegare meglio quello che volevo raccontare ne è stato entusiasta e mi ha esortato a continuare. Perché sembravano disegni fatti da un bambino, perfetti per un lettore di otto anni! Non me la sono presa, infatti ho sempre disegnato ma nella mia formazione ho fatto anche arte, ma ho approfondito solo scrittura creativa.

Ma l’idea di inventarsi un buco nero come animale domestico, come le è venuta?
Tutta colpa di un titolo provocatorio di una pubblicazione della NASA che parlava della scoperta di micro buchi neri e diceva qualcosa come: “Chissà forse anche il vostro vicino di casa nasconde un buco nero come pet”. Leggendolo mi sono divertita e incuriosita e da lì ho creato la storia di Stella e del buco nero che ingoia tutte le cose che a lei non piacciono. Anche in questo caso ho giocato con i nomi, Stella anche nella versione inglese e Cosmo il suo fratellino pestifero.

Foto | courtesy ufficio stampa DeA




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.