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Un articolo a caso


Dal videogioco al film: Assassin’s Creed

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Assassin's Creed
 
Regista: Justin Kurzel
 
Attori e attrici principali: Michael Fassbender, Marion Cotillard, Jeremy Irons, Charlotte Rampling, Brendan Gleeson
 
Anno: 2016
 
Paese: Francia – Stati Uniti d'America
 
Durata: 116 minuti
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Un film divertente, caratterizzato da scene d’azione mozzafiato e buoni effetti speciali da… videogame

Aspetti negativi


La tortuosità della trama e l’artificiosità di molti dialoghi


In sintesi

«Assassin’s Creed» è un film di fantascienza, caratterizzato da scene d’azione mozzafiato e buoni effetti speciali dal videogame da cui nasce.

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pubblicatodomenica, 15 gennaio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Assassin's Creed

Assassin’s Creed

È da poco approdato nelle sale italiane il film Assassin’s Creed. Diretto da Justin Kurzel e interpretato dal bravo Michael Fassbender, impegnato per l’occasione anche come produttore, prende spunto dall’omonima serie di videogiochi creata dalla Ubisoft, produttrice anch’essa assieme a Fassbender.

Si tratta in realtà di una storia originale, ambientata nello stesso universo del videogame: il protagonista Callum Lynch, condannato a morte in quanto assassino, viene prelevato da un’organizzazione misteriosa e potentissima, la Fondazione Abstergo, e obbligato a rivivere le memorie di un antenato vissuto centinaia di anni prima, tale Aguilar De Nerha, nell’angosciante periodo dell’Inquisizione Spagnola: la sua missione consisterà nel ritrovare la cosiddetta Mela dell’Eden, un manufatto leggendario che dovrebbe garantire una sorta di pax universale, ma un prezzo intollerabile, la cancellazione del libero arbitrio.

L’ambita mela è al centro di una guerra interminabile tra le società segrete degli Assassini e dei Templari, rispettivamente – perdonatemi la semplificazione forse un po’ banalizzante – nei ruoli dei buoni e dei cattivi.

Non starò a riportare tutta la complessa, a volte inestricabile trama di Assassin’s Creed: vuoi per l’oggettiva difficoltà nel farlo, vuoi per non privarvi del gusto della sorpresa. Mi limiterò solo ad avvertire gli amici spettatori che la storia è intricatissima e per niente facile da seguire, almeno per la prima parte del film, né del resto aiutano i dialoghi, oscuri ed ellittici al punto da complicare spesso ancora di più la comprensione degli eventi narrati.

Eppure alla fine tutto o quasi torna, a patto di abbracciare con fiducia o rassegnazione – fate voi – l’indispensabile sospensione dell’incredulità e della plausibilità scientifica.

Sul fronte tecnico, la regia di Justin Kurzel, reduce dal Macbeth – interpretato tra l’altro dalla stessa coppia di questo film, ossia Michael Fassbender e Marion Cotillard – sfoggia virtuosismi esasperati e le numerose scene d’azione mozzano letteralmente il fiato, specie quelle collocate nel passato.

Risultano invece meno riuscite, in quanto più lente e meno coinvolgenti, le sequenze ambientate ai giorni nostri. Tuttavia le stesse sono impreziosite dalla presenza prestigiosa di Jeremy Irons nel ruolo del CEO della perfida Fondazione Abstergo e di Charlotte Rampling nelle vesti di capo supremo della medesima organizzazione, che altro non è se non la versione moderna degli antichi Templari.

Certo, a volte le atmosfere cupe e opprimenti del film finiscono per opprimere anche lo spettatore, ma questo è un altro discorso… Che dire, se non che il film va preso come una sorta di scatenato videogame “full immersion”, coinvolgente e anche un bel po’ frastornante, confezionato ad hoc per un pubblico disposto a sorvolare sulle frequenti incongruenze di trama e dialoghi?

In tal senso mi permetto di raccomandare agli spettatori la visione in una sala dall’audio all’altezza della pellicola, che sfoggia effetti audio e una colonna sonora sorprendenti per potenza e fragorosità, simili a quelli prodotti molti anni fa dal sistema audio Sensurround utilizzato negli anni ’70 per film come Terremoto e La Battaglia di Midway: casse toraciche e stomaci massaggiati – si fa per dire – dalle vibrazioni innescate da montagne di decibel.

Il film si conclude con un finale furbescamente aperto a possibili seguiti, specie se gli incassi si riveleranno soddisfacenti. Staremo a vedere, è proprio il caso di dire.








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Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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