Un articolo a caso


It, recensione del film tratto dal romanzo di Stephen King

 

 
Scheda del film
 

Titolo: It (It: Chapter One)
 
Regista: Andrés Muschietti
 
Attori e attrici principali: Bill Skarsgård, Chosen Jacobs, Finn Wolfhard, Jack Dylan Grazer, Jackson Robert Scott, Jaeden Lieberher, Jeremy Ray, Nicholas Hamilton, Sophia Lillis, Wyatt Oleff
 
Anno: 2017
 
Paese: USA
 
Durata: 135 minuti
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


La scena del nido di It; un It più spaventoso; alcuni dei divertenti dialoghi fra i ragazzi; le magliette di Ben.

Aspetti negativi


Manca l'aura di misticismo del romanzo


In sintesi

«It» è il titolo di un celebre romanzo di Stephen King che ora è al cinema nella nuova trasposizione di Andrés Muschietti. La nostra recensione.

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pubblicatolunedì, 23 ottobre 2017 da

Una scena del film «It»

Una scena del film «It»

«Galleggiano… galleggiano tutti!». Questa frase ce la portiamo dietro sin da quando eravamo piccoli, da quando abbiamo visto la prima miniserie televisiva di It e da quando abbiamo letto l’imponente romanzo di Stephen King. Da allora abbiamo sempre guardato con sospetto i clown e i palloncini rossi. Uscendo al cinema il nuovo adattamento cinematografico di It, non abbiamo potuto esimerci dall’andare a vederlo.

Il film di Andrés Muschietti

In questo adattamento del regista Andrés Muschietti, si è deciso di dividere il romanzo in due film. Il primo è quello che è uscito adesso al cinema e si riferisce alla storia dei protagonisti da bambini. Il secondo, invece, parlerà della storia dei protagonisti da adulti. Quindi in questo primo film vedremo gli avvenimenti che nel libro sono collocati fra il 1957 e il 1958, anche se in questa trasposizione il tutto è stato traslato alla fine degli anni Ottanta. Il sequel, di conseguenza, verrà ambientato ai giorni nostri.

Nel cast del nuovo It troviamo Jaeden Lieberher (William «Bill» Denbrough), Bill Skarsgård (Pennywise/It), Wyatt Oleff (Stanley «Stan» Uris), Jeremy Ray (Benjamin «Ben» Hanscom), Sophia Lillis (Beverly «Bev» Marsh), Finn Wolfhard (Richard «Richie» Toziers), Jack Dylan Grazer (Edward «Eddie» Kaspbrak), Chosen Jacobs (Michael «Mike» Hanlon), Nicholas Hamilton (Henry Bowers) e Jackson Robert Scott (George «Georgie» Denbrough).

La trama di It

La trama di It racconta la storia di gruppo di sette ragazzi che abitano nella cittadina di Derry. Qualcosa di oscuro si muove nella città. Una serie di omicidi di bambini sconvolge la cittadina, ma solo il gruppetto dei Perdenti (questo il soprannome che gli è stato affibbiato dai bulli cittadini e che loro, fieramente, hanno deciso di assumere) formato da Bill, Eddie, Ben, Bev, Stan, Richie e Mike conosce la verità. Il killer è il pagliaccio It, il clown ballerino, entità di origine sconosciuta che infesta da tempo Derry. Riusciranno a fermare la sua follia omicida e a scoprire qualcosa di più sulle sue origini?

Le mie impressioni sul film

Da qui in poi, attenzione agli spoiler. Non è proprio facilissimo fare una recensione di It. Ho letto più e più volte il romanzo di Stephen King, ho rivisto la serie televisiva altrettante volte, per cui la trama la conosco bene. Il che purtroppo si traduce con l’andare al cinema a vedere It e non essere per niente spaventata (posto che questo possa succedere con un film horror: mi piacciono, ne ho visti tantissimi, per cui è difficile che un horror possa farmi veramente paura). Però a giudicare le reazioni degli altri spettatori, posso dire che questo It spaventa di più del precedente. Vuoi anche solo per gli effetti speciali migliori, vuoi per l’abitudine di It di saltare fuori dal buio. Che, in pratica, è l’unica cosa che può farci saltare sulla sedia. Insieme alla colonna sonora che, cortesemente, diventa inquietante e si alza all’improvviso, nel momento di arrivo della scena di paura.

Il senso del wonder

Difficile anche dire se sia un buon lavoro o meno. Rispetto alla serie televisiva di sicuro sì, rispetto al romanzo, si poteva fare di meglio.

Al di là del fatto di aver spostato l’azione negli anni Ottanta (ci può stare tranquillamente), di aver modificato alcune delle paure per renderle più attuali (difficilmente sarebbe stato credibile dei ragazzi con fobie verso i licantropi o le mummie, meglio fobie verso le malattie e gli stessi clown), di aver inserito alcune scene inedite (che si amalgamo comunque bene con tutto il resto), di aver creato delle belle ambientazioni e scenografie, il problema è che è stato eliminato del tutto il senso del wonder che si respirava nel romanzo originario e in parte nella miniserie televisiva.

Orecchini d’argento usati come armi perché «io» credo che questi funzionino e ho fede in essi ed ecco che diventano delle armi capaci di ferire It? Inesistenti. Il mio spray con l’asma usato come arma per sciogliere It perché ho fede in esso e trasformo ciò in cui ho fede in realtà, anche se so benissimo che sia solo acqua e sale? Inesistente. Non c’è tutta l’aura di misticismo e di fede che permeava il romanzo. It viene ferito da spranghe e mazze da baseball, come in una normale rissa.

Silver? C’è, viene inquadrata più volte, ma non le viene data un’identità. Per cui chi ha letto il romanzo, sa quanto sia importante nella cosmogonia dei personaggi, mentre per chi si è limitato a vedere il film è un: «Ma perché continuano a inquadrare il nome di ‘sta bicicletta?». Apprezzata, invece, la parte relativa al nido di Iy, qui maggiormente approfondito, così come anche parte della sua storia.

I giovani protagonisti

Bravi tuttavia i giovani protagonisti, adatti alla parte e con la giusta aria da «Perdenti», capaci di strappare più di un sorriso in alcune scene divertenti. Alcuni sono stati maggiormente approfonditi, altri sono rimasti un po’ più sullo sfondo, soprattutto Ben e Mike che, in realtà, anche nel prossimo film saranno fondamentali. Protagonisti che ci insegnano, fra l’altro, una cosa basilare: come si parcheggiano le biciclette.

Il pubblico in sala

A questo punto, però, voglio raccontarvi una cosa strana successa in sala. In una determinata scena del film, da una certa frangia della platea si è levata un’ovazione con applauso. Quando è finito il film? No. Quando It viene randellato? No, l’ovazione si è levata durante un bacio. Come se la scena del bacio fosse quella più attesa, come se il fulcro del film fosse quello.

No, ragazzi, non ci siamo: siete venuti al cinema a vedere It. Non è l’ammmore il tema del film, almeno, non l’ammmore che intendete voi. L’applauso ci sarebbe stato in un film come Twilight (d’altronde il tema del film era quello). Ma questo era It, la storia d’amore, il bacio, sono un corollario, non il cuore del film. I temi sono altri – l’amicizia, la fede, l’indifferenza e la violenza degli adulti nei confronti dei bambini, il bullismo, il Male capace di plagiare un’intera cittadina… – e voi mi applaudite un bacio?

It: un buon film horror, ma…

A parte questo, un buon film horror, con alcuni limiti che si sarebbero potuti evitare, ma con parecchie citazioni relative ad altri romanzi di Stephen King, con richiami a Stranger Things, anche se Stranger Things si richiama a It e quindi è tutto un citarsi a vicenda. E adesso non ci resta che attendere la seconda pellicola.

Foto | OutNow




Nymeria

 

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film… ce la farò?



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