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Un articolo a caso


Kong: Skull Island, di Jordan Vogt-Robert

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Kong: Skull Island
 
Regista: Jordan Vogt-Roberts
 
Attori e attrici principali: Tom Hiddleston, Samuel L. Jackson, John Goodman, Cree Summer, Brie Larson, Jing Tian, Toby Kebbell, Thomas Mann, John C. Reilly, John Ortiz, Corey Hawkins, Eugene Cordero, Jason Mitchell, Shea Whigham, Terry Notary
 
Anno: 2017
 
Paese: USA
 
Durata: 118 minuti
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Tom Hiddleston con la fondina; anzi, Tom Hiddleston in qualsiasi inquadratura; le canzoni degli anni Settanta; tutte le scene con Kong.

Aspetti negativi


Va bene i personaggi stereotipati, ma almeno fate qualche battuta originale e divertente; i buchi della sceneggiatura; i capelli sempre in piega della protagonista; la frettolosità di alcuni passaggi


In sintesi

«Kong: Skull Island» è un film di Jordan Vogt-Robert con Tom Hiddleston e Samuel L. Jackson che riporta al cinema la figura di King Kong.

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pubblicatomercoledì, 12 aprile 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Una scena del film «Kong: Skull Island»

Una scena del film «Kong: Skull Island»

Kong: Skull Island è un film di Jordan Vogt-Robert. Praticamente fa parte del reboot della saga di King Kong. È il secondo capitolo del MonsterVerse, serie che è iniziata nel 2014 con Godzilla e che continuerà nel 2019 con Godzilla: King of Monsters, terminando nel 2020 con Godzilla vs. Kong.

Nel cast troviamo Tom Hiddleston (James Conrad), Samuel L. Jackson (Preston Packard), John Goodman (William “Bill” Randa), Cree Summer (Audrey Weaver), Brie Larson (Mason Weaver), Jing Tian (San Lin), Toby Kebbell (Jack Chapman), Thomas Mann (Reg Slivko), John C. Reilly (Hank Marlow), John Ortiz (Victor Nieves), Corey Hawkins (Houston Brooks), Eugene Cordero (Reles), Jason Mitchell (Glenn Mills), Shea Whigham (Earl Cole) e Terry Notary (Kong).

La trama di Kong: Skull Island

Partiamo subito dalla trama di Kong: Skull Island, senza fare troppi spoiler. Un gruppo eterogeneo formato da scienziati, ricercatori e soldati si reca a esplorare una sperduta isola nell’Oceano Pacifico. Qui scopriranno che la Terra non è popolata solo da esseri umani, fra scimmie gigantesche, insettoni e svariate altre creature giganti.

Le nostre impressioni sul film

D’accordo, come non detto: spoiler ce ne saranno, altrimenti non ce la faccio ad essere precisa.

Questo film può essere comodamente scisso in due parti: le scene dove c’è Kong e le scene dove non c’è. Nelle prime, tutto funziona. Kong riempie la scena e non solo per via della sua mole alquanto imponente, ma perché rischia di essere fortemente più credibile dei suoi colleghi umani, anche quando lotta contro improbabili mostri. Peccato solo che Kong non compaia poi così tanto quanto vorremmo.

Tom Hiddleston…

Capiamoci. Tom Hiddleston è una visione per gli occhi, le sue capacità recitative sono indiscusse, solo che… cosa ci sta a fare qui? Il problema è proprio il personaggio che interpreta.

Forse però qui dobbiamo fare un passo indietro. Agli sceneggiatori: capisco che scrivere un copione sensato era alquanto difficile. Oltre alle scene con Kong serviva aggiungere qualcosa per allungare il brodo. Quindi partiamo da un’improbabile spedizione, dove manca solo che si aggiungano Babbo Natale e Nemo alla ricerca del padre: qui tutti possono imbucarsi. Abbiamo gli scienziati che finanziano la spedizione, il gruppetto di ricercatori aggregatosi all’ultimo (il cui capo è l’unico a sapere cosa stiano cercando veramente), un po’ di soldati per fare da scorta (fra l’altro la storia è ambientata esattamente alla fine della Guerra del Vietnam) e un intrepido cacciatore che possa guidare gli sprovveduti scienziati, poco avvezzi alla vita nella giungla, portandoli in salvo.

… e la sceneggiatura che fa acqua

Per una sceneggiatura del genere, un mix fra i grandi romanzi di esplorazione (e per farcelo capire strizzano l’occhio con cognomi come Conrad e Marlowe) e film di guerra (Apocalypse Now, qualcuno lo ha già detto?), ecco che l’unica cosa da fare è aggiungere una serie di personaggi stereotipati che di più non si può, immersi in una lunga serie infinita di cliché del genere. Il tutto condito da una facile ironia prevedibile lontani tre miglia, tanto che a un certo punto mi sono trovata ad anticipare le battute.

Mi piace l’ironia, questo genere di film senza non avrebbe senso. Però mettete insieme dei dialoghi a dir poco imbarazzanti a una sceneggiatura colabrodo ed è fatta. Meno male che ogni tanto salta fuori Kong a risollevare il morale.

E Tom Hiddleston, anche se, tornando al discorso di prima, non si capisce cosa ci stia a fare lì. È lui l’eroe, il classico personaggio bello e tenebroso, esperto cacciatore, ma cosa fa effettivamente di utile nel corso del film? Ehm, praticamente niente. Guida il gruppo al sicuro… ehm, no, poi ci pensa Jon C. Reilly a farlo, fra una battuta terribile e l’altra. Salva la protagonista di turno… ehm, no, a quello ci pensa Kong. Ferma un Samuel L. Jackson fuori di testa perché ha perso la sua bandana da Nick Fury (quasi imbarazzanti i suoi sguardi di odio con Kong)… ehm, no, in realtà a quello ci pensano i soldati. D’accordo, però Tom Hiddleston con la fondina fa la sua scena.

La bella di turno

A proposito della bella di turno, come sottolinea Reilly in una scena nel caso nessuno lo avesse capito che era lei la protagonista (definendola la donna più bella sulla faccia della Terra, con buona pace dell’altra donna del film, interpretata da Jin Tiang che viene così snobbata del tipo: “Ah, sì, ci sei anche tu”, messa lì probabilmente per ingraziarsi il mercato asiatico visto che lei e la sua improbabile camicetta fanno ben poco per l’economia della storia), come da prassi capelli che non si ingarbugliano neanche mentre viaggia su un elicottero con le porte aperte in mezzo a una tempesta e che ritornano magicamente in piega dopo che si è arrampicata su una montagna, è precipitata sul fondo del fiume ed è stata tratta in salvo da Kong.

Scena prima: capelli fradici. Scena subito dopo: capelli asciutti con messa in piega ondulata da manuale, che manco quando mi alzo dalla sedia della parrucchiera sono così. E che dire della maglietta? Tatticamente la giacchetta di Brie Larson scompare magicamente a circa metà film (anzi, strano che sia durata così tanto) per mettere in evidenza la maglietta bianca smanicata iper aderente sottostante. Se ancora così non fosse chiaro quanto lei sia la bellezza di turno, per tutto il tempo usa una borsa a tracolla che sottolinea il davanzale. E la maglietta non si sporca, mai, è sempre bianca, qualsiasi cosa succeda.

Gli altri personaggi

Capito perché vi dicevo che le parti con Kong qualitativamente superano quelle con gli attori in carne e ossa? Tutti i personaggi erano così: il geologo ha l’unico compito di spiegarci che il sottosuolo è cavo. Anzi, ha anche il compito di comporre il duo scientifico tipico di questi film insieme alla biologa cinese. Il cui compito è… beh, non l’ho ancora capito, di fare da controparte al geologo?

I soldati, anche, sono carne da macello. Sin dalle prime inquadrature è come se su alcuni di essi comparisse il bersaglio: “Personaggio morto, personaggio morto”. Per non essere scontati, gli sceneggiatori hanno ben pensato di non far morire il soldato di colore simpatico, anche se ci hanno provato un paio di volte, ma il neo padre che non ha ancora mai visto la sua prole perché nata durante la guerra, ce l’ha scritto in fronte che non arriverà ai titoli di coda.

Ci tocca sperare in Kong

Ad un certo punto qualcuno si ricorda del messaggio ecologista e ambientalista di Kong e ci prova a fare il discorsetto di circostanza. Ma il tutto sembra gettato lì perché in un film su King Kong questo messaggio deve essere declamato esplicitamente, nel caso qualcuno non lo avesse capito.

Quindi un film guardabile, da cui non aspettarsi meraviglie, soprattutto sul comparto umano. Solo che vedere 120 minuti di Kong che legnava di sana pianta i mostroni era troppo, quindi per vedere Kong, dobbiamo anche sorbirci gli inevitabili limiti dei personaggi stereotipati.

Foto | Outnow




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?








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