Un articolo a caso


Rogue One: A Star Wars Story. Recensione del film

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Rogue One: A Star Wars Story
 
Regista: Gareth Edwards
 
Attori e attrici principali: Felicity Jones, Diego Luna, Ben Mendelsohn, Donnie Yen, Mads Mikkelsen, Alan Tudyk, Jiang Wen, Forest Whitaker
 
Anno: 2016
 
Paese: Stati Uniti d'America
 
Durata: 133 minuti
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Ci restituisce un'atmosfera più realistica della saga, i personaggi e i loro drammi, il CG, le battaglie, il continuum con Episodio IV.

Aspetti negativi


La voce di Darth Vader, l'atmosfera da «Frodo, getta l'Anello» della casa di Vader, il villain Krennic (troppo debole).


In sintesi

«Rogue One» è un film di Gareth Edwards: è il primo della serie Star Wars Anthology, serie di film a se stanti, ambientati nell’universo di Guerre stellari.

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pubblicatolunedì, 19 dicembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Rogue One: A Star Wars Story

Rogue One: A Star Wars Story

Se siete fan di Guerre Stellari, correte al cinema a vedere Rogue One: A Star Wars Story. E se non siete fan di Guerre Stellari, andateci lo stesso: magari è la volta buona che vi appassionate a questa saga. Rogue One: A Star Wars Story è un film diretto da Gareth Edwards, spin-off e prequel della saga originale. Si tratta del primo film facente parte della serie Star Wars Anthology: sono film indipendenti, autoconclusivi e ambientati nell’universo di Guerre Stellari che riprendono vicende solo accennate nelle altre trilogie e ce ne svelano i retroscena.

Prodotto dalla Lucasfilm e distribuito dalla Walt Disney Studios Motion Pictures, il film è interpretato da Felicity Jones (Jyn Erso), Diego Luna (Cassian Andor), Ben Mendelsohn (Orson Krennic), Donnie Yen (Chirrut Imwe), Mad Mikkelsen (Galen Erso), Alan Tudyk (K-2S0), Jiang Wen (Baze Malbus) e Forest Whitaker (Saw Gerrera).

Rogue One: traduzione e significato

Prima di cominciare: perché Rogue One? È stato lo stesso regista a spiegarci da dove arriva. È un segnale militare: in L’Impero colpisce ancora c’era il Red Squadron, chiamato anche Rogue Squadron. Visto che questa pellicola era il primo spin-off non facente parte della saga principale, si è deciso di dare alla squadriglia il nome di Rogue One, perché sono stati i primi. Inoltre il titolo è un riferimento anche alla protagonista Jyn Erso. Jyn a volte si comporta un po’ da canaglia, come faceva Han, solo meno marcata: il titolo di Rogue One potrebbe descrivere anche il suo comportamento.

Rogue One: trama e recensione

La trama, in breve

La trama di Rogue One è la storia di come i piani della prima Morte Nera siano arrivati in mano alla Ribellione. Ricordate quando Mon Mothma e la principessa Leia accennano a quei coraggiosi che si sono sacrificati per portare alla Ribellione i piani della Morte Nera? Ecco, è la storia di quei coraggiosi. Inoltre è la risposta a una delle domande fondamentali dell’universo: come è possibile che un semplice colpo possa far saltare in aria tutta la Morte Nera? Non è una svista o un facile trucco per risolvere la trama, c’è una motivazione ben specifica.

La nostra recensione

Il film mi è piaciuto, ma attenzione: se andate al cinema convinti di vedere un film in stile Episode VII, scordatevelo. Edwards ci propone una storia più tetra, più realistica: niente senso della magia causato dalla Forza, niente battaglie con spade laser, qui vediamo la vera vita dei Ribelli normali. Non aspettatevi battutine a raffica (qualcuna c’è, ma niente di eccessivo) e personaggi gigioni, qui viene raccontata la vita di quei Ribelli che non sono Jedi, principesse o avventurieri.

Intendiamoci: la Forza c’è, ma non nel senso più lato delle sue capacità «magiche», quanto fede di persone che stanno lottando per salvare la galassia dallo strapotere dell’Impero senza essere supereroi o potentissimi Jedi.

Non mancano le battaglie, quella finale è lunghissima e riporta sullo schermo ciò che vogliamo vedere in Star Wars: battaglie aeree, strategie e tattiche da guerriglia. I dialoghi seguono l’andamento della trama: come dicevamo, niente battutine eccessive, ma solo quello che ci si aspetterebbe da persone normali costrette a lottare per la propria sopravvivenza.

I personaggi di Rogue One

Buona riuscita anche dei personaggi: sia Jyn Erso che Cassian Andor ci fanno capire come anche nelle incertezze si possa trovare la propria strada. Jyn Erso, riluttante Ribelle, capisce infine quanto sia importante la missione della Ribellione. Cassian Andor trova finalmente uno scopo in tutto ciò che è stato costretto a fare.

Perché è qui che parte un altro bel messaggio: i Ribelli non sono solo Luke, Leia, Han, Lando, Wedge. No, i Ribelli sono anche coloro che hanno dovuto fare cose terribili per portare avanti la lotta, cose che al netto degli ideali e degli schieramenti li rendono simili a coloro contro i quali stanno lottando. Lo dice Cassian: hanno fatto cose che macchieranno per sempre la loro coscienza, sono stati spie, ladri, sabotatori, assassini. Il fine giustifica i mezzi? Sì. I Ribelli hanno punti in comune con gli Imperiali? Sì. Inoltre finalmente ci appaiono i Ribelli così come sono: non una serie di persone sempre tutte d’accordo su quanto detto da Mon Mothma, dai vari Generali o da Leia, ma come un gruppo di persone spaventate, ciascuna con le sue idee e che vuole fare come gli pare.

I comprimari

Ottima prova anche dei comprimari, soprattutto Chirrut Imwe è un personaggio riuscitissimo con la sua capacità di sentire la Forza, ma senza essere uno di quei supereroi di cui parlavamo prima. E poi ci sarebbe tanto da dire: due personaggi realizzati in Computer Grafica che non ci dispiacciono affatto, il nuovo droide che mi ricordava un po’ Marvin di Guida Galattica per Autostoppisti, i paesaggi, più realistici rispetto alle altre pellicole…

Per i criticoni, torniamo ai personaggi in CG: non c’era altro modo per presentarceli, dei sostituti avrebbero rovinato tutto e sarebbe stato ridicolo farli recitare solo di schiena. Il fatto è che questo film si riallaccia direttamente a Episodio IV, è quanto succede subito prima, per cui è inevitabile avere accenni a personaggi e situazioni che poi vedremo in Episodio IV. Qualcuno ha gridato al fanservice, ma non si tratta di questo: come si poteva parlare del furto dei piani della prima Morte Nera senza citare Darth Vader, Tarkin o Leia? Senza farci vedere Mont Mothma e Bail Organa? Sarebbe stato ridicolo non parlare di loro.

Alcuni appunti sul film Rogue One

Quindi sì, il film mi è piaciuto, anche se ho un paio di appunti da fare. Prima di tutto la voce di Darth Vader: aveva un accento strano. Poi il nome: per l’ennesima volta viene modificato, ci possiamo mettere d’accordo una volta per tutte su come si pronuncia? E il congiuntivo: questo credo sia un problema del traduttore, c’era un punto del discorso di Darth Vader in cui ci andava chiaramente un congiuntivo, ma, ops, si è perso. E la casa di Darth Vader: affittata da Sauron? Sembrava di stare a Mordor. Ultimo appunto: va bene tirare in ballo la Forza, ma la mira degli Assaltatori Imperiali è sempre impagabile.




Nymeria

 

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film… ce la farò?



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