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Un articolo a caso


Split, il film di M. Night Shyamalan

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Split
 
Regista: M. Night Shyamalan
 
Attori e attrici principali: James McAvoy, Anya Taylor-Joy, Betty Buckley, Haley Lu Richardson, Jessica Sula, Brad William Henke, Sebastian Arcelus, Neal Huff
 
Anno: 2017
 
Paese: USA
 
Durata: 116 minuti
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


L'interpretazione di James McAvoy, il finale aperto.

Aspetti negativi


I buchi di trama, le inspiegabili reazioni di alcuni personaggi.


In sintesi

«Split» è un film scritto e diretto da M. Night Shyamalan e interpretato da James McAvoy che affronta il tema della personalità multipla.

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pubblicatosabato, 4 marzo 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Split, di M. Night Shyamalan

Split, di M. Night Shyamalan

Split è un film del 2017 di M. Night Shyamalan e già questo dovrebbe dirvi tutto. Interpretato da James McAvoy (Kevin Wendell Crumb e le sue personalità multiple), Anya Taylor-Joy (Casey), Jessica Sula (Marcia), Haley Lu Richardson (Claire Benoit) e Betty Buckley (dottoressa Karen Fletcher), il film racconta la storia di tre ragazze: Casey, Clare e Marcia. All’uscita da una festa di compleanno vengono rapite da uno strano individuo, interpretato da James McAvoy. Intrappolate in una stanza, le ragazze si trovano alla mercé di quest’uomo che soffre di un disturbo di personalità multipla.

Ma non di una forma semplice: dentro di lui convivono ventitré personalità differenti. Si tratta di un caso particolare, la dottoressa Fletcher lo segue da tempo, ma scoprirà a sue spese che non tutte queste personalità sono tranquille. Riusciranno le ragazze a fuggire da quest’uomo? E cosa vuole veramente da loro? Attenzione, da qui in poi possibili spoiler.

La recensione di Split

Sono andata a vedere Split un po’ alla cieca, non aspettandomi niente di che: d’altra parte Shyamalan mi aveva già ampiamente delusa in precedenza al cinema con The Village. Però con Split si è un po’ ripreso dai flop dell’ultimo periodo. Split è un film strano: o lo ami o lo odi, non ci sono vie di mezzo. Devo dire che mi è piaciuto, pur riconoscendo alcuni limiti.

La dottoressa Karen Fletcher

Limiti che per me non si riferiscono al personaggio principale: francamente ho trovato più credibile la trasformazione finale con mosse alla Hulk/Spider-Man (è quello che mi aspetto in un film del genere) piuttosto che il comportamento della dottoressa. Ecco, se vuoi fare un thriller/horror vagamente credibile non puoi mettermi in campo una dottoressa, anzi, una psicologa a cui il paziente praticamente ha detto chiaramente per tutto il film quello che sarebbe accaduto, ma che lei liquida con un poco sensato: «Ce ne sono ventitré, mica ce ne possono essere ventiquattro». Cioè, fammi capire, non ti piace il numero ventiquattro? Soprattutto alla luce del fatto che la teoria di base della dottoressa è il fatto che queste personalità multiple possono sommarsi fino a creare un super uomo, potenzialmente migliore di un normale essere umano. Va bene, ma se le personalità che ne scaturisce non è propriamente tranquilla? Anche la scelta della dottoressa, purtroppo abbastanza classica in film di questo genere, di recarsi da sola nella tana di una persona così potenzialmente pericolosa: ma perché?

Casey

Atteggiamento condiviso anche da Casey, in questi film hanno tutti il vizio appena riescono a scappare di non precipitarsi subito a cercare una via di fuga e quindi aiuti, no, perdiamo tempo ad aprire porte per cercare di salvare le nostre amiche, contempliamo l’orizzonte fino a quando il villain di turno non ci acchiappa (e abbiamo contemplato l’orizzonte così a lungo che lui ha avuto modo di finire il suo terzo Sudoku, farsi una doccia, depilarsi le sopracciglia e terminare di leggere l’opera omnia di Shakespeare): ecco, questo non ritengo credibile. Questo nonostante Casey abbia un trascorso similare a Kevin, entrambi vittime di abusi che ne hanno forgiato il carattere, anche se in maniera diversa.

James McAvoy, un gigante

Quindi qualche notevole buco di trama c’è. Però poi a risollevare la situazione ci pensa James McAvoy: a parte che mi piace come attore, è stato a dir poco straordinario. Non ha certo interpretato tutte e ventitré le sue personalità, ma ne ha fatte con maestria cinque o sei. È stato incredibile: tramite lievi modificazioni dell’espressione, della gestualità e del viso è riuscito a dare vita a così tanti personaggi diversi, tutti perfettamente riconoscibili. Quindi una grande prova. Non ho capito solo perché ha dovuto sacrificare la sua chioma: da quando ha interpretato il professor X i capelli non gli sono più ricresciuti?

Abbastanza brava anche l’attrice che interpretava Casey, devo dire che a volte il suo sguardo era più inquietante di quello del villain, ma è comprensibile perché ha sofferto in realtà quanto lui. E qui arriva la parte strana: in alcune sezioni del film, non riesci a odiare il villain, sta facendo qualcosa di terribile, lo sai, ma poi pensi a quanto ha passato e questo crea una strana forma di empatia. Sufficienza anche per le altre due ragazze, niente di memorabile, tranne alcuni comportamenti privi di senso: vogliamo parlare di una sedia non tirata in testa, ma sulla schiena? Ma perché, volevi fargli un massaggino?

Sequel?

A differenza di altri film di Shyamalan qui non aspettatevi un finale sconvolgente, anche se ci sono da fare alcuni appunti. Il finale è aperto, se il regista sta meditando di fare una trilogia come aveva velatamente annunciato, qui ci sono tutte le possibilità. Poi lo sguardo finale di Casey, cosa avrà voluto dire? E c’è anche un cammeo conclusivo di Bruce Willis, ma per godervelo appieno dovete vedere prima il film Unbreakable.

Un film particolare, da vedere con i suoi limiti e i suoi pregi, non ultimo il fatto che sia low budget, quindi non una grande produzione, ma che riesce comunque a tenere alta la suspence. Questo anche perché a volte ti aspetti delle cose, che poi non succedono, mentre ne accadono altre che non ti aspettavi del tutto.

Foto | Facebook




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?








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