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Recensione del film «Tomb Raider» (spoiler, spoiler, spoiler)

 

 
Scheda del film
 

Titolo: Tomb Raider
 
Regista: Roar Uthaug
 
Attori e attrici principali: Alicia Vikander, Dominic West, Walton Goggins, Daniel Wu, Kristin Scott Thomas, Hannah John-Kamen, Antonio Aakeel, Nick Frost, Emily Carey, Maisy De Freitas, Derek Jacobi
 
Anno: 2018
 
Paese: USA, Regno Unito
 
Durata: 118 minuti
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Una Lara più umana, le scene in stile videogioco, la scena finale, Lara nel tempio, gli omaggi ai film in stile Indiana Jomes.

Aspetti negativi


Enigmi troppo semplici, la batteria della videocamera, qualche buco di trama.


In sintesi

«Tomb Raider» è un film dunque godibile: si tratta di un buon riavvio della serie, con i suoi pregi e (immancabili) difetti.

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Postedsabato, 17 marzo 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Tomb Raider

Una scena del film «Tomb Raider»

Non ho resistito e alla fine sono andata al cinema a vedere il nuovo Tomb Raider. D’altra parte, avendo visti i due precedenti con Angelina Jolie (Lara Croft: Tomb Raider e Tomb Raider – La culla della vita), non potevo certo esimermi dal dare uno sguardo a questa nuova trasposizione. Diretto da Roar Uthaug, si tratta del reboot della saga tratta dalla celebre serie di videogiochi. In questo caso si riparte dal videogioco del 2013 della Crystal Dymanica, a sua volta riavvio della storica saga di videogame.

Nel cast, questa volta, abbiamo Alicia Vikander nel ruolo di Lara Croft (deve essere una maledizione di famiglia: il marito, Michael Fassbender, a sua volta ha dato il volto ad Aguilar de Nerha nella pellicola Assassin’s Creed). Il resto del cast è composto da:

  • Dominic West: Lord Richard Croft
  • Walton Goggins: padre Mathias Vogel
  • Daniel Wu: Lu Ren
  • Kristin Scott Thomas: Ana Miller
  • Hannah John-Kamen: Sophie
  • Antonio Aakeel: Nitin
  • Nick Frost: Max
  • Emily Carey: Lara Croft a 14 anni
  • Maisy De Freitas: Lara Croft bambina

Tomb Raider

La trama di Tomb Raider ha come protagonista una decisamente più giovane Lara Croft. Lara è una ragazza indipendente, sicura di sé, ma un’ombra oscura vela il suo passato e presente. Il padre scomparve sette anni prima e da allora la ragazza oppone un netto rifiuto a tutto ciò ha a che fare con la sua eredità e con l’essere una Croft. Infatti Lara ha deciso di non iscriversi all’università e sbarca il lunario facendo consegne in bicicletta.

Tuttavia Lara non ha mai accettato il fatto che suo padre sia scomparso nel nulla. Rifiutandosi di prendere la guida dell’azienda di famiglia, Lara decide di partire per scoprire cosa ne sia stato del padre, seguendo degli indizi lasciati, suo malgrado, dal padre stesso.

Lara finisce così con il ritrovarsi su un’isola sperduta a largo del Giappone, nel mezzo del Mare del Diavolo. Aiutata dal capitano della nave su cui viaggia, Lu Ren, Lara si troverà alle prese con la verità sulla fine del padre e con l’antica maledizione che grava sulla tomba della regina Himiko: la tomba deve rimanere sigillata, altrimenti morte e devastazione distruggeranno il mondo. Ma c’è anche chi non la pensa così e vorrebbe sfruttare per sé il potere di Himiko. Ce la farà Lara a superare i propri limiti e imboccare la strada che la porterà a diventare un’archeologa sempre alle prese con miti, leggende e antichi poteri misteriosi?

La nostra recensione

Temevo un po’ questa pellicola: i primi due film di Tomb Raider non è che siano dei capolavori. E invece il film mi ha stupita: pur con i suoi limiti, è un film godibile, che dà nuova linfa alla versione cinematografica di Tomb Raider.

Lara Croft

Lo so che non bisognerebbe fare paragoni, ma in questo caso è inevitabile pensare al Tomb Raider con Angelina Jolie. Ecco, scordatevelo. Nel senso che quei primi due Tomb Raider erano molto videoludici e niente altro, di cinematografico avevano poco. Qui, invece, abbiamo un connubio meglio riuscito fra videogame e cinema. In molti non hanno gradito la sostituzione dell’attrice, ma in realtà Alicia Vikander è una Lara Croft ancora più credibile rispetto a quella della Jolie, che riflette perfettamente il nuovo corso e il nuovo aspetto dato al personaggio.

Qui abbiamo una Lara Croft più umana: è più giovane, ancora inesperta, anche se le potenzialità per ciò che sarà in futuro ci sono tutte. E’ il film stesso che ce lo fa vedere, proponendoci un primo pezzo dove vediamo una Lara più spensierata, in mezzo ad amici e colleghi normali. È una Lara che si fa male quando cade, che sanguina, che ha paura e non ha timore di dimostrarlo.

I comprimari

Per i comprimari, non c’è molto da dire, anche qui ogni tanto qualche dialogo e qualche svolta di trama forzata c’è. Vogliamo parlare del fatto che il padre la sgridi perché è venuta a salvarlo, dopo che le aveva detto che doveva bruciare quell’interessante scatola di documenti? Ma quale persona sana di mente che si trova davanti una scatola chiusa la brucia, se una persona scomparsa da tempo in circostanza misteriose le dice di bruciarla tramite un messaggio registrato? Nessuno, chiunque avrebbe aperto e dato un’occhiata a cosa conteneva.

Il capitano Lu Ren ci fornisce qualche spunto comico per alleggerire un po’ la tensione, mentre il villain Vogel, alla fine, fa anche tenerezza: non è cattivo perché così deve essere, è cattivo perché lavora per i cattivi che lo hanno mollato su quell’isola maledetta e non vede l’ora di finire il suo lavoro per tornare a casa. Non ha mire di distruggere o conquistare il mondo: vuole solo tornare dalla sua famiglia. Certo, che poi abbia la cattiva abitudine di fare fuori random la sua esigua forza lavoro (non proprio facilmente sostituibile), è un altro discorso.

Un po’ sprecata, forse, Kristin Scott Thomas: si intuisce sin da subito che qualcosa non quadra, questo a causa di occhiate e inquadrature troppo esplicite, come se il regista, temendo un momento di distrazione negli spettatori, volesse dire, ammiccando spudoratamente “Ehi, guardate, qui c’è qualcosa che non va, fate attenzione a questo personaggio, vedete che occhietto ambiguo ha?”.

Alcuni problemi del film

Non che non ci siano problemi. Ogni tanto la sceneggiatura si appiattisce o ha dei buchi non da poco, alcune cose le lascia perdere come se non fossero accadute. Vedi quegli stessi amici incontrati all’inizio: Lara decide di partire e zac, quella parte viene recisa del tutto. Si nota troppo che quei comprimari sono stati messi lì solo per dare una maggior dimensione umana al personaggio: una volta finito il loro lavoro, vengono tagliati via di netto. È un passaggio un po’ brusco.

Vogliamo anche parlare della videocamera con batteria infinita che funziona perfettamente dopo sette anni che è rimasta a prendere la polvere? L’effetto “Attivo la modalità furtiva così aumento le probabilità di non farmi sentire”? E che dire dello stile “Legolas, dammi un arco e ti sbaraglio i mitragliatori”. Non parlerò, invece, delle cose incredibili che Lara riesce a fare: quelle ci sono anche nel videogioco. Ehi, in fin dei conti sempre di Tomb Raider stiamo parlando.

I videogiochi

Per quanto riguarda la parte in stile videogioco, molte scene sono fedeli a quanto accade nei videogame, ma il regista si è concentrato di più sulla parte action del videogioco rispetto alla parte degli enigmi. Se da un lato, vedere Lara addentrarsi dentro la tomba e superare i vari trabocchetti ci riporta ai tempi in cui cercavamo di fare altrettanto pigiando i tasti del controller di turno (e finendo ammazzati regolarmente), dall’altro ci si rende conto che il comparto enigmi è veramente troppo semplice nel film: nel videogioco enigmi e puzzle da risolvere sono molto, molto più complessi. Ah, la cascata c’è, come sempre. E anche la scena con l’arco.

Un film dunque godibile, un buon riavvio della serie, con i suoi pregi e difetti.

Foto | OutNow




Nymeria

 
Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film... ce la farò?


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