Un articolo a caso


A cosa servono i desideri, di Fabio Volo

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Fabio Volo
 
Titolo: A cosa servono i desideri
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788804674597
 
Pagine: 154
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere:
 
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In sintesi

«A cosa servono i desideri» è un libro di Fabio Volo per Mondadori. Anche se è errato presentarlo come libro perché è un taccuino per appunti.

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pubblicatomartedì, 6 dicembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Fabio Volo, A cosa servono i desideri

Fabio Volo, A cosa servono i desideri

Un libro è una cosa. Un diario un’altra. Anche se esternamente l’aspetto è simile (copertina che tiene insieme dei fogli) il contenuto è profondamente diverso. Un libro ha dei contenuti scritti da qualcuno e che qualche altro leggere. Il diario ha le pagine (più o meno) vuote e l’autore di quelle pagine è quasi sempre anche l’unico lettore. Se decido di acquistare un libro, quindi, è perché voglio leggere qualcosa. Al contrario, se acquisto un diario, allora voglio scrivere. Almeno così la pensavo fino a ora. Perché il testo A cosa servono i desideri di Fabio Volo viene presentato come un libro. Ma poi è un diario. Con le pagine bianche. E questa cosa non mi piace.

È vero che di A cosa servono i desideri viene detto che si tratta della storia dell’autore che ritrova un suo vecchio taccuino su cui aveva segnato le frasi, le citazioni e gli aforismi che più lo avevano colpito fin dalla giovane età e che poi commenta. Ma è altrettanto vero che non viene detto che si tratti di un diario «ragionato» sul qualche il lettore o la lettrice sono invitati a scrivere.

Dopo una introduzione di poche pagine in cui Fabio Volo riporta e commenta alcuni aforismi che l’hanno colpito e con questi intesse una storia, inizia il diario. A inizio pagina c’è l’invito a seguire una riflessione (per esempio: L’ultima cosa che ho pensato ieri sera prima di addormentarmi) e a scriverla nel libro. In tale ottica non si comprende la versione eBook che, a seconda dell’eReader che si usa, non è compilabile. Quindi, inutile.

Non sto dicendo che il «libro» A cosa servono i desideri non sia valido: quelle poche paginette all’inizio e alla fine sono pure interessanti (in pieno stile Fabio Volo, naturalmente). Ma non è un libro. E questo in qualche modo deve essere detto. Magari per chi segue la serie TV Untraditional di Fabio Volo le cose saranno state più chiare e sapeva subito quale prodotto si sarebbe trovato dinanzi. Ma rimane il fatto che il libro è una cosa e il diario un’altra. E A cosa servono i desideri è un diario. Spacciarlo per libro non è corretto. (Tra l’altro IBS lo cataloga come «Narrativa italiana. Moderna e contemporanea»Bookrepublic si spinge fino a classificarlo nei settori «Esoterismo, Paranormale and Spirit, Saggistica»).

Due pagine di «A cosa servono i desideri» di Fabio Volo

Fabio Volo, A cosa servono i desideri

Due pagine del testo «A cosa servono i desideri» di Fabio Volo (foto: Anna Wood)




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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