Un articolo a caso


A ogni santo la sua candela, di Stefano Crupi

 
Stefano Crupi, A ogni santo la sua candela
Stefano Crupi, A ogni santo la sua candela
Stefano Crupi, A ogni santo la sua candela

 
Scheda del libro
 

Autore: Stefano Crupi
 
Titolo: A ogni santo la sua candela
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788804659822
 
Pagine: 236
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4.5/5


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Aspetti positivi


Un'analisi lucida, e a volte anche spietata, della raccomandazione in Italia, piaga ben radicata nel mondo del lavoro e non solo


In sintesi

A ogni santo la sua candela è il titolo del secondo romanzo di Stefano Crupi, un testo feroce contro il male italiano della raccomandazione

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pubblicatomercoledì, 10 febbraio 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Stefano Crupi, A ogni santo la sua candela

Stefano Crupi, A ogni santo la sua candela, Mondadori

Non c’è possibilità di fermarsi: se si inizia la lettura di A ogni santo la sua candela, secondo romanzo di Stefano Crupi (il primo è stato Cazzimma), si viene risucchiati dalla storia e dalla narrazione e vi ritroverete alla fine delle pagine senza rendervene conto.

La storia raccontata in A ogni santo la sua candela è ben chiara fin dall’inizio: Ernesto Ferrante, laureato in economia, accenderà le candele a tutti i santi possibili prima per trovare lavoro e poi per fare carriera. A dire il vero non è necessario avere tanti santi protettori, ma ne è sufficiente uno, “potente”. E Maristella, la madre di Ernesto, gioca un ruolo fondamentale. Lei si è sempre adoperata perché suo figlio, orfano dalla più tenera età, diventasse qualcuno e si potesse affrancare dalla vita dei bassi che si vive nei Quartieri Spagnoli a Napoli. E questo Maristella ce l’ha molto chiaro: «Se mi distraessi un attimo correrei il rischio di vederlo mischiato a questa fetenzia […] Lui deve starne fuori perché è il migliore ed è destinato a comandare, l’ho sempre detto. Ha nel sangue questa dote che lo rende speciale, diverso dagli altri […] Lui deve seguire una strada diversa, per questo ho voluto che si laureasse, perché nel quartiere di laureati non ce n’erano».

A ogni santo la sua candela è tutto un intreccio di favori, di vendette, di messaggi mandati a chi di dovere. Tra Ernesto e sua madre c’è un rapporto simbiotico ed è difficile capire chi manipola chi. Maristella ed Ernesto non sono certo gli unici corrotti e corruttori del romanzo. Tutto l’ambiente in cui si muovono trasuda corruzione e arrivismo e il posto di lavoro – significativamente chiamato ente, senza saperne molto di più – è un microcosmo che riflette la situazione italiana a molti livelli.

La narrazione ha due punti di vista: quando si raccontano le giornate lavorative di Ernesto e i suoi magheggi è la voce narrante a parlare; i capitoli che riguardano la madre, invece, sono narrati in prima persona.

Molto azzeccata l’idea di far precedere alcune parti salienti del romanzo dall’indicazione del santo del giorno, con tanto di segnalazione del suo patronato: A ogni santo la sua candela si apre il 17 luglio, giorno di “sant’Alessio, protettore dei mendicanti” e si chiude il 18 gennaio “santa Margherita d’Ungheria, principessa e religiosa”. Una chiusura altamente ironica, considerando che i protagonisti anelano a essere di alto lignaggio (ci riusciranno?) e hanno tutta una loro religione. Del resto, a ogni santo la sua candela.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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