Un articolo a caso


«Agostino» di Alberto Moravia: un libro scomodo per la censura fascista

 
Alberto Moravia, Agostino
Alberto Moravia, Agostino
Alberto Moravia, Agostino

 
Scheda del libro
 

Autore: Alberto Moravia
 
Titolo: Agostino
 
Casa editrice: Bompiani
 
Anno: 2014
 
ISBN: 9788845277610
 
Pagine: 182
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Un percorso di crescita e di formazione descritto nel dettaglio attraverso i pensieri e i disagi del protagonista; una storia densa di inquietudini che non appartengono soltanto a lui ma ad ogni personaggio del libro. L’umanità, varia ma debole, è in questa storia perfettamente delineata.

Aspetti negativi


Difficile trovarne. Forse, in alcuni passaggi, i molteplici dettagli sulle circostanze e l’ambientazione ci inducono ad accelerare la lettura per arrivare al dunque, poiché ogni pagina ne promette incuriosendo.


In sintesi

In «Agostino» Alberto Moravia narra una storia densa di inquietudini che non appartengono solo al protagonista ma a ogni personaggio del libro.

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pubblicatomartedì, 17 ottobre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Alberto Moravia, Agostino

Alberto Moravia, Agostino

Con Agostino, Alberto Moravia conquistò il suo primo premio letterario, ottenendo il riconoscimento che meritava e che il tempo confermò fino a trasformare il giovane autore nel grande scrittore che noi tutti conosciamo.

Il romanzo breve fu scritto nell’agosto del 1942 ma non passò la censura fascista per via del contenuto al tempo considerato riprovevole dal punto di vista morale. Tuttavia, quando vide ufficialmente la luce nel 1945 con Bompiani (gli era già stato pubblicato nel ’43 da un amico editore ma con tiratura limitata), fu premiato dal Corriere Lombardo. Quell’edizione, conteneva anche due illustrazioni di Guttuso.

L’adolescenza che insinua ripugnanza e timore

La storia di Agostino rappresenta uno dei capolavori dell’autore, il quale ha dedicato ampio spazio alle difficoltà dell’adolescenza anche in altri suoi libri: avete letto, per esempio, La disubbidienza o Gli indifferenti? Sapeva bene, Moravia, come trattare l’argomento e come ammaliare i lettori attraverso i pensieri introspettivi, o la difficoltà di superare quel labile confine che divide la fanciullezza dall’età adulta, difficile da superare senza rimanerne schiacciati o delusi.

Il passaggio non è indolore, e mescola tra loro emozioni come il timore di non avere le giuste armi per affrontarlo, la ripugnanza per un cambiamento ora agognato ora non voluto, il senso di pietà per le proprie debolezze…

Alberto Moravia, Agostino

Alberto Moravia, Agostino (edizione del 1945)

La trama di «Agostino»

Siamo in Versilia, il sole è caldo, l’atmosfera è quella indolente delle vacanze, che Agostino – orfano di padre – trascorre con sua madre, una bella e giovane donna non ancora pronta a vivere in solitudine, condizione ingiusta a qualunque età. Tuttavia, ingiusto o no, Agostino non vede di buon occhio l’arrivo di un aitante ragazzo della zona che comincia a flirtare con lei, rompendo quella giocosa e intima alleanza di sempre tra madre e figlio. Un intruso che rivela al ragazzino una madre diversa, dai modi ridicolmente seducenti che lo mettono a disagio.

Tutto cambia, tutto si trasforma

Delusione, imbarazzo, noia, lo spingono in un altrove a lui ancor più sconosciuto: accolto in malo modo da una banda di ragazzetti del luogo, dediti a piccoli furti e dalle maniere piuttosto distanti rispetto alle sue. Se all’inizio subisce la malia di quelle differenze, poi tutto per lui si complica. Nessuno gli parla se non per prenderlo in giro, spesso anche in modi osceni, o per insinuare allusioni lascive sulla madre. Tuttavia, in quella vacanza, non ha che da scegliere: i ragazzi perfidi e corrotti, o le smancerie tra sua madre e il giovanotto a caccia di donne sole.

Si rendeva oscuramente conto di essere entrato in un’età di difficoltà e di miserie, ma non riusciva ad immaginare quando ne sarebbe uscito.

Apprendere il nuovo senza vergogna…

La spensieratezza dell’infanzia lo abbandona definitivamente dinnanzi alle porte spalancate dell’adolescenza, passaggio confuso e deviato da ciò che ha intorno: gli omosessuali che vengono derisi, le prostitute per sfogare gli istinti sessuali, le donne che o sono madri e dunque «sante», o vengono giudicate perché ancora soltanto donne.

È questo crescere? E ancora: è questo che si intende con il sesso? Una cosa che crea condizioni sgradite, disagio, offese o punzecchiamenti?

Chissà che forse, camminando sempre diritto davanti a sé, lungo il mare, sulla rena bianca e soffice, non sarebbe arrivato in un paese dove tutte quelle brutte cose non esistevano. In un paese dove sarebbe stato accolto come voleva il cuore, e dove gli fosse stato possibile dimenticare tutto quanto aveva appreso, per poi riapprenderlo senza vergogna né offesa, nella maniera dolce e naturale che pur doveva esserci e che oscuramente avrebbe voluto.

In conclusione

Che fare, quando ogni cosa precipita nella direzione che mai si era ipotizzata? Quale soluzione alle cocenti delusioni e lezioni impartite da quella vacanza, Agostino vorrebbe la fuga. Meglio tornare a casa, a Pisa, a una «normalità» che spera di ritrovare ma che mai ritorna quando la vita ti impone di crescere e mette al mondo ricordi nostalgici e frustrazioni.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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