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Un articolo a caso


Anche Francesco le diceva, il pamphlet senza peli sulla lingua di Natale Fioretto

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Natale Fioretto
 
Titolo: Anche Francesco le diceva. Una riflessione sociolinguistica sull’uso delle parolacce
 
Casa editrice: Graphe.it
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788897010937
 
Pagine: 36
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Ricchezza e precisione delle ben documentate argomentazioni

Aspetti negativi


Il recensore è ancora a caccia di aspetti negativi, porc...!


In sintesi

«Anche Francesco le diceva» è un saggio di Natale Fioretto sul turpiloquio, senza falsi moralismi e con diversi esempi tratti da vari ambiti.

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pubblicatolunedì, 8 agosto 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Natale Fioretto, Anche Francesco le diceva

Natale Fioretto, Anche Francesco le diceva

«Ma quando il dimonio ti dicesse più: Tu sei dannato, sì gli rispondi: Apri la bocca; mo’ vi ti caco. E questo ti sia segnale, ch’egli è il dimonio e non Cristo».

Non amo particolarmente leggere saggi: dopo un certo numero di pagine sia pure dedicate a un argomento interessante, la mia soglia dell’attenzione inevitabilmente si abbassa e la noia finisce per avere la meglio.

Anche per questo motivo, l’ammetto un po’ prosaico, ho accolto con grande favore la pubblicazione del saggio Anche Francesco le diceva scritto da Natale Fioretto, docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia: il libro è breve, ma non per questo meno ricco di spunti e riflessioni.

Il tema affrontato è interessante, il turpiloquio. Diciamocelo, tutti noi, anche i più compiti ed educati, a volte perdiamo le staffe e prorompiamo in parolacce, improperi, insulti più o meno gravi. Oppure, a seconda delle situazioni e delle abitudini, utilizziamo le cosiddette male parole non necessariamente per offendere, ma in senso amichevole o colloquiale. Perfino il poverello d’Assisi, San Francesco, come testimoniato ne I Fioretti, ha proferito parolacce, ci ricorda l’autore del saggio.

Eppure, anche se generalmente queste sono considerate negativamente, ciò non di meno non possiamo liquidarle alla stregua di una mera forma d’inciviltà: peccheremmo di superficialità e approssimazione. Infatti le parolacce aggiungono emotività alla comunicazione tra chi utilizza il turpiloquio e chi, diciamo così, ne è il destinatario.

Né mancano esempi di utilizzo delle parolacce in ambiti “alti”, dal teatro (Peppe Barra, Totò ed Eduardo De Filippo) alla religione (Martin Lutero), alla filosofia (Nietzsche) e alla letteratura (Lidia Ravera con il suo celebre Porci con le ali). Quest’ultimo libro, pubblicato negli anni Settanta con grande scandalo proprio a causa del suo linguaggio, oggi è giudicato molto meno scandaloso, a riprova che il tempo ha intaccato il tabù. Del resto molti termini in origine carichi di valore dispregiativo oggi vedono la loro carica molto sfumata, al punto da assumere spesso un significato così blando da consentirne un utilizzo in ambito colloquiale.

Interessanti anche i molteplici e puntuali riferimenti al turpiloquio sfoggiato in ambito politico, da Beppe Grillo a Silvio Berlusconi: in questi casi il ricorso alle male parole è strumentale e serve a veicolare il pensiero politico dei personaggi in questione, ai quali fa buona compagnia il sempre collerico Vittorio Sgarbi

In conclusione, senza rifugiarci in moralismi ipocriti, dobbiamo prendere serenamente atto dell’intrinseco valore delle parolacce, a tutti gli effetti parte integrante e vitale della cultura popolare.

Lasciatemi dunque consigliare la lettura di questo prezioso libricino, augurandomi di non avere a mia volta meritato le vostre male parole per questa mia recensione…








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Luigi Milani

 
Luigi Milani è giornalista freelance, editor e traduttore. Autore di due romanzi e una raccolta di racconti, ha curato le edizioni italiane degli ultimi due libri di Jasmina Tešanović, Processo agli Scorpioni e Nefertiti (Stampa Alternativa 2008-2009), e le versioni italiane di alcuni racconti di Bruce Sterling (40k eBooks). È tra i fondatori delle Edizioni XII. Vive e lavora a Roma.Per la Graphe.it edizioni dirige la collana di narrativa digitale eTales.


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