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Un articolo a caso


Barriere percettive e progettazione inclusiva, di Lucia Baracco

 
Lucia Baracco, Barriere percettive e progettazione inclusiva
Lucia Baracco, Barriere percettive e progettazione inclusiva
Lucia Baracco, Barriere percettive e progettazione inclusiva

 
Scheda del libro
 

Autore: Lucia Baracco
 
Titolo: Barriere percettive e progettazione inclusiva. Accessibilità ambientale per persone con difficoltà visive
 
Casa editrice: Erickson
 
Anno: 2016
 
ISBN: 978-88-590-1006-7
 
Pagine: 220, con illustrazioni
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Un saggio utile, pensato senza dubbio per gli specialisti, ma adatto anche a chi vuole interrogarsi in maniera seria sul mondo che ci circonda e su come ci circonda


In sintesi

Barriere percettive e progettazione inclusiva è un saggio di Lucia Baracco, architetto ipovedente, che aiuta a vedere il mondo da un punto di vista diverso.

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pubblicatomartedì, 8 marzo 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Lucia Baracco, Barriere percettive e progettazione inclusiva

Lucia Baracco, Barriere percettive e progettazione inclusiva

Confesso di avere qualche difficoltà nello scendere le scale: alcuni tipi di gradini mi sembra proprio di non vederli. È vero: indosso gli occhiali ma poi, alla fine, non mi mancano così tanti gradi da non riuscire a vedere uno scalino. Probabilmente, in maniera del tutto inconscia, ho trasmesso questa difficoltà anche a Lilla, la mia Golden Retriever: su alcuni gradini si ferma ed è lì con la zampa penzolante a cercare di capire dove metterla per poter continuare la passeggiata.

Confesso anche che non mi ero mai posto il problema di come potesse vivere questa situazione una persona che ha difficoltà visive serie. Non me l’ero mai posto finché non ho avuto tra le mani il libro di Lucia Baracco dal titolo Barriere percettive e progettazione inclusiva. Accessibilità ambientale per persone con difficoltà visive, edito da Erickson.

Ho letto questo libro con molto interesse, anche se dovrei fare un’altra confessione (l’ennesima!): mi sono soffermato molto sulle figure. Il saggio, infatti, ha molte foto a colori scattate dall’autrice – ipovedente e architetto – che testimoniano come le barriere architettoniche siano un problema, sia per gli ipovedenti che, spesso, anche chi alla fin fine ci vede abbastanza bene. E quello delle scale è un problema lampante: si possono anche applicare le normative in materia (e applicarle bene: ci sono esempi nel libro di applicazione letterale delle norme, ma che poi di fatto non sono affatto utili, anzi creano ulteriori barriere), ma quella da cambiare è la mentalità globale. Per rimanere sempre sulle scale, sarà capitato anche a voi di recarvi in qualche albergo e trovare le scale coperte da moquette. Se si tratta di una moquette con qualche disegno (spesso le si usa per mascherare la polvere) provate a vedere le scale dall’alto: sono gradini o un piano continuo? La risposta non è così scontata come si potrebbe pensare. E i problemi che porta con sé una tale situazione è sono tanti. Magari può essere utile l’applicazione di un marcagradino, ma anche qui la scelta è da fare in maniera seria. Lucia Baracco ci porta così dentro un mondo – il nostro mondo – e ce lo mostra da un’angolatura a cui forse non pensiamo: le barriere architettoniche possono essere evitate a priori, con un notevole risparmio di tempo, energie e denaro. E questo non vale, ovviamente, solo per le scale di cui stiamo qui parlando, ma anche per altri settori: sicuri che le scritte su pannelli e segnali siano veramente leggibili? E i motivi della tovaglia a tavola fanno veramente vedere quello che ci mettiamo sopra? Non parliamo poi dei biglietti per treni, autobus e altri trasporti: siete mai riusciti a vedere lo stampigliato dopo che lo avete vidimato? Spesso si va “a fiducia”…

Barriere percettive e progettazione inclusiva può sembrare un libro solo per addetti ai lavori (architetti e ingegneri) ma ritengo che sia utile per un pubblico più vasto, perché permette di porsi delle domande per rendere più vivibile il mondo in cui siamo.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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