Un articolo a caso


Cibo di guerra, di Marco Cuzzi

 
Marco Cuzzi, Cibo di guerra
Marco Cuzzi, Cibo di guerra
Marco Cuzzi, Cibo di guerra

 
Scheda del libro
 

Autore: Marco Cuzzi
 
Titolo: Cibo di guerra. Sofferenze e privazioni nell’Italia dei conflitti mondiali
 
Casa editrice: Biblion
 
Anno: 2015
 
ISBN: 978-88-98490-20-2
 
Pagine: 158
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Un saggio interessante che fa luce su aspetti poco considerati delle guerre

Aspetti negativi


Un diverso formato tipografico, con qualche foto, invoglierebbe di più alla lettura


In sintesi

Marco Cuzzi pubblica “Cibo di guerra. Sofferenze e privazioni nell’Italia dei conflitti mondiali”: un saggio che esamina il rapporto tra cibo e guerre

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pubblicatomercoledì, 4 novembre 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Marco Cuzzi, Cibo di guerraCibo di guerra è un agile saggio di Marco Cuzzi, docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Milano, su “sofferenze e privazioni nell’Italia dei conflitti mondiali”, come recita il sottotitolo.

Il libro è diviso in tre parti che si muovono lungo il fronte delle guerre: la prima parte, infatti, ha per titolo Davanti al fronte e si sofferma sull’alimentazione del soldato italiano in guerra; la seconda (Dietro al fronte) guarda all’alimentazione della popolazione italiana durante la guerra; la terza e ultima parte è In mezzo al fronte e analizza l’alimentazione della popolazione coinvolta nella guerra. Ogni parte ha due capitoli, uno sulla prima guerra mondiale e uno sulla seconda. Un nutrito apparato critico (note in calce, ma anche bibliografia, elenco delle fonti consultate, emerografia e sitografia) completa il saggio.

Alla questione dell’alimentazione dei soldati in guerra non si pensa quasi mai: affascina, forse, il termine rancio ma in cosa esso consista in pochi se lo chiedono. Diversi film ci mostrano il desco del soldato in guerra come una brodaglia, ma di fatto è un argomento che non si approfondisce. Eppure è un dato di fatto: il cibo è fondamentale, e non solo in guerra. Si fanno così urgenti le domande che si pone Bertolt Brecht in poesia:

Cesare sconfisse i Galli.
Non aveva con sé nemmeno un cuoco?
[…] Ogni pagina una vittoria.
Chi cucinò la cena della vittoria?

Scrive Marco Cuzzi nell’introduzione al saggio:

Il rapporto tra alimentazione e guerra è antico: entrambi gli eventi si muovono in simbiosi da quando l’uomo ha scoperto la violenza collettiva organizzata […] Non è possibile descrivere uno scontro armato prescindendo dall’emergenza alimentare che l’evento comporta: antico come il mondo, il rapporto tra guerre e alimentazione trova la sua declinazione più completa nelle due grandi guerre industriali del XX secolo.

Cibo di guerra diventa così allo stesso tempo saggio sulla prima e sulla seconda guerra mondiale e anche testimonianza di quello che effettivamente avviene al fronte, grazie ai tanti documenti che sostengono lo studio di Cuzzi e ci fanno quasi toccare con mano un aspetto bellico spesso dimenticato.




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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