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Un articolo a caso


Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore, di Hans Tuzzi

 
Hans Tuzzi, Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore
Hans Tuzzi, Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore
Hans Tuzzi, Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore

 
Scheda del libro
 

Autore: Hans Tuzzi
 
Titolo: Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore
 
Casa editrice: Bollati Boringhieri
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788833928852
 
Pagine: 167
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


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Leggerlo vi costringerà a migliorare il vostro lessico e a impegnarvi seriamente nel vostro proposito di scrivere.

Aspetti negativi


L'autore vi guarda da molto, molto lontano.


In sintesi

«Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore» è un libro di Hans Tuzzi perfetto non solo per aspiranti giallisti ma per chi ama leggere in generale.

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pubblicatolunedì, 19 giugno 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Hans Tuzzi, Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore

Hans Tuzzi, Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore

Se state pensando di scrivere un romanzo giallo o di altro colore, come suggerisce il titolo, potreste trovare interessante e rinvigorente la lettura di Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore di Hans Tuzzi, che riprende  un ciclo di lezioni tenute dall’autore per Radio Popolare. Online, se siete curiosi, potete ascoltare l’autore alle prese con interventi su vari temi tra i quali, per citarne uno, la biblioteca di Umberto Eco.

Gli argomenti a disposizione dell’aspirante scrittore sono racchiusi in dieci capitoli: Prima di scrivere; Stile, struttura, scrittura; Come agganciare il lettore; Dire, non dire, da chi farlo dire; Come caratterizzare i personaggi; Finali chiusi, finali aperti; Buona e cattiva letteratura; Tutti i colori del genere: giallo nero rosa; Due o tre cose sul giallo perfetto?, Due o tre cose sul perfetto lettore di gialli.

Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore

Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore potrebbe attirare la vostra attenzione anche qualora vi riteneste già arrivati nel vostro mestiere, perché straripante di citazioni e di riferimenti, al punto tale che, specialmente nelle prime pagine, è difficile individuare e seguire il pensiero dell’autore.

Il lettore, in un certo senso, subisce una sorta di burbera selezione: il linguaggio forbito e la prosa complessa di Tuzzi non sono certo per tutti o meglio sono soltanto per coloro che o possiedono una certa varietà lessicale o non hanno problemi ad ammettere la propria povertà e a organizzarsi per crearsene una.

Attenzione ai particolari, specie linguistici: non si deve scrivere in un italiano di due o tre secoli fa, ma non si può nemmeno scrivere nella odierna lingua della tribù. Do qui per scontato un lettore per il quale non esistono quei non-verbi e quelle non-parole che oggi riempiono la bocca di tanti.

Ribadendo in modo chiaro e inequivocabile che non si può diventare scrittori di un certo peso se non si possiede in partenza del talento, Tuzzi rivendica il diritto e il dovere del giallista a spaziare nelle proprie letture:

[…] per me le opere, i romanzi migliori non sono quelli che prescindono dal genere o quelli di genere ma quelli che si muovono ibridi nella terra di nessuno fra un genere e l’altro. Lì si sono sempre mossi i grandi scrittori, negli spazi fra i generi, ricreando un mondo che è tutto e soltanto loro.

Sintetizzando:

[…] il perfetto lettore di gialli è un lettore transgender.

Perplessi dall’uso di questa parola in un contesto che non le è proprio? Allora vi propongo un’altra chicca:

Non penso, sia chiaro, a quella poltiglia da giornalese, i “posizionare”, i “femminicidi” […]

Per la nascita, il significato e l’uso del termine «femminicidio», che non è «giornalese», vi rimando a un’autorevole Treccani, anticipandovi che a dare il via a un suo uso frequente furono una criminologa prima e un’antropologa poi e che:

È una parola formata del tutto regolarmente, unendo e componendo insieme la parola femmina, con quella parte finale -cidio, che ha il significato appunto di uccisione.

Alcune riflessioni sul saggio di Hans Tuzzi

Ecco, mentre leggiamo e prendiamo nota di quanto sia importante per uno scrittore rifuggire dai luoghi comuni, crearsi uno stile (senza scadere nella maniera), saper violare persino le regole che in teoria determinano la qualità di un giallo (capitolo davvero interessante verso la fine del libro), possiamo percepire l’autore di questo manuale che ci scruta dall’alto in basso, che, potendo, venderebbe una copia del suo libro solo a coloro che ritiene degni di leggerlo.

Mi si pone dunque il sempiterno dilemma di chi legge, di chi recensisce, di chi scrive: cosa distingue un autore da uno scribacchino? La letteratura da un divertissement che chiunque può redigere e chiunque fruire? Chi può discettare a ragion veduta del talento altrui? Il talento, poi, può (o deve) esimersi dal confronto con i lettori illetterati?

Hans Tuzzi, ha scritto di storia del libro, è anche romanziere, ma principalmente ci appare come giallista, autore delle avventure del vicequestore Norberto Melis, edite tutte da Bollati Boringhieri. Il suo non può dunque essere un semplice o classico manuale sulla scrittura.Come scrivere un romanzo giallo o di altro colore si discosta non solo dai manuali di scrittura creativa, molto in voga da diversi anni, ma anche dai consigli dati da autori di una certa fama e qualità come Paley e Carver. Leggendolo non compirete solo uno stimolante tra gli scrittori che hanno formato l’immaginario di molti di noi, ma anche tra i pensieri di Tuzzi stesso che prende pieno possesso delle sue pagine e della conversazione.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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