Un articolo a caso


Decolonizzare la mente, di Ngugi Wa Thiong’o

 
Ngugi Wa Thiong’o, Decolonizzare la mente
Ngugi Wa Thiong’o, Decolonizzare la mente
Ngugi Wa Thiong’o, Decolonizzare la mente

 
Scheda del libro
 

Autore: Ngugi Wa Thiong’o (traduzione di Maria Teresa Carbone)
 
Titolo: Decolonizzare la mente. La politica della lingua nella letteratura africana
 
Casa editrice: Jaca Book
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788816413009
 
Pagine: 126
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
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Utile raccolta di saggi per guardare con occhi nuovi la letteratura africana

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La copertina è decisamente poco allettante


In sintesi

In “Decolonizzare la mente” lo scrittore Ngugi Wa Thiong’o compie un viaggio nelle letterature africane tra tradizione imperialista e resistenza

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pubblicatogiovedì, 21 gennaio 2016 da

 
La nostra recensione
 
 

Ngugi Wa Thiong’o, Decolonizzare la menteDecolonizzare la mente è un saggio di Ngugi Wa Thiong’o, tra i massimi esponenti della letteratura africana, che analizza l’attuale situazione socio-culturale dell’Africa dal punto di vista della lingua. Il sottotitolo del saggio, in libreria per i tipi di Jaca Book e con traduzione di Maria Teresa Carbone, è La politica della lingua nella letteratura africana.

I quattro capitoli del libro Decolonizzare la mente affrontano la questione della lingua guardando alla letteratura, al teatro e alla narrativa per poi trarre delle conclusioni nell’ottica della «ricerca di una prospettiva liberatoria in grado di metterci chiaramente in relazione con noi stessi e con gli altri nell’universo».

Ngugi Wa Thiong’o prova a ribaltare gli stereotipi sull’Africa: all’impostazione tanto amata dai media occidentali che vedono sempre lotte tra tribù in Africa, lo scrittore contrappone uno sguardo nuovo, sulle “due forze che oggi si oppongono in Africa: la tradizione imperialista da un lato, la tradizione di resistenza dall’altro”. Ed è sintomatico che tutto il saggio Decolonizzare la mente parta da un ricordo: nel 1962 Ngugi Wa Thiong’o venne invitato a un incontro di scrittori africani che si teneva in Uganda. Titolo dell’incontro era «Un convegno di scrittori africani di lingua inglese». Chiosa l’autore: «Il titolo escludeva automaticamente chi scriveva nelle lingue africane». Le riflessioni dense e pregnanti che Ngugi Wa Thiong’o fa sulla lingua in Africa, sulle varie letterature e narrazioni possono forse essere riassunte in un passaggio di Decolonizzare la mente che trovo particolarmente efficace:

Dal mio punto di vista la lingua è stata il veicolo più importante con cui il potere ha soggiogato le anime. Le pallottole sono state il mezzo dell’assoggettamento fisico. La lingua è stato lo strumento dell’assoggettamento spirituale.

Le conseguenze di questo assoggettamento spirituale sono molto vive nell’oggi, perché sull’Africa (che è un continente e non un paese, il che significa che le tradizioni sono diverse come sono diverse le tradizioni, per esempio, tra Italia e Austria e nessuno si sognerebbe di indicare questi due popoli solo come Europa) si hanno molte idee preconfezionate che non hanno nulla a che vedere con la realtà dei fatti (e a tal proposito rimando all’eBook di Antonella Sinopoli White Arrogance. Cosa dicono gli africani di quello che i bianchi pensano di loro).

Decolonizzare la mente è, alla fine, «un appello a riscoprire il vero linguaggio del genere umano il linguaggio della lotta. È questa la lingua universale che scorre sotto ogni discorso, sotto ogni parola della nostra storia. Lotta. La lotta forgia la storia. Il conflitto forgia noi. Nella lotta sta la nostra storia, la nostra lingua e il nostro essere».




Roberto Russo

 

Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.



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