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Il desiderio di essere come tutti, di Francesco Piccolo

 

 
Scheda del libro
 

Autore: Francesco Piccolo
 
Titolo: Il desiderio di essere come tutti
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2013
 
ISBN: 9788806194567
 
Pagine: 272
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Le narrazioni autobiografiche, soprattutto della prima parte, sono vivide e divertenti. Forniscono un ritratto a tutto tondo dell’Italia degli anni’60 e ’70.

Aspetti negativi


Il racconto dettagliato della trama di libri e film, che hanno condizionato la crescita emotiva e intellettuale dell’autore, appesantisce il ritmo della scrittura.


In sintesi

La storia recente dell’Italia intrecciata con la vita di Francesco Piccolo che, da uomo di sinistra, si interroga sulla trasformazione di un’ideologia.

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Postedlunedì, 12 maggio 2014 by

 
La nostra recensione
 
 

Francesco Piccolo, Il desiderio di essere come tuttiIl desiderio di essere come tutti di Francesco Piccolo è uno dei candidati al Premio Strega di quest’anno. Nella quarta di copertina viene presentato come un romanzo, ma non è vero. Definirlo così è riduttivo. È un libro che abbina ricordi autobiografici a considerazioni sociologiche. Un misto tra saggio e memoir. In altre recensioni si è anche parlato di autofiction, termine che va tanto di moda. In ogni caso, l’autore, ex bambino degli anni’60, racconta la sua evoluzione ideologica e intellettuale, attraverso gli episodi fondamentali nel suo processo di crescita. E soprattutto si mette in discussione: racconta di essere partito puro, pieno di ideali, entusiasmo e voglia di fare. Poi sono arrivati i tempi della maturità, della riflessione e anche dei dubbi.

Nella prima parte del libro racconta fatti che spaziano da episodi veramente intimi, come un attacco di diarrea scambiato per colera, a folgorazioni più specificatamente ideologiche, come il tifo per la squadra della Germania Est nei Mondiali del ’74. Proprio questo avvenimento fa capire a Piccolo di voler diventare comunista, anche se non era proprio nella tradizione di famiglia. Facendo suo, non senza tribolazioni, quell’assioma che ha sempre accompagnato il pensiero della gente di sinistra: è la parte giusta, quella che segue i principi etici. I cattivi stanno sul lato opposto.

Ero diventato comunista perché sentivo ripetere dal segretario del partito e dalla sua gente, di continuo, la parola progresso, la volontà di cambiare il mondo. Erano contraddizioni che con tutta evidenza si addensavano nella mia testa a formare quel groviglio che poi sarebbe stato difficile sciogliere.

Le cose, sono andate, ideologicamente, bene finché c’era Berlinguer, amatissimo e giusto. Ma alla sua morte si sono ingarbugliate. Anche il titolo scelto dall’autore è un tributo al grande leader carismatico, infatti Il desiderio di essere come tutti, con quel tutti scritto con lo stesso font e gli stessi colori nella copertina del libro, era il titolo a sei colonne dell’Unità, il giorno del funerale di Berlinguer.

Poi però ineluttabilmente il tempo è passato, le cose sono cambiate. Per tutti non solo per la sinistra. Sono arrivati gli anni spensierati del socialismo, quelli che hanno aperto la strada al berlusconismo. Si è sdoganato il concetto di superficialità. A questo pensiero Piccolo dedica la seconda parte del libro che risulta più pesante, meno coinvolgente. Forse è colpa dell’abbinamento più difficile fra riflessioni sociologiche ed esperienze personali, forse è solo perché sono stati tempi difficili. Da vivere e, di conseguenza, anche da scrivere.




Patrizia Violi

 
Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.


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