Un articolo a caso


Eccomi, di Jonathan Safran Foer

 
Jonathan Safran Foer, Eccomi
Jonathan Safran Foer, Eccomi
Jonathan Safran Foer, Eccomi

 
Scheda del libro
 

Autore: Jonathan Safran Foer (traduzione di Irene Abigail Piccinini)
 
Titolo: Eccomi
 
Casa editrice: Guanda
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788823504882
 
Pagine: 672
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Un romanzo che partendo dall’analisi di una realtà domestica approfondisce i grandi temi dell’esistenza.

Aspetti negativi


Gli argomenti trattati sono così vasti che in alcune pagine si ritrova una certa verbosità, forse a causa della traduzione.


In sintesi

In «Eccomi» Jonathan Safran Foer parla di una coppia americana, tre figli e tante aspettative, che va in crisi e indaga sul significato della propria vita.

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pubblicatovenerdì, 16 settembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Jonathan Safran Foer, Eccomi

Jonathan Safran Foer, Eccomi

I fan di Jonathan Safran Foer hanno atteso undici anni dopo aver amato i libri precedenti (Molto forte incredibilmente vicino, Ogni cosa è illuminata, Se niente importa. Perché mangiamo gli animali?) e ora finalmente appagati stanno apprezzando Eccomi che è subito balzato in testa alle classifiche.

In questo romanzo, l’ex enfant prodige della letteratura americana (aveva pubblicato la prima opera a soli venticinque anni quando era ancora all’Università di Princeton) è maturato e con grande disillusione racconta la vita della famiglia ebrea dei Bloch: Jacob e Julia con i loro tre figli Sam, Max e Benjy, il cane Argo e anche spesso l’intrusione dei nonni Irving e Deborah.

Il titolo Eccomi, mutuato dalla Genesi – così rispose Abramo quando Dio gli intimò di sacrificare Isacco – indica magistralmente l’obiettivo dell’autore: indagare sulle aspettative e il coraggio di Jacob, il protagonista quarantenne ancora alla ricerca della propria identità. Deve sottostare alle aspettative degli altri, come marito, padre, figlio? Quindi dire “eccomi”, essere pronto sempre al servizio degli altri? Oppure avere il coraggio di essere se stesso a costo di deludere chi gli sta vicino?

Per i Bloch il momento di crisi insorge, come spesso succede nella vita, da un incidente pratico. Il cattivo comportamento alla scuola ebraica del figlio tredicenne Sam durante la preparazione per il Bar Mitzvah (la cerimonia del rito di passaggio dall’adolescenza all’età adulta). All’evento sono stati invitati i lontani parenti da Israele e tutto dovrebbe svolgersi secondo la tradizione religiosa ebraica. Ma qualcosa si inceppa, nella comunicazione e nel comportamento della famiglia. Si litiga perché si sospettano tradimenti. Si rimpallano le responsabilità. Vengono a galla infelicità e bugie del passato: la bella famiglia sembra sull’orlo del precipizio. E per enfatizzare meglio la drammaticità della situazione, Jonathan Safran Foer si inventa anche un terremoto in Medio Oriente e l’invasione di Israele.

Ma al di là della fantapolitica questo autore è soprattutto acutissimo e ironico nel descrivere il disagio familiare: parte da dettagli piccoli e domestici per allargare l’analisi a problematiche esistenziali ben più importanti e universali. Impietose certe descrizioni sulla solitudine matrimoniale:

Jacob si passava sempre il filo interdentale se aveva un testimone. Quasi quarant’anni a usare occasionalmente il filo interdentale e aveva avuto solo tre carie. Quella sera, sua moglie come testimone, lo usò. Voleva rimanere un po’ di tempo a quei doppi lavandini. O risparmiare un po’ di tempo nell’unico letto.

Eccomi è un romanzo autobiografico? Le speculazioni sono tante: Safran Foer ha circa l’età del protagonista, di religione ebraica è cresciuto a Washington, proprio nella zona dove è ambientato il romanzo, ha due figli ed è anche divorziato. Ma il coinvolgimento e il piacere della lettura di questa storia travalicano ogni similitudine biografica. Abbondano i dialoghi dove Safran Foer è cinico e onesto nel descrivere il timore di mostrarsi veramente, il sacrificio costante, e spesso frustrante, per compiacere chi ci sta intorno. E anche la religiosità del protagonista, mai del tutto scelta ma ereditata, può essere una metafora di altre analoghe costrizioni.

Il problema… è che soddisfare le aspettative ti dà una sensazione meravigliosa, però le soddisfi una volta sola – «Ho preso il massimo dei voti!», «Mi sposo!», «È maschio!» – e poi ti tocca farci i conti. Nessuno in quel momento lo sa e tutti lo sanno dopo, ma nessuno lo ammette, perché toglierebbe un blocchetto fondamentale alla torre ebraica di Jenga.

P.S. In appendice al romanzo c’è un utilissimo glossario con tutti i termici ebraici più importanti e diffusi.




Patrizia Violi

 

Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.



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