Random Article


«Emma, 1876» di Gore Vidal

 
Gore Vidal, Emma, 1876
Gore Vidal, Emma, 1876
Gore Vidal, Emma, 1876

 
Scheda del libro
 

Autore: Gore Vidal (traduzione di Silvia Castoldi)
 
Titolo: Emma, 1876
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2018
 
ISBN: 9788893253390
 
Pagine: 566
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


User Rating
no ratings yet

 

Aspetti positivi


L’arguzia e l’ironia di Gore Vidal rendono scorrevole e affascinante un tema che potrebbe a tratti scoraggiare il lettore poco addentro alla storia americana.

Aspetti negativi


Un grande e affascinate affresco di un anno che lo stesso Gore Vidal definì il punto più basso mai raggiunto dagli Stati Uniti.


In sintesi

«Emma, 1876» è un grande e affascinate affresco di un anno che lo stesso Gore Vidal definì il punto più basso mai raggiunto dagli Stati Uniti.

0
Postedmercoledì, 11 aprile 2018 by

 
La nostra recensione
 
 
Gore Vidal, Emma, 1876

Gore Vidal, Emma, 1876

La storia americana è la grande, indiscussa protagonista di Emma, 1876. Il terzo romanzo storico di Gore Vidal, pubblicato di recente dalla Fazi nella collana Le strade, ci porta fin dalle prime pagine in un’America arrivista, interamente posseduta dal demone del denaro, dove la politica è biecamente sinonimo di doppiezza e corruzione (da fare quasi impallidire quella di casa nostra).

Emma, 1876

Eventi e personaggi (il quadro è ampio e mosso) tutti sagacemente raccolti e raccontati dallo sguardo e dalla penna di Charles Schermerhorn Schuyler, celebre giornalista che, dopo svariati decenni passati in Europa, rientra negli Stati Uniti nella speranza di rimpinguare il proprio dissestato patrimonio, ritornare velocemente nel vecchio continente (magari con qualche nuovo incarico diplomatico) e trovare possibilmente un buon partito per la figlia, la bellissima Emma, vedova senza il becco di un quattrino del principe d’Agrigente, un bon vivant dedito al gioco e allo sperpero.

Il fascino e l’eleganza aristocratica di Emma, ex dama di compagnia dell’imperatrice Eugenia, conquistano in un batter di ciglia la schizzinosa alta società d’oltreoceano, mentre il padre, tra un articolo e l’altro (sempre profumatamente pagato), si schiera con Samuel J. Tilden, candidato democratico alla presidenza del Paese.

Un grande affresco

Un affresco di larghe proporzioni, dove le vicende personali si intrecciano con quelle pubbliche, dove l’America ci mostra un volto dal drammatico e a tratti insostenibile chiaroscuro. Non per nulla lo stesso Gore Vidal definì il 1876 il punto più basso di tutta la storia degli Stati Uniti. Leggere per credere.




Giorgio Podestà

 
Nato in Emilia si occupa di moda, traduzioni e interpretariato. Dopo la laurea in Lettere Moderne e un diploma presso un famoso istituto di moda e design, ha intrapreso la carriera di fashion blogger, interprete simultaneo e traduttore (tra gli scrittori tradotti in lingua inglese anche il premio Strega Ferdinando Camon).


0 Comments



Be the first to comment!


Leave a Response


(required)