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Un articolo a caso


Erano due bravi ragazzi, di Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia

 
Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia, Erano due bravi ragazzi
Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia, Erano due bravi ragazzi
Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia, Erano due bravi ragazzi

 
Scheda del libro
 

Autore: Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia
 
Titolo: Erano due bravi ragazzi. Una storia di camorra
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788854193734
 
Pagine: 381
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Un'accurata descrizione degli ambienti e delle zone in cui la storia si muove.

Aspetti negativi


La divisione in capitoli avrebbe aiutato in alcuni passaggi della storia


In sintesi

«Erano due bravi ragazzi. Una storia di camorra» è un giallo di Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia che si muove nel mondo della camorra e della malavita.

1
pubblicatomartedì, 27 settembre 2016 da

 
La nostra recensione
 
 
Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia, Erano due bravi ragazzi

Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia, Erano due bravi ragazzi

«Il Vesuvio li guarda da lontano e Napoli è stesa sotto di loro, come una donna che non chieda altro che essere presa». Forse questa frase può essere la sintesi, estrema, del romanzo giallo Erano due bravi ragazzi di Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia, in libreria per Newton Compton. Una Napoli che vuole essere presa: il problema è il come la si prende. Fabrizio e Andrea – i due bravi ragazzi del titolo – pensano di prenderla con la violenza, unico linguaggio che forse conoscono.

I due protagonisti provengono da ambienti opposti: Fabrizio viene dalla Napoli bene, figlio di un medico molto noto e di una famiglia che si muove tra borghesia e vestigia di antiche nobiltà ed è del tutto estraneo agli ambienti criminali; Andrea, invece è di Miano, quartiere periferico, in cui la camorra è padrona assoluta. Fabrizio e Andrea si ritrovano, per pura casualità, insieme a una festa durante una quale avviene una rapina. A tutti i presenti viene preso (quasi) tutto. Inizia così la ricerca della refurtiva, del telefono in particolare, che è la scusa perché i due si conoscano meglio e nasca tra loro un’amicizia.

La loro amicizia diventerà un percorso di coppia che li trasformerà in due pilastri della malavita napoletana, e non solo. Tra camorra, malavita, narcotraffico, omicidi e chi più ne ha più ne metta la parabola dei due bravi ragazzi giunge all’apice, ma poi discende, com’è inevitabile che sia.

La narrazione di Erano due bravi ragazzi è serrata e procede per «quadri», anche se questo a volte può creare un po’ di disorientamento in chi legge. Mattia Giuramento ed Emiliano Scalia sono bravi a ricreare i luoghi e le sensazioni con le parole, grazie all’uso di un linguaggio scevro da fronzoli che va dritto al punto. Aiuta, naturalmente, il ricorso al dialetto napoletano, che qui diventa vera e propria lingua del cuore. Forse è un cliché, rafforzato anche dalla serie tv Gomorra (non dimentichiamo, tra l’altro, che gli autori sono giornalisti di SkyTg24 e Sky è tra le case di produzione della serie), però bisogna ammettere che conferisce un incredibile spessore alla narrazione.

Il blogtour di «Erano due bravi ragazzi»

Erano due bravi ragazzi - blogtour

Con questa recensione si conclude il blogtour del romanzo Erano due bravi ragazzi. L’introduzione al romanzo è su Il giallista; Liberi di scrivere ha presentato i personaggi e Penna d’oro ha intervistato gli autori. Il Flauto di Pan, infine, ha realizzato un’altra recensione al romanzo.








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Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.


  1.  
    Roberto

    Nulla di originale. Libro noioso e poco interessante. Solite storie (presumibilmente verosimili) di rivalità camorristiche ambientate nel napoletano. Se posso darvi un consiglio, scegliete di leggere qualcosa di diverso





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