Un articolo a caso


Eroi della frontiera, di Dave Eggers

 
Dave Eggers, Eroi della frontiera
Dave Eggers, Eroi della frontiera
Dave Eggers, Eroi della frontiera

 
Scheda del libro
 

Autore: Dave Eggers (traduzione di Giovanna Granato)
 
Titolo: Eroi della frontiera
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788804673309
 
Pagine: 319
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Una scrittura interessante, scorrevole, che porta diritti nel mondo interiore dei personaggi, nel loro dubitare e nei loro naturali egoismi. E ci mostra in modo credibile, che per essere buoni genitori non bisogna necessariamente smettere di sognare.

Aspetti negativi


A volte si ha la sensazione che le difficoltà, le circostanze negative o i colpi di scena – comprese le calamità naturali – siano un po’ eccessivi, e che omettere qualcosa non avrebbe di certo impoverito la storia.


In sintesi

In «Eroi della frontiera» Dave Eggers ci ricorda che gli eroi siamo noi, gente comune, gli eterni insoddisfatti. E le frontiere si possono superare.

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pubblicatomartedì, 4 aprile 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Dave Eggers, Eroi della frontiera

Dave Eggers, Eroi della frontiera

Eroi della frontiera è un romanzo di Dave Eggers, prolifico autore che vive a San Francisco, dove ha fondato una scuola di scrittura creativa per bambini e dirige in qualità di editore la rivista McSweeney’s, che raccoglie tra le sue pagine tanto scrittori sconosciuti quanto affermati e famosi. Eggers non vuole essere «soltanto» uno scrittore: vuole spronare gli esordienti, e vuole portare tra i giovanissimi la bellezza della parola scritta (lo fa dal 1998) fornendo anche aiuto concreto per aiutare gli insegnanti delle scuole a farla amare dagli allievi, perché tutto non si riduca a una serie di test da superare, ma insinui magia e passione.

Come trovare la felicità?

In Eroi della frontiera, pubblicato da Mondadori e tradotto da Giovanna Granato, lo scrittore pone al lettore – mediante la voce dei suoi personaggi – una domanda di difficile risposta: che cos’è la felicità e in che misura, il desiderio di raggiungerla, incide sulle nostre scelte? Quanto, questa necessità, ci fa compiere quelle più difficili o controproducenti?

Prova a dircelo Josie, trentotto anni, due figli – Ana e Paul – un matrimonio naufragato, il lavoro di una vita (è una dentista) lasciato dietro alle spalle in Ohio. Cambiare tutto, essere felici o almeno provarci, raggiungendo con un camper preso a noleggio una terra promessa, magica, ancora pura, dove vivere un’esistenza capace di restituire un vero contatto e rapporto con l’essenza di cose e persone.

E chissà se è giusto, trascurare il fatto che quando si hanno figli e si è responsabili per loro, forse si dovrebbe far sì che non gli manchi la stabilità, un quotidiano tranquillizzante, delle regole e abitudini simili a quelle dei coetanei. Una famiglia «normale» insomma, e non un contesto da nomadi. In cuor suo Josie se lo domanda, ma la sua smania di cambiamento e la necessità di una fuga da troppe situazioni negative, hanno la meglio su dubbi e ripensamenti. L’America deludente e vigliacca, dispensatrice di illusioni, a chilometri e chilometri di distanza, sarà sufficiente per lei e per le sue perenni insoddisfazioni?

Cambia la meta, ma noi restiamo gli stessi

Era una vita quella? E si interrogò su quel suo gene, su quella soffocante stringa di DNA che, ogni santo giorno, le diceva che non era dove avrebbe dovuto essere. All’università aveva cambiato facoltà ogni semestre: prima psicologia, poi studi internazionali, poi storia dell’arte, poi scienze politiche, e nel frattempo stava al campus con la voglia di stare altrove…

Era andata a Panama, ma l’entusiasmo era scemato in fretta anche là. E poi Londra, e l’Oregon e l’Ohio. E adesso l’Alaska, luogo meno magico del previsto, ispiratore di solitarie bevute che istigano al ricordo scomodo.

Paul, Ana e Sam

Una fuga non senza difficoltà, la sua, tanto più che Ana e Paul sono in viaggio con lei all’insaputa del padre, entusiasti per la novità ma non facili da gestire. Paul ha otto anni, è un ragazzino con la testa sulle spalle, più assennato e riflessivo della madre. Osserva e giudica con occhi freddi, scostanti, eppure rappresenta un piccolo grande pilastro per Josie e per Ana, cinque anni, capace come nessun altro di mettere a repentaglio la sua incolumità. Sua madre deve ringraziare la sorte – e l’occhio vigile di Paul – a ogni calar del sole se il giorno si conclude con la bambina ancora tutta intera, e se tutto intero è rimasto ciò che ha sfiorato.

E poi c’è Sam, sorellastra di Josie, che in Alaska ci vive da anni, ci lavora, è ben integrata, ha una solida casa, due gemelle, ed è soddisfatta o così sembra; dunque perché non tentare?

Eroi della frontiera con segrete zavorre

Eppure non basta una fuga per liberarsi dalle zavorre che la vita impone, e che mai si lasciano del tutto alle spalle. Il loro peso è fatto di legami importanti, mutilazioni affettive, errori di valutazione sul lavoro che danno vita a conseguenze disastrose, e a terribili sensi di colpa.

Tutto viaggia con noi e non c’è un paese, non un pianeta, che possa accoglierci leggeri, se leggeri non vi approdiamo.

Nondimeno, tra pericoli e avventure, calamità naturali e incontri, Dave Eggers ci fa concludere questo libro con un’apertura mentale al nuovo anche quando il nuovo è rischioso o appare poco assennato, perché non sempre le scelte razionali si rivelano quelle giuste, né sono necessariamente negative quelle dettate dal bisogno di essere felici, di trovare una nuova condizione che soddisfi questo naturale desiderio.

In conclusione…

Come può, una madre così poco stabile e coerente, instillare nei suoi figli stabilità e coerenza? Forse proprio inseguendo i suoi sogni, lottando per realizzarli.

«Ce la fate a essere coraggiosi?» chiese Josie.
Paul e Ana non ebbero esitazioni. Annuirono vigorosamente, volevano essere coraggiosi, sapevano che l’unica scelta era essere coraggiosi, che niente è meglio di esserlo. Josie capì, in quel momento, che anziché cercare una persona valorosa – una ricerca che lei conduceva da anni, benedetto Iddio – , anziché cercare una persona del genere nel mondo esistente era meglio e forse anche più facile crearla. Non doveva trovare esseri umani dotati di integrità e coraggio. Doveva farli.

Eroi della frontiera, ci ricorda che gli eroi siamo noi, gente comune, gli eterni insoddisfatti. E le frontiere si possono lasciare, si possono raggiungere, si possono superare.




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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