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Un articolo a caso


Follia, il romanzo psicologico di Patrick McGrath

 
Patrick McGrath, Follia
Patrick McGrath, Follia
Patrick McGrath, Follia

 
Scheda del libro
 

Autore: Patrick McGrath (traduzione di Matteo Codignola)
 
Titolo: Follia
 
Casa editrice: Adelphi
 
Anno: 1998
 
ISBN: 9788845913600
 
Pagine: 294
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Un romanzo intenso, crudele, che ci trascina in un vortice di emozioni difficili da dimenticare dopo la parola «fine». Originale lo stile, che concede al lettore gli strumenti per analizzare la psicologia dei personaggi.

Aspetti negativi


Non parteggiamo per nessun personaggio, dunque se nelle vostre letture amate immedesimarvi in qualcuno, qui troverete difficile farlo.


In sintesi

«Follia» è un intenso e crudele romanzo di Patrick McGrath che trascina il lettore in un vortice di emozioni difficili da dimenticare.

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pubblicatogiovedì, 6 aprile 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Patrick McGrath, Follia

Patrick McGrath, Follia

Follia, pubblicato per la prima volta nel 1996, è un romanzo psicologico di Patrick McGrath, interessante scrittore inglese che vive tra Londra e New York. Abbiamo letto per voi l’edizione del 1998, di Adelphi edizioni, la cui traduzione è curata da Matteo Codignola.

L’autore, è figlio di uno psichiatra che lavorava in un manicomio criminale, dunque anche lui fin da bambino ha avuto modo di conoscere realtà così tristi e difficili, passando sul luogo di lavoro del padre gran parte dell’infanzia.

Per scrivere il romanzo Follia, McGrath ha di certo attinto dalla sua memoria ricordi di luoghi e situazioni, ma vista la complessità dei meccanismi che racconta, si è avvalso della consulenza psichiatrica del dottor Brian O’Connel; la mescolanza tra la narrativa e una profonda immersione nelle dinamiche psicologiche dei suoi personaggi, ne fa una storia avvincente, dolorosa, in fondo non dissimile da storie reali altrettanto scabrose.

La trama del romanzo «Follia»

Siamo nel 1959, all’interno di un manicomio criminale vittoriano. La voce narrante è quella di Peter, psichiatra che in prima persona racconta le vicende di Max, un collega riservato e malinconico, vice direttore nella stessa struttura; di sua moglie Stella, bella, elegante, incapace di gestire o educare le emozioni perché gravemente depressa; e di Edgar Stark, un detenuto uxoricida appassionato di scultura: uomo forte, provocatorio, mani belle e sottili, ma fisico massiccio, quasi possente.

La residenza che ospita Max, Stella e suo figlio Charlie, si trova a un centinaio di metri dal cancello principale e la donna – nelle sue solitarie passeggiate – finisce per fare amicizia con il pericoloso detenuto in regime di semi libertà, già conosciuto a una festa dell’Istituto. Peter osserva, studia, comprende che sotto i suoi occhi e quelli dell’ignaro e debole Max, una passione devastante sta esplodendo tra i due, in quel luogo ricco di angosce che si insinuano anche in chi – come Peter – ci lavora..

Dio solo sa se non s’è preso i miei anni migliori, questo posto spaventoso. È un istituto di massima sicurezza, una cittadella fortificata che sorge su un alto colle e domina la campagna circostante…

La relazione clandestina si evolve non senza tormenti, dunque non può non essere notata anche da altri: dubbi, voci tra il personale, un matrimonio difficile che non aiuta, e quella subdola, letale attrazione che su tutto e tutti prende il sopravvento.

Qual è l’essenza del romanzo «Follia»?

Patrick McGrath, con il suo Follia, ci mostra personaggi differenti accomunati dalla fatica di vivere, che cercano di non annegare tra i flutti delle loro debolezze, eppure in realtà qualcuno finirà per soccombere e sarà il meno colpevole a farlo, così come spesso accade.

Si tratta di una vicenda coinvolgente e amara, dove tutti ostentano o celano vulnerabilità con le quali fare i conti per forza di cose, man mano che la storia si sviluppa.

Non mancano le scosse, tra le pagine del romanzo neo gotico, a ribaltare le cose o a tener viva la tensione, e ci si rende conto ben presto che lo stile di McGrath offre una lettura anomala: non si parteggia per nessuno e si sta male per tutti. La ragione sta nel fatto che ci costringe ad affrontare la parte più segreta, meno condivisibile di ogni personaggio – nessuno escluso – per andare oltre il giudizio e compiere un lavoro di analisi insieme alla voce narrante. Ciò non è facile né tranquillizzante.

Infatti, termineremo Follia con un senso di lacerazione che non ci lascerà immediatamente, collocando Patrick McGrath tra i nostri autori più amati e odiati. E vorremmo leggerlo ancora.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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