Un articolo a caso


Gli inconsolabili, di Kazuo Ishiguro

 
Kazuo Ishiguro, Gli inconsolabili
Kazuo Ishiguro, Gli inconsolabili
Kazuo Ishiguro, Gli inconsolabili

 
Scheda del libro
 

Autore: Kazuo Ishiguro (traduzione Gaspare Bona)
 
Titolo: Gli inconsolabili
 
Casa editrice: Einaudi
 
Anno: 2012
 
ISBN: 9788806155292
 
Pagine: 554
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


La scrittura è coinvolgente, perfetta e molto elegante. A tratti sorprendente con acuti guizzi di ironia. La struttura del romanzo estremamente originale e audace.

Aspetti negativi


Il ritmo è molto lento e non c’è veramente un filo conduttore nella trama.


In sintesi

Un famoso musicista arriva in una città mitteleuropea e trova ad attenderlo diverse persone che hanno grandi aspettative su lui. L’atmosfera però è molto confusa, fluida, decisamente onirica e l’artista si trova spaesato. Poi lentamente riscopre dettagli del proprio passato.

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pubblicatolunedì, 27 novembre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Kazuo Ishiguro, Gli inconsolabili

Kazuo Ishiguro, Gli inconsolabili

Kazuo Ishiguro, vincitore dell’ultimo premio Nobel per la letteratura, pubblicò per la prima volta Gli inconsolabili nel 1995. Era il suo quarto romanzo e lo scrittore ebbe l’audacia di costruirlo con una struttura molto originale. Da sempre interessato al tema dei ricordi e della memoria, Ishiguro narra la vicenda in uno stile molto onirico, affastellando dettagli come si trattasse di un puzzle, senza seguire uno svolgimento cronologico.

Gli inconsolabili

Il protagonista è il Signor Ryder, un musicista che arriva in una non ben identificata città mitteleuropea e trova ad attenderlo alcuni personaggi molto ossequiosi che sembrano avere grandi aspettative su di lui. Purtroppo però il musicista, dietro a una formale gentilezza, nasconde un’immensa confusione. Teme di essere affetto da una forte amnesia perché non ricorda nulla dei fatti a cui si riferiscono le tante persone che, in città, l’hanno aspettato e accolto con calore e ammirazione. Una nebbia densissima avvolge tutti i ricordi del Signor Ryder e solo a tratti, seguendo gli inviti dei vari personaggi, riesce a ricostruire tasselli della sua vita.

Girandomi, vidi una donna in compagnia di un bambino che mi faceva cenno da un tavolo non lontano. I due corrispondevano perfettamente alla descrizione del facchino, e non capii come avessero potuto sfuggirmi. Inoltre, fui un po’ stupito che mi aspettassero, e ci volle qualche secondo prima che ricambiassi il saluto e mi avviassi verso il loro tavolo.

La tecnica narrativa dell’appropriazione

Lo stesso Ishiguro, aveva spiegato in un’intervista, che la tecnica narrativa inventata per Gli inconsolabili è quella «dell’appropriazione», basata sull’idea che nell’interazione con il prossimo, in questo caso fra i personaggi del romanzo, c’è sempre uno sfruttamento. Gli individui usano le azioni degli altri per corroborare il proprio disegno esistenziale, cioè cercano di interpretarle a proprio vantaggio. Questo, nelle oltre cinquecento pagine de Gli inconsolabili, succede al Signor Ryder che viene portato in visita alle personalità più in vista della città e ognuno di loro, raccontando ricordi ed esperienze, «regala» un indizio importante, una chiave personale per rinfrescare la memoria del protagonista.

Chi sono gli inconsolabili

L’andamento del romanzo è molto lento, perché oltre alla struttura onirica, il ritmo è dato dal flusso dei pensieri e non dalle azioni. Invece di una vera e propria trama ci sono innumerevoli e interessanti disgressioni che rivelano il mondo interiore dei personaggi. Quelli stessi che sono definiti «inconsolabili» perché spesso girano a vuoto, incapaci di ascoltare, gestire le emozioni e immagazzinare i ricordi. Tante storie e frammenti di vita allora si intrecciano fra loro, come in un mosaico. Il lettore all’inzio rimane spaesato ma poi si lascia incantare dal talento dell’autore. Infatti solo Ishiguro, con la sua capacità di scrittura, poteva permettersi un’opera così complessa e corale.

…mentre scrutavo il cielo notturno, cominciai a domandarmi se i presagi dell’alba non fossero frutto della mia fantasia. Infatti, ora che lo stavo studiando più attentamente, mi accorsi che il cielo era ancora nerissimo; mi venne il dubbio che non fosse poi così tardi. Era inutile lasciarsi prendere dal panico. Per quel che ne sapevo, potevo ancora arrivare al palazzo dei concerti in tempo per assistere a gran parte della serata…




Patrizia Violi

 

Patrizia Violi è laureata in giurisprudenza, vive a Milano dove fa la giornalista, occupandosi di attualità, psicologia e costume. È sposata e ha due figlie: dalla sua esperienza famigliare è nato il blog extramamma.net. Ha scritto il romanzo “Una mamma da URL” (Baldini & Castoldi). Per Emma Books ha pubblicato “Love.com” e “Affari d’amore”.



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