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Un articolo a caso


Gocce di veleno, di Valeria Benatti

 
Valeria Benatti, Gocce di veleno
Valeria Benatti, Gocce di veleno
Valeria Benatti, Gocce di veleno

 
Scheda del libro
 

Autore: Valeria Benatti
 
Titolo: Gocce di veleno
 
Casa editrice: Giunti
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788809819504
 
Pagine: 192
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Una storia attuale e di grande impatto.

Aspetti negativi


A volte forse troppo didascalica.


In sintesi

«Gocce di veleno» di Valeria Benatti è un viaggio che ogni donna dovrebbe affrontare per capire se stessa e superare la propria ferita amorosa.

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pubblicatomartedì, 2 maggio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Valeria Benatti, Gocce di veleno

Valeria Benatti, Gocce di veleno

Candidato al Premio Bancarella 2017, Gocce di veleno di Valeria Benatti è un romanzo molto attuale. Racconta la storia di Claudia, una donna intelligente, indipendente, circondata da amici, che prova una irresistibile attrazione per Manfredi. È un uomo più grande di lei, con fare autorevole, molto affascinante e determinato ad averla.

Sulle prime Claudia non avverte il rischio che si cela dietro alcune suoi gesti e frasi e, nonostante i dubbi manifestati da chi le sta accanto, decide di avere fiducia in quest’uomo che, giorno dopo giorno, la tira nella sua trappola: «No, non ho paura. È lui che ne ha, e tanta: di lasciarsi andare, di perdere il controllo. Forse addirittura di amarmi. Ma io non ho nessuna intenzione di tradirlo: lo amo! Quindi sono sicura di non correre alcun pericolo, e che quella è solo un’anomala manifestazione d’affetto».

Probabilmente non è che le tracce di quello che sta per accadere non siano visibili è solo che lei non può, non sa decodificarle, a causa del suo passato: «Sono esterrefatta dalla passività che mi prendeva e mi lasciava del tutto inerme, tra le fauci dei lupi. Fin da piccola. Una serie di violenze più o meno pesanti, tutte vissute allo stesso modo. Fate di me ciò che volete, io non sono qui. Questo è il mio corpo offerto in sacrificio per avere il vostro amore. Il mio corpo, che non è mai stato mio».

Ci vorrà molto tempo perché Claudia cominci a capire, a rendersi conto e a compiere un primo titubante passo verso un centro anti violenza. Le sembra comunque di esagerare, mentre si reca al colloquio e fino all’ultimo momento si riserva una possibilità di fuga e di ritorno alle proprie abitudini.

Il coraggio di Claudia, però, non è semplicemente quello di chiedere aiuto, ma di compiere i passi successivi ovvero avviare una riflessione su se stessa, che la porterà ad aprire porte chiuse da tempo, temibili esattamente quanto le violenze psicologiche inferte da Manfredi/Barbablù. Sarà questo doloroso viaggio, però, a condurla verso una profonda liberazione:

Elimino anche tutte le mail, tutti i messaggi, e i brutti regali ricevuti finiscono in un sacchetto che getto nel bidone dell’immondizia. I regali: non ci azzeccava mai. Ho il sospetto che qualcuno di questi gioiellacci da due soldi l’abbia persino riciclato. Il grande anello con la pietra viola, per esempio, quello me l’ha dato senza nemmeno la confezione, chissà da dove saltava fuori. Avrei dovuto tirarglielo dietro allora. Non voglio che i miei occhi cadano su nulla che lo riguardi, devo liberare lo spazio per liberare la mente. Butto anche quello, tanto non mi è mai piaciuto, non l’ho mai messo.

La forza del romanzo «Gocce di veleno»

Apparentemente semplice, perché raccontato con scrittura piana e di facile accesso, il romanzo Gocce di veleno di Valeria Benatti ha una forza da non sottovalutare: è infatti in grado, secondo me, di aiutare le possibili vittime e coloro che già lo sono ad assumere un punto di vista più chiaro e più liberatorio sulla propria situazione.

Tuttavia, può aprire anche gli occhi a tutte quelle persone che solitamente minimizzano le notizie di violenza sulle donne, ritenendo che possa essere facile svincolarsi da legami pericolosi e violenti. L’accento, infatti, non è posto sull’atto violento in sé, ma sulle premesse affettive e psicologiche della donna che si lega a un uomo abusante.

Trovo corretto e significativo, inoltre, che di lui non sappiamo nulla, non troppo. Perché chi subisce questo legame o chi conforta colei che lo subisce, tende a cadere nella trappola della giustificazione. Spesso un torturatore è stato una vittima, certo, ma questo non è un problema delle sue vittime, che devono invece allontanarsi, scappare, reagire.

Al termine di Gocce di veleno, Claudia, finalmente liberata da una visione distorta di sé e dell’amore, può finalmente aprirsi a una nuova storia:

Un Uomo Nuovo mi si avvicina ed è effettivamente diverso da tutti quelli conosciuti finora. O forse sono io che, profondamente cambiata, vedo e apprezzo e cerco cose nuove.

Mi piace credere, tuttavia, che con o senza un uomo, Claudia sia una donna che ha trovato il senso della propria vita e che sarà in grado di camminare eretta e fiera con o senza una nuova relazione e che come lei ce ne siano molte altre e molte ce ne saranno.




Mariantonietta Barbara

 
Editore digitale con il marchio Lazy BOOK e web writer, ha vissuto in Puglia, a Roma e in Veneto, dove risiede. Ha scritto per diverse testate di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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