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Un articolo a caso


Grande nudo, di Gianni Tetti

 
Gianni Tetti, Grande nudo
Gianni Tetti, Grande nudo
Gianni Tetti, Grande nudo

 
Scheda del libro
 

Autore: Gianni Tetti
 
Titolo: Grande nudo
 
Casa editrice: Neo
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788896176429
 
Pagine: 688
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
2/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


L'autore ha una grande capacità visionaria e tiene bene i fili di una narrazione estremamente complessa.

Aspetti negativi


Pesante. Poteva essere un ottimo racconto.


In sintesi

«Grande nudo» è un romanzo di Gianni Tetti che viene dopo «I cani là fuori» e «Mette pioggia» e conclude la sua «Trilogia del vento».

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pubblicatolunedì, 20 febbraio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Gianni Tetti, Grande nudo

Gianni Tetti, Grande nudo

Dopo I cani là fuori e Mette pioggia, Gianni Tetti pubblica Grande nudo, sempre con la Neo edizioni, e completa la Trilogia del vento. I tre volumi, indipendenti e autoconclusivi, esprimono una visione apocalittica dell’autore e sprofondano la Sardegna, Sassari in particolare, in un buco nero prodotto da un virus, su cui si innestano una serie di catastrofi (pare di vederli i cavalieri col vessillo, che avanzano impietosamente).

Tetti, mescolando scenari distopici, descrizioni pulp, personaggi disturbanti, scava nelle peggiori declinazioni in cui l’essere umano può svilupparsi senza requie e senza mai un attimo di pausa. La narrazione, e conseguentemente il lettore, si muove rapidamente e voracemente da un personaggio all’altro, da uno scenario inquietante a quello successivo. Il puzzle, nonostante questo continuo e veloce spostarsi, si compone lentamente, fino a evidenziare la figura centrale di Maria.

Maria, la donna che precipita in un abisso di violenza (da principio cercata, poi subita, portata a un limite tale da farle cercare la morte) prima di poterne uscire. Maria torna dal regno della quasi morte fisica e interiore per diventare altro da sé, un altro cui l’umanità anela senza più saperlo, snaturata com’è dalla propria identità (o rituffata in quella primordiale).

Grande nudo è uno di quei romanzi che piacciono o non piacciono, senza mezze misure. Trova la propria forza in una recente pornografia horror che sembra imbrigliare anche racconti e romanzi meno complessi (per non dire delle fiction e dei film). A volte mi sembra che in una vita che meno conosce direttamente gli orrori della guerra e della fame, l’uomo (nel nostro caso l’uomo lettore e scrittore) senta il bisogno di confrontarsi con quell’abisso che attualmente prende vita solo nelle cronache estere.

E mentre sognava, questa giornalista, faceva domande agli infetti, a quelli delle campagne, agli altri accorsi nel frattempo, e li chiamava cani. Saltellava tra loro con un microfono in mano e una cameramen dietro. […] Le hanno spaccato la testa. Con un crasto. Un’adolescente e una donna. […] Poi gli altri cani si sono avvicinati e hanno fatto quello che fa un cane: hanno mangiato la giornalista morta, eccitati dal sangue.

Per quanto mi riguarda, non sono appassionata di scritture ridondanti né credo che l’insistenza maniacale su dettagli cruenti possa aggiungere valore a un messaggio o corroborare la narrazione del male. Il disturbante di freudiana memoria si muove più facilmente sottotono. Il rischio, in questo genere di narrazione, è che tutto si riduca all’autocompiacimento del lettore, al suo sprofondare nelle sensazioni che il libro produce, senza mai andare oltre. La capacità narrativa di Tetti in Grande nudo è chiara, ma avrei preferito una narrazione compresa in un lungo racconto o una trilogia concentrata in un solo romanzo.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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