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Un articolo a caso


Green Park Serenade, viaggio interiore con mistero

 
Andrea Malabaila, Green Park Serenade
Andrea Malabaila, Green Park Serenade
Andrea Malabaila, Green Park Serenade

 
Scheda del libro
 

Autore: Andrea Malabaila
 
Titolo: Green Park Serenade
 
Casa editrice: Pendragon
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788865987834
 
Pagine: 176
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Il romanzo scorre senza intoppi, è piacevole, si discosta dal solito giallo e l’indagine dei protagonisti non ha la meglio su tutto; è in realtà uno strumento per mostrare che cosa significa diventare adulti. Originale la scelta della seconda persona singolare, come voce narrante.

Aspetti negativi


Forse amareggia un po’ il fatto che l’autore metta in rilievo l’incapacità di questi trentenni, di lasciarsi alle spalle la stupidità dell’adolescenza, un tempo lecita ma poi fuori luogo. Ma… anche questo aspetto, dopotutto, è realistico.


In sintesi

«Green Park Serenade» di Andrea Malabaila è una piacevole sorpresa: una sorta di giallo che, finalmente, non ha tutti i luoghi comuni di questo genere.

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pubblicatomartedì, 13 giugno 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Andrea Malabaila, Green Park Serenade

Andrea Malabaila, Green Park Serenade

Green Park Serenade di Andrea Malabaila (edizioni Pendragon), è all’apparenza un romanzo giallo: fatto cruento – indagine – sospettati – intrigo. In realtà, sebbene gli ingredienti elencati vi siano tutti, tra questi si affacciano e si imprimono con forza nel lettore il viaggio interiore, la scoperta di sé, l’importanza dell’amicizia.

Stavolta, per fortuna, non abbiamo il detective con le sue zone d’ombra, un passato travagliato, un amore complicato e colleghi bizzarri. Stavolta, chi indaga non è abituato a farlo, è maldestro in modo realistico e questo ci piace, dopo tanti gialli tutti uguali.

La trama di «Green Park Serenade»

Siamo nel 2013; loro, i personaggi principali, sono due ex compagni di scuola oramai trentenni, motivati dal desiderio di rendere giustizia a un amico accusato di un delitto accaduto anni prima, nel 1998, mentre si godevano tutti insieme una vacanza a Londra, durante la maturità che in un momento di stupidità disertarono. Il ragazzo purtroppo non c’è più proprio a causa di quel fatto che causò il terribile cambiamento in tutti loro, annientando lui e spingendolo al suicidio.

A trent’anni, subentra la voglia di fare qualcosa di concreto per la sua memoria, qualcosa di giusto, e così il protagonista della storia, giornalista precario e insoddisfatto di cui mai scopriamo il nome, si ritrova a fare i conti, assieme al compagno di quella vacanza – Il Bardo, avvocato – con la possibilità di un nuovo viaggio a Londra, per capire che cosa sia successo in realtà e chi sia rimasto impunito. A loro si affianca Cantagalli, che rappresenta il classico compagno di scuola antipatico, e che invece, oramai adulto, si rivela una persona piacevole, un’ottima compagnia. È proprio sua, in realtà, l’idea di cercare di capire chi abbia ucciso la bella giovane londinese Anna.

Non Simone, il loro caro amico. Lui no. Ma allora chi?

Una Londra che non è più la stessa, un giallo che non è un giallo

Non più giovanissimi in cerca di straniere da rimorchiare, non più spensierati, con qualche filo bianco tra i capelli che ancora timidamente racconta di tempo che passa provocando inquietudini, i tre si ritrovano in una Londra diversa quanto loro, ma la determinazione a svelare il mistero che al tempo mutò atmosfere e vite, ha la meglio su tutto. Il lettore si rende conto molto presto, che sebbene vi sia un mistero da svelare, non vi sono indizi disseminati qua e là. Egli stesso percorre la strada dei tre, incontra le medesime difficoltà, si rapporta con sconosciuti, tenta di capire. Anche tutto ciò fa di questo giallo un non giallo, e lo rende ancor più piacevole.

Armature che proteggono dagli altri

Ti ci sono voluti tanti anni per capire il Bardo. Sa essere la persona più cinica e stronza dell’Universo, la più superficiale e interessata alle cose materiali, uno che basala vita sulle apparenze e sulla presunta rispettabilità ma sa mentire, dimenticare, tradire.

Eppure è anche uno che

alla fine ha un animo più sensibile di tanti ma che, invece dei sentimenti, ha sempre preferito ostentare la macchina e i vestiti firmati. Una forma di pudore, la sua, che hai capito solo crescendo. Non gli è mai importato che gli altri pensassero a lui come a uno stronzo noncurante, che lo giudicassero male: se la gente voleva ferirlo per qualcosa, era meglio lo facesse per le ragioni sbagliate, per ciò che sentiva di non essere veramente. Questo l’avrebbe toccato di meno. Era come se se la prendessero con qualcun altro, un personaggio di fantasia o al massimo un alter-ego caricaturale, lasciando lui protetto e al sicuro.

Personaggi ben delineati, dialoghi efficaci, ottimo ritmo

Vivace, frizzante, dialoghi realistici, personaggi vicini a chiunque di noi, che non fanno parte della letteratura ma delle nostre giornate, del vissuto di tutti: questo è Green Park Serenade di Andrea Malabaila, che sa conquistarsi il lettore con la semplicità, con la realtà di tutti i giorni invasa all’improvviso da qualcosa che non era stato messo in conto. Di certo, un po’ di amarezza la si prova, constatando che questi adolescenti di trentatré anni non vogliono ancora raggiungere una dimensione adulta, rischiando spesso di apparire ridicoli con battute sciocche o atteggiamenti fuori luogo… Ma forse, anche questa particolarità della narrazione è realistica.

Una voce narrante inusuale

Interessante e infrequente l’uso della seconda persona, con la voce narrante che si rivolge al personaggio principale, del quale come ho detto non conosceremo il nome ma le aspirazioni deluse sì.

Metti una sera a Londra, un pub, tre amici e qualche pinta di Guinness. Dopo un po’ tutti i problemi svaniscono e non c’è neanche bisogno di sfidarsi a obbligo o verità per uscirsene con confidenze estreme. «Se a diciott’anni avessi dovuto scommettere su cosa sarei diventato, oggi avrei perso tutto» hai sospirato, pensando alle tue aspirazioni deluse. «Credo sia un problema comune» ha detto Cantagalli.

Per concludere…

Green Park Serenade, di Andrea Malabaila, torinese, classe 1977, rappresenta un ottimo strumento per farci staccare la spina; la parola fine ci coglie soddisfatti per molteplici ragioni, dunque ve lo consigliamo. Inoltre, non possiamo non simpatizzare per un autore che dice di sé: «Nella prossima vita voglio essere l’ala destra della Juventus Football Club, nella precedente avrei voluto essere uno dei Beatles».

Al momento, dovrà «accontentarsi» di essere un ottimo scrittore!




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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