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Un articolo a caso


Grey, le 50 sfumature raccontate da lui

 
Grey di E. L. James
Grey di E. L. James
Grey di E. L. James

 
Scheda del libro
 

Autore: E. L. James (traduzione di Teresa Albanese, Eloisa Banfi, Chiara Borello, Federica Garlaschelli)
 
Titolo: Grey. Cinquanta sfumature di grigio raccontate da Christian
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788804658320
 
Pagine: 588
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
2/5


Voto degli utenti
17 Voti totali

 

Aspetti positivi


Aiuta a distrarsi nelle giornate di caldo insopportabile.

Aspetti negativi


Grey perde quel poco di appeal che poteva vantare nei primi tre romanzi.


In sintesi

La nostra recensione a ”Grey. Cinquanta sfumature di grigio raccontate da Christian”, il romanzo di E. L. James che prosegue le celebri Cinquanta sfumature.

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pubblicatomartedì, 7 luglio 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Grey di E. L. JamesIl 3 luglio, giorno dell’uscita, ho ricevuto la copia di Grey, il nuovo romanzo di E. L. James. L’autrice della trilogia di Cinquanta sfumature di grigio ha infatti deciso (immagino sotto grande compenso) di raccontarci la storia di Anastasia e Christian dal punto di vista di lui.

Con Grey entriamo nella testa del protagonista e ne scopriamo tormenti, tensioni, incertezze, tentennamenti mentre Anastasia entra nella sua vita e la sconvolge, scalfendo la corazza che lui si è costruito per affrontare un’infanzia violenta e dolorosa.

Dopo aver letto l’arguto post 5 idee per parlare di Grey di E. L. James senza averlo letto, ho avuto la tentazione di lasciare lì le oltre 580 pagine e imbrogliare un po’: ero quasi certa che avrei pensato di questo romanzo le stesse cose che ho pensato dei tre precedenti. Mi sono invece fiondata nell’impresa per correttezza e se non altro per rendere onore alla traduzione che, rispetto alle prime, trovo più accurata. Sulla storia, che dire, la conosciamo: Grey è un miliardario bellissimo, che riesce a vivere le sue relazioni con le donne solo attraverso la dominazione. Questo a causa delle violenze subite da bambino.

A permettergli di non impazzire, lui dice, un’amica di famiglia che lo ha sedotto quando aveva quindici anni e lo ha iniziato a questo genere di pratiche sessuali (ogni volta che lo leggo immagino un cross over con Law and Order – Special Victims Unit).

Quando incontra Anastasia, poco più che ventenne, illibata, Grey cerca in tutti i modi di introdurla nel suo mondo, ma al tempo stesso si rende conto di essere catturato da lei più di quanto vorrebbe. Mentre desidera di farle cose innominabili (in un blog perbene), si accorge di provare nuove emozioni, emozioni “normali” e questo lo mette in crisi. Anastasia starà al suo gioco o sarà lui a cambiare (facciamo finta di non saperlo)?.

Ahimè, come nel caso dei primi tre romanzi, anche questo è lento, drammaticamente lento e prolisso e poco intrigante. Per me, naturalmente, visto che ha venduto in soli quattro giorni un milione di copie. L’eros della James è inoltre, a detta di chi pratica da Dominatore, raccontato in modo poco accurato e pericoloso: potrebbe portare ad emulare pratiche che richiedono un lungo apprendistato.

Grey e Anastasia sono due stereotipi da romanzo romantico: lei bella e illibata, sembra debole e malleabile, ma si rivela forte e ha una grande influenza su di lui, al punto da cambiarlo e da trasformare la bestia in principe. Lui, la bestia, è cattivo per colpa di qualcun altro, ma per fortuna è anche profondamente buono e generoso.

Ora, nei primi tre romanzi potevo concedere a Grey il beneficio del dubbio e immaginarlo come volevo. Con Grey mi viene tolto questo diritto e il protagonista mi appare non semplicemente problematico e potenzialmente pericoloso, ma anche eternamente perplesso e perso nei dialoghi con se stesso.

Mi sorge il dubbio che il soliloquio di Christian con il suo io, oltre a fare pareggio con la dea interiore di Anastasia (quella che durante un servizietto balla il merengue, inframmezzato da qualche passo di salsa), serva a intervallare i dialoghi riprodotti paro paro dal primo romanzo. L’ho detto troppo brutalmente? Non c’è sostanzialmente niente di nuovo in Grey e in fondo credo sia per questo che piaccia. Sono romanzi per perdersi, per non pensare. Perché se li leggessimo pensando ci arrabbieremmo di fronte ad un uomo che fa controllare e seguire una donna a livelli da denuncia; ci indigneremmo dell’amica di famiglia che è rimasta in buoni rapporti con lui dopo averlo “educato” quando aveva quindici anni; penseremmo che Anastasia ha problemi alimentari seri (sapete vero che Ana è il nick usato per l’anoressia?) e affettivi peggiori se non scappa dopo le prime conversazioni con Grey.

Perché tutti sappiamo che nella realtà le cose non vanno così. Che un uomo violento diventa sempre più violento. Che quando sei attratta da un Dominatore, prima di accettare di stare con lui devi far passare mesi per essere sicura che non sia uno psicopatico (nota che ho ricevuto da, ehm, “addetti ai lavori”).

Insomma, Grey è un fenomeno da non sottovalutare. Da leggere, da studiare, perché ancora una volta una donna ha costruito un immaginario retrogrado e pericoloso, in cui una donna si sente donna quando un uomo la considera tale; un immaginario che influenzerà le nuove generazioni (a dispetto di quanto si dica, nei forum è uno dei libri consigliati a lettrici adolescenti).




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.








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  1.  
    Greta

    Non mi è chiaro il motivo per cui Grey sollevi tante preoccupazioni: è un bravo ragazzo – certo ha qualche fissazione: ogni tanto ha bisogno di legarti e prenderti a sberle, ma suvvia, fossero questi i difetti!





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