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Un articolo a caso


Harry Potter e il calice di fuoco, di J. K. Rowling

 
Harry Potter e il calice di fuoco
Harry Potter e il calice di fuoco
Harry Potter e il calice di fuoco

 
Scheda del libro
 

Autore: J. K. Rowling (traduzione di Beatrice Masini; curatore di Stefano Bartezzaghi)
 
Titolo: Harry Potter e il calice di fuoco
 
Casa editrice: Salani
 
Anno: 2001
 
ISBN: 9788862561716
 
Pagine: 633
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


Voto degli utenti
3 Voti totali

 

Aspetti positivi


Come sempre il mondo di Harry Potter affascina il lettore, le atmosfere si fanno più cupe e i momenti divertenti diminuiscono, ma l'adolescenza dei giovani maghi conquista ugualmente.


In sintesi

“Harry Potter e il calice di fuoco” è il quarto volume della saga di Harry Potter e da questo libro in poi le differenze con i film sono notevoli.

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pubblicatomartedì, 18 agosto 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Harry Potter e il calice di fuocoSe vi dovesse capitare di inciampare in un campeggio con ospiti alquanto strambi che sfoggiano tende a tre piani e fuochi viola, niente panico: si tratta probabilmente della finale della coppa del mondo di Quidditch! Inizia così il quarto volume della saga dedicata a Harry Potter: Harry Potter e il calice di fuoco. Una partita mai vista, un incredibile concentrato di folclore magico e tifosi tenaci.

Ma attenzione, se al momento la vostra passione per il famoso mago si ferma ai soli film, vi devo avvisare: da questo libro in poi le differenze tra volumi e film sono notevoli. Molti personaggi infatti vengono semplicemente ignorati, scompaiono, e sebbene la trama rimanga uguale, il grande schermo, per ovvie necessità, toglie tantissimi dettagli divertenti.

Torniamo ad Harry Potter e il calice di fuoco dove al termine della sentitissima partita, il campo dove campeggiano i maghi di tutto il mondo viene attaccato dai mangiamorte, i sicari di Voldemort; incappucciati e terribili, i maghi dell’oscuro signore disseminano il panico. Mentre tutti scappano terrorizzati, il marchio nero copre il cielo. Il marchio nero è il simbolo di Voldermort: ma chi l’ha evocato? E chi erano i mangiamorte?

Solo l’elfa di Crouch, Direttore dell’Ufficio di Cooperazione Magica Internazionale e organizzatore dell’evento,  viene ritenuta responsabile e resa libera dal suo padrone (per un elfo domestico ottenere la libertà è una tragedia, la peggiore cosa che possa capitargli).

I ragazzi, Harry, Ron e Hermione tornano a Hogwarts dove Silente annuncia la novità dell’anno: la Coppa tre maghi. Durante l’anno scolastico i campioni di tre scuole di magia,  si sfideranno per vincere la coppa, ma solo gli studenti maggiori di diciassette anni possono partecipare. Tuttavia, Harry diventa suo malgrado un campione e dovrà affrontare prove molto pericolose: per fortuna i suoi amici lo aiutano e lo sostengono, anche se Hermione è decisamente impegnata con C.R.E.P.A. “Comitato per la Riabilitazione degli Elfi Poveri e Abbrutiti”, una sorta di sindacato per gli elfi domestici (che davvero non ne vogliono sapere).

Tra i nuovi personaggi di Harry Potter e il calice di fuoco spicca per originalità Alastor Moody, ex Auror, cacciatore di maghi oscuri, uomo devastato dalle battaglie, nell’ordine gli manca un pezzetto di naso, un occhio e una gamba.

L’intrigo inventato da J. K. Rowling in Harry Potter e il calice di fuoco supera ogni aspettativa: torna la pozione polisucco, e nulla è come appare inizialmente. Come sempre non voglio svelare dettagli e tanto meno il finale, ma sappiate che gli amici non si riveleranno tali, e l’inganno è talmente ben costruito da far rabbrividire anche gli amanti dei thriller più insidiosi. Unica attenzione: quando all’inizio vi capiterà di inciampare nella passaporta, ricordatevi molto bene come funziona, tornerà e sarà molto pericolosa…

Successe in un attimo. Per Harry fu come se una forza irresistibile lo avesse arpionato all’ombelico, strattonandolo in avanti. I suoi piedi si staccarono da terra, avvertì Ron e Hermione ai suoi fianchi, spalla contro spalla, e tutti sfrecciarono in un ululato di vento e di colore vorticante; il suo indice era incollato allo stivale come trascinato da una calamita, e poi…
I suoi piedi toccarono bruscamente il suolo: Ron gli barcollò addosso e lui cadde; la Passaporta piombò a terra con un tonfo sordo vicino alla sua testa.
Harry guardò in su. Il signor Weasley, il signor Diggory e Cedric erano in piedi, anche se sembravano piuttosto scossi; tutti gli altri erano per terra.

In Harry Potter e il calice di fuoco i nostri eroi sono cresciuti, e come è giusto che sia iniziano ad avere altri interessi, normali turbe adolescenziali, i primi amori, addirittura c’è chi si fa ridurre i denti per apparire più carina, e chi si inventa di sana pianta i compiti, perché alla fine è sempre la tecnica più usata, anche dai maghi:

“Sai” disse Ron, i capelli ritti a furia di passarci in mezzo le dita, preso dallo sconforto, “credo che sia ora di ricorrere alle vecchie misure d’emergenza per Divinazione”.
“Cosa… dobbiamo inventare?”
“Sì” rispose Ron, spazzando via dal tavolo la gran massa di foglietti scarabocchiati, intingendo la penna nell’inchiostro e cominciando a scrivere.
“Lunedì prossimo” annunciò, “mi verrà la tosse a causa dell’infelice congiunzione di Marte e Giove”. Alzò lo sguardo su Harry. “La conosci, no? Dalle un oceano di disgrazie e lei ci sguazzerà!”
“Giusto”, disse Harry, appallottolando il suo primo tentativo e lanciandolo nel fuoco, al di sopra delle teste di un gruppo di allievi del secondo anno seduti a chiacchierare. “D’accordo, allora… Lunedì: rischio di… ehm, ustioni”.
“Ci puoi giurare” fece Ron cupo, “Lunedì ci toccano di nuovo gli Schiopodi. Okay, martedì, io… ehm…”
“Perderai una cosa preziosa”disse Harry, che sfogliava Svelare il futuro in cerca di spunti.
“Giusto” rispose Ron, prendendo nota. “Per colpa di… Mercurio. Perché invece tu non ti fai pugnalare alle spalle da qualcuno che credevi un amico?”
“Sì, dai!” approvò Harry, scrivendo “e sarà perché… Venere è nella dodicesima casa”.
“E mercoledì avrò la peggio in una rissa”.
“Aah, la rissa la volevo io. No, allora io perdo una scommessa…”
“E certo, perché scommetterai su di me nella rissa!”




Anna Fogarolo

 
Fotogiornalista per le maggiori testate italiane come Corriere della Sera, Il Sole 24 Ore, Gente, Oggi, Focus... Dal 2009 sposta la sua attenzione sulle nuove tecnologie iniziando la carriera di Web content e blogger per alcuni noti portali e Network, successivamente si specializza come Social Media Manager. Attualmente: consulenza di Ufficio Stampa, Content & Community Manager, Web Relation e Digital PR per le Edizioni Centro Studi Erikson.








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