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Un articolo a caso


Ho molti amici gay: Filippo Maria Battaglia analizza l’omofobia della classe politica italiana

 
Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana
Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana
Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana

 
Scheda del libro
 

Autore: Filippo Maria Battaglia
 
Titolo: Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana
 
Casa editrice: Bollati Boringhieri
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788833928395
 
Pagine: 126
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4.5/5


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Aspetti positivi


Uno studio preciso e documentato sull'omofobia dei politici italiani.

Aspetti negativi


Ogni capitolo analizza un aspetto particolare da «ieri» a «oggi» e questo, qua e là, genera delle ripetizioni.


In sintesi

Nel saggio «Ho molti amici gay» il giornalista Filippo Maria Battaglia analizza l’omofobia della classe politica italiana: un quadro desolante!

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pubblicatomartedì, 16 maggio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana

Filippo Maria Battaglia, Ho molti amici gay. La crociata omofoba della politica italiana

È, forse, una delle frasi più antipatiche da ascoltare: «Ho molti amici gay». La si sente spesso, solitamente in tv o in radio o da parte di qualcuno che sta commentando questa o quella notizia o sta esponendo il proprio punto di vista su qualche questione di attualità. E stiamo pur certi che dopo quell’«Ho molti amici gay», arriva un «ma» che butta giù il mondo. Ricorrere a questa premessa è, infatti, un modo per giustificarsi da parte di persone in vista (spesso si tratta di un politico) per non ammettere la loro omofobia. È un po’ l’altra faccia della medaglia di quell’altra odiosa affermazione: «Io non sono razzista, ma…».

La premessa «Ho molti amici gay» è anche il titolo di un documentatissimo saggio di Filippo Maria Battaglia pubblicato da Bollati Boringhieri. Il sottotitolo spiega bene il contenuto del libro: «La crociata omofoba della politica italiana».

Ho molti amici gay, ma…

In nove, densi, capitoli, Filippo Maria Battaglia ripercorre la storia dell’omofobia nel nostro Paese, portando esempi e affermazioni dei politici che gettano molta tristezza in chi legge. Sì, perché il quadro che ne viene fuori, semmai non fosse chiaro, dipinge un’arretratezza culturale tutta italiana che non ha pari in Europa. «Più omofobi dei polacchi, più dei lettoni e dei croati – scrive l’autore – Più di tutti, in realtà, in Europa, a eccezione dei lituani. C’è una classifica che inchioda la politica italiana. Riguarda la discriminazione nei confronti di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali».

Il linguaggio discriminatorio della politica italiana nei confronti delle persone lgbt (lesbiche, gay, bisessuali, transessuali) è sotto gli occhi di tutti e volerlo negare è del tutto inutile. Filippo Maria Battaglia in Ho molti amici gay lo organizza per tematiche e lo analizza. Ed è sconfortante vedere come nel corso dei decenni ben poco sia cambiato nelle affermazioni dei politici: dai gerarchi fascisti ai politici di oggi, le espressioni, le affermazioni, i punti di vista sono sempre gli stessi. Accompagnati, si sa, da un sorrisino di circostanza che fa più danni di un pugno perché sottintende tutto un mondo di esclusione e discriminazione che è socialmente accettato come normale. E, invece, non è normale affatto porre alla berlina delle persone per via del loro orientamento sessuale. Ma qui, mi rendo conto, il discorso si fa difficile da capire per alcuni nostri politici, disabituati come sono a ragionare.

E no, non è corretto nemmeno parlare di tolleranza perché, per citare Pasolini: «Il fatto che si “tolleri” qualcuno è lo stesso che si “condanni”. La tolleranza è anzi una forma di condanna più raffinata».

Una trasversale situazione desolante

Il florilegio raccolto da Battaglia raccoglie espressioni omofobe provenienti da ogni forza politica. Non ci sono solo i soliti noti, ma anche politici «insospettabili», diciamo così.

Cittadine e cittadini come gli altri. Finché questo concetto elementare non sarà chiaro a chi ci governa e a molti nostri connazionali il cammino sarà lungo. E ci toccherà sentire spesso la frase: «Ho molti amici gay, ma…».




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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