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Un articolo a caso


Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti

 
Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti, a cura di Cristiana Ceci e Francesco Iarrera
Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti, a cura di Cristiana Ceci e Francesco Iarrera
Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti, a cura di Cristiana Ceci e Francesco Iarrera

 
Scheda del libro
 

Autore: Cristiana Ceci e Francesco Iarrera (curatori)
 
Titolo: Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti
 
Casa editrice: Erickson
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788859013549
 
Pagine: 166
 
Formato: cartaceo
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Leggere le «storie dei giovani migranti» è un ottimo modo per far cadere molti pregiudizi.

Aspetti negativi


Le schede di presentazione, pur didatticamente utili, sminuiscono un po' il valore del libro, conferendoli un'aria troppo «da ragazzini».


In sintesi

Trentuno giovani migranti che vivono e studiano in Italia si raccontano nel libro «Ho viaggiato fin qui» (Erickson) curato da C. Ceci e F. Iarrera.

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pubblicatolunedì, 5 giugno 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti, a cura di Cristiana Ceci e Francesco Iarrera

Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti, a cura di Cristiana Ceci e Francesco Iarrera

«Quello che le norme non dicono, e che dà senso al lavoro di tutti noi, è il valore delle differenze con le quali ogni giorno ci confrontiamo e che non possiamo non riconoscere come parte di noi».

Scrive così Antonella Maria Benedetta Cutro, dirigente scolastica dell’Istituto di Istruzione Superiore Eugenio Montale di Cinisello Balsamo. Una scuola «in cui il numero degli studenti stranieri supera il 30% del totale». Questa frase che leggiamo nella Postfazione dà senso, a mio avviso, a tutto il libro Ho viaggiato fin qui. Storie di giovani migranti, a cura di Cristiana Ceci e Francesco Iarrera, pubblicato dalle Edizioni Erickson con la presentazione di Eraldo Affinati.

Ho viaggiato fin qui

Ho viaggiato fin qui raccoglie storie di trentuno teenager migrati provenienti da Est Europa, Filippine, Cina, Egitto, Sudamerica. Tutti hanno iniziato una nuova vita in Italia e hanno frequentato – o ancora frequentano – il Montale di Cinisello Balsamo.

Nota Eraldo Affinati nella Presentazione:

Le storie di queste ragazze (soltanto tre i maschi), immigrate in Italia senza averlo scelto, sono un pugno nello stomaco. Ci mettono di fronte al tema eterno della gioventù mortificata, della fiducia smarrita, del male umano, senza offrirci alcuna soluzione, se non il sorriso superstite delle straordinarie protagoniste, le quali conservano una formidabile energia vitale: forse l’unica risposta che possiamo dare ai grovigli familiari di cui rappresentano il frutto.

Storie di giovani migranti

Ogni ragazzo è presentato tramite una scheda («un documento d’idealità prima ancora che d’identità»). Seguono una o due pagine in cui il ragazzo o la ragazza si descrivono. «I ragazzi – scrive Cristiana Ceci nell’Introduzione – hanno redatto gli elaborati in italiano, un ulteriore sforzo che è stato loro richiesto: scrittori per caso in una lingua di recente acquisizione». In questo mix di foto, scheda ed elaborato veniamo così a conoscere trentuno esperienze di vita, trentuno persone che vanno al di là dei «numeri» che ogni giorno vengono sciorinati dai mezzi di comunicazione. E ritengo che questo sia il maggior pregio del libro Ho viaggiato fin qui. Perché, per prendere ancora in prestito le parole di Ceci:

Chi potrebbe avere ancora paura di loro dopo avere letto queste storie? Chi può ancora credere che i tanti viaggi fin qui siano una scelta facile — o peggio, predatoria — dopo avere letto il racconto di Valeria? «A volte, nella vita, non siamo noi a scegliere il nostro destino, non siamo noi a fare determinate scelte; ci ritroviamo di fronte a situazioni senza via d’uscita, senza riuscire a controllare più nulla. Semplicemente, viviamo…» ci dice. In poche righe è riassunta la necessità dell’emigrazione.




Roberto Russo

 
Roberto Russo è nato a Roma e vive a Perugia. Dottore in letteratura cristiana antica greca e latina, è appassionato del profeta Elia. Segue due motti: «Nulla che sia umano mi è estraneo» (Terenzio) e «Ogni volta che sono stato tra gli uomini sono tornato meno uomo» (Tommaso da Kempis). In questa tensione si dilania la sua vita. Tra le altre cose, collabora con alcune testate online, è editore della Graphe.it, e tanto tempo fa ha pubblicato un racconto con Mondadori.








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