Un articolo a caso


I nerd salveranno il mondo, di Fulvio Gatti

 
Fulvio Gatti, I nerd salveranno il mondo
Fulvio Gatti, I nerd salveranno il mondo
Fulvio Gatti, I nerd salveranno il mondo

 
Scheda del libro
 

Autore: Fulvio Gatti
 
Titolo: I nerd salveranno il mondo
 
Casa editrice: Las Vegas Editore
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788895744377
 
Pagine: 132
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
2.5/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Una simpatica carrellata sulle origini della nerditudine.

Aspetti negativi


Si rischia di sovraccaricare di significati un fenomeno che, almeno oggi, mostra i suoi limiti.


In sintesi

Fulvio Gatti scrive «I nerd salveranno il mondo», un saggio che cerca di approfondire l’argomento. Libro ideale per giovani nerd.

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pubblicatomartedì, 24 gennaio 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Fulvio Gatti, I nerd salveranno il mondo

Fulvio Gatti, I nerd salveranno il mondo

Cosa comporta l’essere nerd? Facciamo un esempio di vita vissuta (la mia): ero davanti alla tv a godermi quello spasso di Walter Matthau in E io mi gioco la bambina, quando la mia attenzione viene attratta da un personaggio minore e comincio a dire a mio marito io quello lo conosco, dai dammi una mano, l’hai visto anche tu! Di fronte alla sua faccia perplessa mi fiondo online e cerco il cast del film. Risultato: era Bob Newhart, attore e comico statunitense, che per me è e sempre sarà il professor Proton amato da Sheldon in The Big Bang Theory.

Mi sono dedicata perciò con molto piacere alla lettura di I nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti in cui l’autore compone in modo divertente e chiaro il panorama dell’attuale nerditudine sparsa sul nostro pianeta (spaziando dall’Inghilterra al Giappone), ma ne traccia anche la storia. Con lui torniamo indietro fino ai primi del novecento e rileggiamo con piacere i nomi di coloro che, in tutte le arti e forme di narrazione a partire dalla letteratura, hanno forgiato il nostro immaginario.

Certo, io appartengo a un’altra generazione di nerd, anche citata nel libro: quella cresciuta sui libri e sui fumetti e solo dopo al cinema (senza conoscere in anticipo la storia in cui stavamo per immergerci). Non c’era internet, non c’erano dvd, non c’erano action figure. Quando molti anni dopo sono andata a vedere Matrix, per esempio, avevo già letto storie simili nei romanzi e nei fumetti della Bonelli (sto semplificando eh). A dirla tutta, per una bambina con tendenze nerd non era facile incontrare anime gemelle negli anni settanta.

Meno pruriginosa nei contenuti, ma altrettanto incompresa se non ignorata, la fantascienza anglosassone degli anni d’oro faceva capolino in edicola nella collana Urania, un altro bastione della cultura pop ancora oggi vivente. A intuirne le potenzialità, i due intellettuali torinesi Fruttero e Lucentini, che se da un lato permisero agli italiani di scoprire la messe di immaginario che prende il via, nel senso comune, con la “A” di Asimov, dall’altro suggellarono l’impossibilità che il genere attecchisse in Italia con una celebre frase: un disco volante non potrà mai atterrare a Lucca.

A pensarci bene, non lo è neanche adesso perché la definizione stessa di nerd è cambiata o meglio si è arricchita di molte sfumature. Sicuramente il passaggio da fenomeno di nicchia a fenomeno pop ha aperto nuovi scenari e nuove possibilità. D’altra parte, mettere insieme nerd e pop, per una nerd della prima ora, può apparire un controsenso. Insomma, quando ci perdevamo nel fantasy edito dalla Nord e nei disegni delle splendide copertine di allora, non andavamo a caccia di uno status, di un’appartenenza. Eravamo esploratori, curiosi scopritori della diversità, dell’alterità, di un possibile molto lontano dalla realtà del nostro divano.

Non che fossimo seriosi. Guida galattica per gli autostoppisti, per dire, è del 1979. E quanto vecchio era Bizzarro, il superman alternativo con cui si trovava a combattere il nostro eroe volante? Ecco, sicuramente questo volume aiuta a comprendere come i nerd non siano persone depresse o poco interessate a temi complessi (i nostri eroi si dibattono in dilemmi etici che provengono dritti dritti dal mito greco). Epperò, quando la maggior parte degli utenti discute online degli indizi disseminati in Westworld, se sia un prodotto paragonabile a Lost, dimenticando tutti i temi ivi trattati, ecco, una piccola nerd al quadrato, che sfogliava Asimov quando ancora non sapeva leggere, dentro di me sobbalza.

Ad ogni modo, visto che i nerd sono finalmente visti e riconosciuti (come la Basilicata) dal grande pubblico, quale futuro si prospetta per loro? Trovo interessante quello che Gatti sostiene a proposito del loro compito arricchire l’immaginario, cercare nuovi scenari, nuove voci:

Spulciare la rete alla ricerca di nuove voci e nuove narrazioni, magari provenienti da angoli inattesi del globo, nati da menti e creatività estranee e che non parleranno mai la stessa lingua eppure con cui, in un ipotetico incontro di persona, saremmo in grado di stabilire l’immediata intesa tramite un saluto vulcaniano.

Io, in quanto madre e veleggiante verso i cinquanta, aggiungerei che dobbiamo arricchire l’esperienza delle nuove generazioni. Perché sappiano sognare, ma anche distinguere tra prodotti del pensiero e dell’immaginario da conservare e prodotti che puntano al consumatore nerd, alle sue insicurezze, anche alla sua pigrizia mentale, cestinandoli senza pietà. Soprattutto, insegnerei alle nuove generazioni il rischio del chiudersi in una nicchia di appartenenza, che diventa facilmente istinto di separazione e, intellettualmente parlando, spocchia.

Detto ciò: se volete regalare un libro a un giovane nerd appassionato, I nerd salveranno il mondo di Fulvio Gatti un’ottima idea regalo. Avrei solo un appunto. Quando leggo a proposito di Hubbard:

Dal pensiero di cui il testo si fa portatore, al cui riguardo lascio ad altri facoltà di giudicare, nasce un progetto (religione?) chiamato Scientology.

Ecco, giudizi a parte, Scientology è una setta e penso che un nerd potrebbe trovare interessante il documentario Going clear. Così come anche la storia di molti che hanno creato il nostro immaginario e che non erano proprio degli eroi come i loro personaggi (ho trovato interessante, per dire, la storia del papà di Batman).




Mariantonietta Barbara

 

Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.



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