Un articolo a caso


I taccuini, di Henry James

 
Henry James, I taccuini
Henry James, I taccuini
Henry James, I taccuini

 
Scheda del libro
 

Autore: Henry James (edizione italiana a cura di Ottavio Fatica)
 
Titolo: I taccuini
 
Casa editrice: Theoria
 
Anno: 1986
 
ISBN: 8824104959
 
Pagine: 446
 
Formato: cartaceo
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
5/5


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Aspetti positivi


Una bellissima raccolta di appunti e intimi ragionamenti che mostra il mondo sommerso di un grande scrittore, ciò che si «nasconde» dietro ogni opera letteraria e che ci presenta l’uomo prima ancora della sua opera. Un libro affascinante per chi ama la letteratura, uno strumento necessario per chi invece la scrive.

Aspetti negativi


Si tratta di un insieme di trame apparentemente incompiute, una mescolanza di appunti e pensieri o ipotesi, che potrebbero non interessare quei lettori che amano una storia con inizio e fine, e che non sono soliti domandarsi ciò che dietro pagine e autori si cela.


In sintesi

«I taccuini» di Henry James (1843-1916) sono un testo fondamentale per capire come nascono i grandi libri della letteratura.

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pubblicatogiovedì, 9 marzo 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Henry James, I taccuini

Henry James, I taccuini

I taccuini di Henry James, sono un testo dal fascino particolare, quasi ci si ritrovasse a rovistare in una vecchia soffitta piena di tesori ben custoditi. Lo scrittore statunitense, in molti dei suoi libri dimostra e mostra la sua attrazione per temi come la moralità, la coscienza che rimorde o si dibatte, la virtù di chi sa metterla a tacere con un vivere «opportuno», i conflitti interiori o le regole puritane dettate dall’ambiente… Scrisse ventidue romanzi e almeno centododici racconti. Inoltre si devono aggiungere a queste pubblicazioni anche racconti di viaggio, numerosi saggi, critiche, opere teatrali… Uno degli scrittori più prolifici della storia della letteratura, di certo portava sempre con sé carta e penna, per appuntare frasi o situazioni, temi da sviluppare, volti da non dimenticare: ecco che cosa rappresenta I taccuini, la raccolta di idee cominciata intorno al 1870.

Noi abbiamo letto per voi la versione pubblicata dalla Edizioni Theoria, per l’esattezza l’edizione italiana del 1986, curata da Ottavio Fatica, e ci siamo addentrati in tutto ciò che vibra di vita propria dietro ogni suo romanzo, tra bozze, correzioni, riassunti, tracce o semplici impressioni, aneddoti altrui da trasformare in intrecci, azioni apparentemente banali da inserire in storie.

È vero, si tratta di una soffitta che contiene ben nove cassapanche (tanti sono i taccuini) e, credeteci, aprirle è stato un po’ come diventare colui che vaga in un mondo di storie, tra realtà e fantasia che si mescolano e si caricano di supposizioni: lei potrebbe agire in questo modo, o forse così sarebbe più consono, magari è meglio far sì che si comporti come se non le importasse…

Circondato egli stesso di possibili racconti che il quotidiano regala alla vista o all’udito, Henry James ci fa sedere con lui davanti al foglio bianco che a volte bianco vuole restare, e chi scrive sa bene di che stiamo parlando!

Domenica 11 marzo 1888. Sono qui seduto: impaziente di lavorare: con il solo desiderio di concentrarmi, di non mollare: pieno di idee, pieno di ambizione, pieno di capacità – così ritengo. Talvolta tuttavia gli scoramenti paiono più grandi di tutto quanto il resto – i rinvii, le interruzioni, l’éparpillement, ecc. Ma coraggio, coraggio, e avanti, avanti. Da fare c’è l’immensità…

Questa raccolta di brani e frasi vergate di suo pugno, diviene ancor più preziosa se si pensa che molti dei suoi romanzi non furono scritti direttamente da lui: per via di un invalidante dolore al polso, James dettava ciò che andava via via costruendo, alle sue segretarie. Come abbia fatto a scrivere in questo modo senza perdere il filo e dando il meglio di se stesso, è quel tocco magico che lo rende ancor più stimato e ammirato!

Lunghe frasi, inusuale utilizzo di punteggiatura, a volte abuso di aggettivi, di certo non penalizzano il suo scrivere, arricchendo gli appunti di slanci e spontaneità. È un peccato che un gran numero di frasi, piccoli brani da sviluppare e lettere, siano testimonianze andate perdute, altra ragione per possedere, nella vostra libreria tutto ciò che è invece sopravvissuto: un testo così ricco, nel quale

Tutto penetra a fondo: nulla va perduto, tutto rimane, feconda e rinnova la sua aurea promessa, facendomi sognare, gli occhi chiusi in profonda e grata nostalgia, quando nel pieno dei giorni estivi di L.H. sarò in grado di affondare la mano, il braccio, giù, giù, in profondità, fino alla spalla – nella sacca pesante del ricordo – della suggestione – dell’immaginazione – dell’arte – e pescarvi ogni piccola figura e felicità, ogni piccolo fatto e fantasia che possa fare al mio scopo.

Storie apparentemente incompiute, appunti scollegati tra loro che paiono privi di logica e consequenzialità, ma che in realtà esistono anche in maniera più completa, poiché sono gli embrioni, i retroscena, dei grandi romanzi di Henry James.

Per la foto di Henry James | By Jacques-Emile Blanche (1861 – 1942) Details of artist on Google Art Project [Public domain], via Wikimedia Commons




Susanna Trossero

 

Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.



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