Un articolo a caso


Il canto della rivolta, di Suzanne Collins (Hunger Games, 3)

 
Suzanne Collins, Il canto della rivolta (Hunger Games, 3)
Suzanne Collins, Il canto della rivolta (Hunger Games, 3)
Suzanne Collins, Il canto della rivolta (Hunger Games, 3)

 
Scheda del libro
 

Autore: Suzanne Collins (traduzione di Simona Brogli e Fabio Paracchini)
 
Titolo: Il canto della rivolta (Hunger Games)
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2012
 
ISBN: 9788804621881
 
Pagine: 419
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere:
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
2 Voti totali

 

Aspetti positivi


Il libro è stato in linea e coerente con i precedenti, portando avanti pregi e difetti

Aspetti negativi


Lo scarso spessore dato ai personaggi comprimari e una certa mancanza di empatia da parte di Katniss per alcune morti che avrebbero dovuto turbarla maggiormente


In sintesi

Con “Il canto della rivolta” si chiude la saga di Hunger Games scritta da Suzanne Collins e le storie iniziate nei prime due capitoli giungono a termine.

3
pubblicatolunedì, 24 agosto 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Suzanne Collins, Il canto della rivolta (Hunger Games, 3)Il canto della rivolta conclude la trilogia di Hunger Games di Suzanne Collins. Pubblicato nel 2010 negli Stati Uniti, in Italia è arrivato nel 2012 grazie a Mondadori. È il libro che finalmente ci svela come finirà la ribellione dei Distretti nei confronti di Capitol City e del governo, che ci dirà come finiscono i vari personaggi: Katniss, Peeta, Gale, Finnick, Haymitch, Prim e tutti gli altri. Dal romanzo sono poi stati tratti due film, Hunger Games: Il canto della rivolta – Parte I (2014) e Parte II (2015).

Il canto della rivolta: trama

La trama di Il canto della rivolta riprende là dove ci eravamo interrotti ne La ragazza di fuoco. Katniss è salva, così anche Finnick, salvata dall’Arena da un raid dei ribelli, ma purtroppo Peeta e Johanna sono rimasti nelle mani di Capitol City. Katniss scopre che tutto era stato pianificato da tempo e si infuria con Haymitch per aver tenuto segreto il piano a lei e Peeta. Tutti erano d’accordo, motivo per cui Finnick, Beetee, Johanna e gli altri hanno fatto di tutto per tenere in vita Katniss (e di riflesso anche Peeta). Adesso i superstiti dell’Arena sono stati accolti nel Distretto 13: lungi dall’essere stato distrutto, da tempo prospera sotto terra (pur fra epidemie e privazioni), coperto da Capitol City che temeva le sue armi nucleari.

Katniss fatica ad ambientarsi alla rigida vita imposta a chi abita nel Distretto 13, la sua psiche, già abbondantemente provata, viene ulteriormente scossa quando scopre che Peeta è vivo e viene torturato dal governo. Anche Gale è con lei, ma i due faticano sempre di più a trovare un punto di contatto. Molto provato è anche Finnick: la sua amata Annie è anch’essa nelle mani di Capitolo City. Suo malgrado Katniss si ritrova a dover assumere il ruolo della Ghiandaia Imitatrice, simbolo della lotta dei ribelli, ma lo fa a patto che Peeta e gli altri prigionieri di Capitol City ottengano la grazia e non vengano giudicati dei traditori dai ribelli e che possa essere lei a uccidere il Presidente Snow.

Katniss si ritrova coinvolta in un paio di battaglie, ma il suo è più che altro un ruolo di rappresentanza. Coin, capo del Distretto 13, si rende conto insieme agli altri strateghi che per far sì che Katniss partecipi maggiormente è necessario salvare Peeta. Cosa che puntualmente viene fatta, al salvataggio partecipa anche Gale: peccato solo che Peeta sia stato condizionato da Capitol City e appena rivede Katniss tenta di strangolarla, pensando che sia un mostro.

Cosa che devasta ancora di più Katniss: probabilmente il Presidente Snow sapeva che questo avrebbe fiaccato ancora di più la volontà di Katniss e per questo il salvataggio è andato così bene. Nel salvataggio sono anche state recuperate Johanna e Annie. Finalmente Finnick può riabbracciarla e i due si sposano. Ma è ora della resa dei conti: dopo un allenamento (visto che in pratica finora Katniss non ha fatto nulla di quanto avrebbe dovuto fare), anche Katniss potrà partecipare all’attacco di Capitol City. Viene messa in squadra insieme a Gale, Finnick e a un Peeta in fase di riabilitazione. In realtà Peeta fatica a capire quale sia la realtà e quali siano i falsi ricordi impiantati dal governo, ma grazie all’aiuto di tutti piano piano riuscirà a ricordare chi sia veramente e cosa provi per Katniss.

Senza scendere troppo nei dettagli, Katniss cerca di raggiungere Snow per ucciderlo, ma nel farlo la sua squadra viene decimata, anche Finnick perde la vita. Inoltre prima di riuscire a entrare nella villa del Presidente Snow, i ribelli organizzano un attacco fingendo che sia il governo a farlo e uccidono i bambini che erano stati riuniti intorno alla villa del Presidente. Fra le vittime ci sarà anche Prim, giunta sul posto per prestare soccorso.

Katniss viene gravemente ferita, ma viene trasformata in un ibrido in modo da salvarle la vita. Scioccata dalla morte della sorella, smette di parlare fino a quando non riesce a incontrare il Presidente Snow, ora imprigionato dal neo eletto Presidente Coin: Snow le svela che l’attacco dove era morta la sorella era stato in realtà organizzato dai ribelli, fra l’altro sfruttando anche un’idea di Gale (che non l’aveva intesa così, ma ormai per Katniss Gale e la morte della sorella sono inestricabilmente legati). Coin raduna i vincitori superstiti degli Hunger Games e fa loro una proposta: organizzare un’ultima edizione degli Hunger Games usando come giocatori i bambini di Capitol City in modo da garantire ai ribelli la vendetta. Katniss e Haymitch danno il loro voto a favore, ma il giorno dell’esecuzione di Snow, al posto che mirare a lui, Katniss decide di uccidere Coin. Nel tafferuglio che segue anche Snow, da tempo malato, perde la vita e Katniss viene imprigionata. Curata, disintossicata dall’uso della morfina fatto di recente per via di tutte le ferite subite, scopre che è stata sottoposta a processo e assolta. Tuttavia dovrà essere seguita da uno psicologo e tornare al Distretto 12, dal quale non potrà più uscire.

Anche Haymitch torna al Distretto 12, così come un’altra manciata di abitanti, decidi a ricostruire le loro case. Katniss è distrutta, apatica e la situazione permane fino a quando anche Peeta non torna. Il che crea uno spiraglio, ma è solo quando il gatto di Prim Buttercut ritorna a casa, che finalmente Katniss riuscirà a piangere per la sorella, parlare con la madre (rimasta al Distretto 4 a costruire un ospedale) e cominciare a buttare giù un libro di ricordi, con l’aiuto di Peeta e Haymitch. Gale, invece, non tornerà al Distretto 12, ma lavorerà in televisione al Distretto 2. Nell’epilogo apprendiamo poi come Katniss e Peeta si siano sposati e abbiano avuto due figli.

Il canto della rivolta: recensione

La trama di Il canto della rivolta porta a conclusione quando letto nei due romanzi precedenti. In maniera abbastanza coerente, anche se l’assenza dell’ambientazione degli Hunger Games ha fatto storcere il naso a molti lettori. Soprattutto nella seconda parte del libro c’è parecchia azione, mentre non mancano lunghe parti che ci spiegano il pensiero di Katniss. Una Katniss che è sempre più a pezzi, troppe cose da sopportare per una ragazza di diciassette anni, il che spiega perché per la maggior parte del tempo se ne stia nascosta e appartata, non facendo nulla di quello che gli altri si aspettano da lei. Magari qualcuno potrebbe giudicarla egoista e lo è, è innegabile, però rimane sempre una ragazza di diciassette anni intrappolata in un ruolo più grande di lei, usata praticamente come una pedina da tutti, prima da Snow e poi dai ribelli e da Coin. Quindi ci può stare se ogni tanto reagisce in maniera eccessiva.

Purtroppo sono proseguiti anche i limiti dei libri precedenti. Il trattamento riservato ad alcuni personaggi è a dir poco discutibile. Partiamo da Gale, lo vediamo di più, interagisce di più, ma alla fine viene liquidato con un “Lavora in televisione al Distretto 2”. E Finnick? Ora, che senso ha farlo sposare due pagine prima, morire due pagine dopo e forse solo mezza riga di pensiero da parte di Katniss? Visto che da quando era al Distretto 13 il loro legame si era approfondito? Una fine insensata, come se l’autrice avesse deciso che bisognava far morire un personaggio importante perché George R.R. Martin ci insegna che i personaggi importanti devono morire, quindi ne faccio morire uno a caso e lo liquido così con due righe. Purtroppo ci sono alcuni autori che arrivano verso la fine dei loro libri, scoprono di avere troppi personaggi e li fanno morire così, tanto per sfoltire un po’ il gruppo, senza dare la giusta profondità alla cosa.

Però poi alla coppia protagonista l’happy ending lo diamo, siamo comunque in un young adult, se no chi li sente poi i fan? Con un coinvolgimento emotivo pari a zero o poco più. Sì, i due si proteggono (beh, tranne quando Peeta è fuori di testa e cerca di ucciderla), lui è il suo sostegno che le dà speranze, abbiamo capito che Katniss non è una romanticona, ma anche qui un po’ più di sentimento non sarebbe guastato.

Per quanto riguarda gli aspetti positivi del romanzo, diciamo che il libro è stato in linea e coerente con i precedenti, portando avanti pregi e difetti. Inoltre anche il discorso della critica sociale è proseguito, vedi Coin che propone di comportarsi esattamente come chi diceva di voler combattere, per la serie “predichi bene, ma razzoli male”.

Gli aspetti negativi sono, come nei precedenti, lo scarso spessore dato ai personaggi comprimari, una certa mancanza di empatia da parte di Katniss per alcune morti che avrebbero dovuto turbarla maggiormente (questo è imputabile all’autrice, visto che il romanzo è in prima persona toccava a lei descrivere meglio certe parti) e per l’appunto il punto di vista Katniss-centrico, se fosse stato scritto in terza persona dando spazio anche ad altri punti di vista sarebbe stato più completo.




Nymeria

 

Nerd inside, come scopo nella vita sto cercando di leggere tutta la letteratura fantasy possibile e immaginabile.. Beh, poi ci sono anche i manga, i videogiochi, i telefilm, i film… ce la farò?



  1.  
    Fireox09

    *piccola correzione* Katniss, dopo l’incidente con Prim, non viene trasformata un un ibrido……




  2.  
    Nymeria

    Ciao, la frase si riferiva a quando Katniss si guarda allo specchio dopo che è stata gravemente ustionata e vede la nuova pelle innestata, di colore diverso e pensa di essere un ibrido di fuoco. Se non erro anche qualche capitolo dopo di nuovo ripete di essere un ibrido, anche se ovviamente non nel senso più mostruoso del termine. 🙂





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