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Il cappotto della macellaia, di Lilia Carlota Lorenzo

 
Lilia Carlota Lorenzo, Il cappotto della macellaia
Lilia Carlota Lorenzo, Il cappotto della macellaia
Lilia Carlota Lorenzo, Il cappotto della macellaia

 
Scheda del libro
 

Autore: Lilia Carlota Lorenzo
 
Titolo: Il cappotto della macellaia
 
Casa editrice: Mondadori
 
Anno: 2016
 
ISBN: 9788804661177
 
Pagine: 231
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 


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Aspetti positivi


Ben scritto, avvincente, intelligente. Ti cattura, ti diverte, ti fa riflettere.

Aspetti negativi


Non sono una fan delle tante descrizioni di umori e rumori corporali.


In sintesi

Dal selfpublishing alla Mondadori: Il cappotto della macellaia è il titolo di un romanzo di Lilia Carlota Lorenzo veramente ben scritto e avvincente.

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Postedmercoledì, 18 maggio 2016 by

 
La nostra recensione
 
 

Lilia Carlota Lorenzo, Il cappotto della macellaiaCi sono delle strane coincidenze nella mia vita da lettrice. Quando mi è stata proposta la lettura de Il cappotto della macellaia, scritto da Lilia Carlota Lorenzo, avevo appena gustato la visione del film The dressmaker, con una strepitosa Kate Winslet. Film tratto a sua volta da un romanzo, di Rosalie Ham, edito anche questo da Mondadori. Non è la prima volta che uno strano fil rouge guida le mie letture, recentemente mi è successo anche con Pasternak e Zivago, ma questa è un’altra storia.

Sia il Il cappotto della macellaia che The dressmaker narrano i livelli di cattiveria e follia cui può giungere una piccola comunità di persone ed è proprio per questo che li trovo affascinanti. Ne Il cappotto della macellaia in questione, l’azione si svolge a Palo Santo, un paese con poco più di duecento abitanti e prima ancora di essere introdotti alle famiglie protagoniste, leggiamo la dedica dell’autrice: «A mia madre e a mia nonna, che mi hanno raccontato i fatti. Il paese, l’assassinio, la sarta, il macellaio e il cappotto sono veramente esistiti. Il resto è frutto della mia immaginazione». Siamo dunque in presenza di una storia vera, certamente modificata a sufficienza per renderla irriconoscibile, ma i lettori non avranno difficoltà a riconoscere la plausibilità di moventi e malefatte.

Gli abitanti di Palo Santo hanno una stazione, una strada (l’unica strada) che la costeggia, una sarta, un macellaio, un emporio, un barbiere, una parrucchiera, una merceria, un telefono (la cui addetta, come sempre accade, ascolta e conosce tutte le storie sussurrate in cornetta) e sono convinti di essere al centro del mondo. Coltivano anche un certo senso di superiorità gli uni nei confronti degli altri.

Il macellaio è un bell’uomo, ma è sposato, a detta della sarta, con un’arpia, che è anche la maestra del paese. La loro “figlioletta” mette su peso di giorno in giorno, rendendo impossibile la definitiva chiusura delle cuciture del cappotto. Il macellaio è anche un uomo apparentemente molto conteso da diverse donne. Tra queste, Solimana, la più temuta dal piccolo Pepincito, figlio della sarta, che non osa raccontare a nessuno il grande potere malefico della donna, che costringe a forzata reclusione, nel retro della loro merceria, la sorella Marcantonia.

Era stato orribile. Così magra, e non voleva lavarsi né pettinarsi, con quello sguardo smarrito. Di colpo un giorno aveva ricominciato a mangiare; almeno masticava, se una la imboccava, ma era come se non se ne rendesse conto. Masticava guardando il vuoto con gli occhi spiritati. Poi aveva iniziato a dare i numeri. Scappava per strada e diceva che sarebbero venuti a prenderla da un momento all’altro per portarla in convento. Urlava che lei non voleva fare la suora, per- ché aveva quindici anni ed era innamorata. Si truccava come una pazza e si metteva i loro vestiti. Meno male che il povero papà non c’era più. Sarebbe morto di nuovo.

Ecco, Marcantonia con le sue turbe mentali è per me il simbolo di quelle dell’intero paese. La sopravvivenza di tutti è legata ai necessari legami economici che hanno gli uni con gli altri e forse questa forzata convivenza, da cui pure nessuno mai si allontanerebbe, li porta ad un pericoloso parossismo.

Un processo che conosciamo bene perché, pur senza arrivare ad azioni di troppa violenza, nei quartieri, nelle famiglie, nei cortili fuori scuola o addirittura in parrocchia, piccole rivalità, desideri, invidie, insoddisfazioni, il poco amore di sé e degli altri, insomma, sviluppano maldicenze velenosissime e distruggono rapporti apparentemente eterni.

Il cappotto della macellaia di Lilia Carlota Lorenzo, diventato un successo dell’autopublishing, è stato poi ripreso da Mondadori e curato per una nuova edizione. Credo che sia evidente il lavoro di squadra tra autrice e curatrice del libro, perché il ritmo, il linguaggio, la cura della lingua e della grammatica sono notevoli.

La storia scorre, avvince, si presta meravigliosamente a essere trama di un film (potete anche divertirvi, man mano che leggete, a legare i personaggi ad attori e attrici famose). Un bel regalo per un’amica, una bella lettura da custodire per potersela poi godere con i primi bagni di mare.




Mariantonietta Barbara

 
Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.


2 Comments


  1.  
    Nora Serrano

    L’ho letto ed è un romanzo delicato, di quei libri che leggi e rileggi un’altra volta ancora, piano piano ogni frase. Lo raccomando ai lettori, come un piatto delizioso…




  2.  
    Lilia Carlota Lorenzo

    Grazie Mariantonietta Barbara per la bella recensione al mio libro «Il cappotto della macellaia». Spero che i lettori si divertano come io mi sono divertita quando l’ho scritto! Grazie





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