Un articolo a caso


Il castello Rackrent, di Maria Edgeworth

 
Maria Edgeworth, Il castello Rackrent
Maria Edgeworth, Il castello Rackrent
Maria Edgeworth, Il castello Rackrent

 
Scheda del libro
 

Autore: Maria Edgeworth (traduzione di Pietro Meneghelli)
 
Titolo: Il castello Rackrent
 
Casa editrice: Fazi
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788893252638
 
Pagine: 133
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
3/5


Voto degli utenti
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Aspetti positivi


Ironico, divertente. Una lettura piacevole e stimolante.

Aspetti negativi


Ahimè, troppo breve.


In sintesi

«Il castello Rackrent» è un romanzo di Maria Edgeworth (1767-1849) – scrittrice acuta e caparbia – che rappresenta una lettura piacevole e stimolante.

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pubblicatolunedì, 13 novembre 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Maria Edgeworth, Il castello Rackrent

Maria Edgeworth, Il castello Rackrent

Può un romanzo irlandese del 1800 regalare divertimento a un lettore del 2017? Ebbene sì. Sorprendendo persino me stessa, ho letto tutto d’un fiato Il castello Rackrent di Maria Edgeworth, ridacchiando sotto la coperta nelle prime sere fredde d’autunno.

Da principio ero perplessa: non avevo letto la trama e non sapevo nulla del libro né del significato della parola Rackrent («arraffa affitti»), perciò mi ero dedicata a questa lettura con tono serioso, visto che reca una precisazione sotto il titolo: Una storia irlandese ricavata da fatti realmente accaduti, e dalle usanze dei gentiluomini di campagna irlandesi prima dell’anno 1783.

L’autrice infatti sostiene di aver raccolto le memorie di un vecchio servitore, Thady Quirk, che non ha mai abbandonato la famiglia presso cui ha cominciato a lavorare. La sua lealtà e la sua parzialità sono indubbie nonché rivelatrici, attraverso i dettali del racconto, del carattere e delle usanze irlandesi (il testo è corredato da note per gli inglesi che poco conoscono l’Irlanda).

Soltanto quando mi sono accorta che ridevo da sola, ho capito che non era il tipo di romanzo che mi aspettavo: i padroni che si succedono alla guida del castello sono davvero pessimi e quasi fanno a gara nello sperperare le loro fortune. Non sono da meno le loro mogli, i loro figli, incluso il figlio dello stesso Thady, che, crescendo, capisce come volgere a proprio vantaggio l’inettitudine dei ricchi proprietari.

Di cosa parla il libro «Il castello Rackrent»

Quella di Thady è pura pervicacia: nessuna azione, neanche la più abietta, viene identificata come tale. I suoi padroni e le loro mogli si comportano sempre nel modo migliore possibile, anche quando sono palesemente in torto, inseguiti dai creditori, odiati dalle persone con cui si sono comportati malissimo. Sembra il parente povero del Candido di Voltaire.

Tuttavia, la mia signora era molto caritatevole, a suo modo. Mandava avanti una scuola gratuita per i bambini poveri, dove si insegnava a leggere e scrivere gratis, e dove in cambio li si faceva filare gratis per la mia signora.

Di anno in anno, Tahdy invecchia e con lui la magione, che, grazie ai proprietari che si sono succeduti – Sir Patrick, Sir Murthag, Sir Kit, Sir Condy dediti al gioco e al bere – perde letteralmente i pezzi. L’Irlanda sembra crollare sotto il peso della sua immobilità e si prepara all’annessione della Gran Bretagna.

A trionfare su tutti, criticato a volte aspramente dal suo stesso padre, Jason, che, grazie a intelligenza e perseveranza, e dando vita a un nuovo corso tipicamente irlandese, si ritrova in mano tutti i possedimenti narrati nel resoconto del vecchio Thady e si trasforma da indigente in nuovo proprietario:

Così Sir Condy fu ben contento di prendere il denaro per la cessione del padiglione da mio figlio Jason […] un buon affare per entrambe le parti, perché mio figlio ebbe per sempre la proprietà completa di una bella casa, per sé e per i suoi eredi, a poco o nulla, mentre vendendola a quel prezzo il mio padrone si salvò dalla prigione.




Mariantonietta Barbara

 

Autrice per il web, scrittrice, editor. Ha collaborato con diverse testate nazionali di nanopublishing. Si è occupata di blogging e web strategy per piccole aziende. Leggere, scrivere e perdersi nelle serie tv sono le sue grandi passioni.



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