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Un articolo a caso


Il giallo di Villa Ravelli: Alessandra Carnevali racconta una nuova indagine del commissario Adalgisa Calligaris

 
Alessandra Carnevali, Il giallo di Villa Ravelli
Alessandra Carnevali, Il giallo di Villa Ravelli
Alessandra Carnevali, Il giallo di Villa Ravelli

 
Scheda del libro
 

Autore: Alessandra Carnevali
 
Titolo: Il giallo di Villa Ravelli
 
Casa editrice: Newton Compton
 
Anno: 2017
 
ISBN: 9788822703026
 
Pagine: 256
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: , ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


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Aspetti positivi


Un giallo ben congegnato, con tutti gli ingredienti giusti e di non facile soluzione. Colpi di scena, sospettati o sospettabili, personaggi ben delineati e vita quotidiana del paese perfettamente rappresentata, ne fanno una storia dal buon ritmo.

Aspetti negativi


Qualche cliché, alcune divagazioni che potrebbero causare rallentamenti, e un finale che appare forse un po’ troppo «accelerato», quasi brusco, rispetto all’intera narrazione.


In sintesi

«Il giallo di Villa Ravelli» è una storia ben congegnata nata dalla penna di Alessandra Carnevali: gli ingredienti sono giusti e la soluzione non è facile.

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pubblicatovenerdì, 28 aprile 2017 da

 
La nostra recensione
 
 
Alessandra Carnevali, Il giallo di Villa Ravelli

Alessandra Carnevali, Il giallo di Villa Ravelli

Il giallo di Villa Ravelli è il nuovo romanzo di Alessandra Carnevali, che ha dato vita alle indagini della sua protagonista con il precedente Uno strano caso per il commissario Calligaris, vincitore del premio «Ilmioesordio 2015».

Entrambi pubblicati per la collana Giallo Italia di Newton Compton, rappresentano degli ottimi gialli, con tutti gli ingredienti ben collocati e un risultato finale apprezzato dai lettori.

«Il giallo di Villa Ravelli», tra ambulanti e buffi personaggi

La nuova indagine del commissario Adalgisa Calligaris, si svolge nel luogo in cui è appena stata trasferita, il piccolo centro umbro di Rivorosso dove vive con sua madre. Si stratta di uno di quei paesi in cui si spera di potersi rilassare: tutti conoscono tutti, la vita scorre tranquilla, gli abitanti hanno abitudini più o meno visibili alla luce del sole. C’è il bar di Celestino, proprio vicino al commissariato, dove per avere una buona scelta dei tramezzini da consumare per pranzo bisogna andare sul presto, magari cercando di consolare il titolare, nel timore che prima o poi la moglie la uccida sul serio così come da tempo promette. E presto bisogna raggiungere i banchi del mercatino, dove gli ambulanti garantiscono grandi occasioni, certo, ma le offerte migliori vengono esposte all’apertura, e tutti sanno che finiscono sempre per accaparrarsele le componenti della «Banda della Maglina», rovistatrici professioniste!

Ma c’è anche un’altra faccia del paese

Tra contadini e commercianti, ci sono anche i colleghi del commissario Calligaris, che si muovono con pazienza tra finti problemi dei paesani e sgradite sorprese reali. Come quella che avviene in quella parte del paese che rappresenta la Rivorosso «bene», fatta di club esclusivi, ristoranti costosi, case eleganti e ricchi imprenditori. Antonia Rivelli, nipote di un uomo più che benestante e piuttosto noto (almeno fino a che era in vita), fa parte di quell’ambiente: trentenne, bionda, elegante, innamorata di un uomo sposato e pertanto bersaglio di chiacchiere. La ragazza, trova sua sorella maggiore, Silvia, scrittrice di gialli, priva di vita, sul divano di casa, uccisa da un colpo di proiettile. Apparentemente si tratta di un suicidio, ma l’arma non c’è e in seguito ai rilievi non si trovano tracce di polvere da sparo sulle sue mani. Il giallo di Villa Ravelli comincia.

Chi potrebbe uccidere una donna riservata e solitaria?

Come in ogni buon giallo, nessuno sa niente, nessuno ha visto niente, le ipotesi sono diverse e i sospettabili sono quasi tutti gli appartenenti alla ristretta cerchia di persone che ruotavano attorno alla vittima, sebbene solitaria. Solitaria sì, ma benestante. Questioni di eredità? Un uomo possessivo e segreto? Parenti avidi?

C’è molto da lavorare per Adalgisa, una donna non particolarmente avvenente ma capace di affascinare più di un uomo, sebbene in qualche modo tenga tutti a distanza e sia legata da un ricordo di gioventù che ne influenza le scelte. Carlo, vecchio compagno di scuola ma ancora presente, e non solo in qualità di medico legale: arma da taglio conficcata nel fianco del commissario per tanto di quel tempo, da aver lasciato una profonda cicatrice visibile per sempre.

Quando presente e passato si mescolano…

Adalgisa è davvero brava, nel suo lavoro. Una mescolanza di intelligenza, intuito, attenzione ai dettagli, preparazione professionale ma anche talento naturale.

Si cosparse di bagnoschiuma alle mandorle che emanava un odore di coccoina che la riportò per un istante ai tempi della scuola e alle collezioni di figurine non ancora autoadesive. Ricordò che c’era sempre qualcuno che cercava di fregarle i doppioni, ma con lei non avevano speranza. Li sgamava in anticipo oppure li rincorreva per il corridoio, si riprendeva la refurtiva e li sputtanava davanti a tutti. In questo, Adalgisa era sempre stata bravissima.

Peccato che dal suo passato giunga spesso a invadere il presente anche quel vecchio amore non corrisposto…

Indagini, problemi personali, intrighi, segreti

Il Commissario e i suoi collaboratori, avranno un bel da fare per risolvere il caso, soprattutto perché le cose si complicheranno con un secondo delitto, e verrà alla luce un neo allarmante che riguarda le abitudini di molti abitanti di Rivorosso: il gioco d’azzardo, rovina per qualunque classe sociale.

Il tempo di cercare altro denaro nei portafogli o nelle tasche o in giro per le borsette e di infilarlo nella bocca vorace del mostro che inghiottiva sempre e non sputava mai. Poi tutto ricominciava da capo, il dito indice destro, instancabile, su e giù sul pulsante, qualcuno imprimendo con piglio più deciso una forza rabbiosa, altri sfiorandolo appena.

L’altare suonava più forte in caso di vincita e il giocatore sembrava tornare a respirare, mollava la presa dei denti sul labbro inferiore, si concedeva un’altra sigaretta.

Un giallo ben congegnato

Il giallo di Villa Ravelli, è ben congegnato: dialoghi realistici, personaggi caratterizzati al meglio, un buon ritmo sebbene vi sia qualche divagazione evitabile; l’enigma non è di facile soluzione, e gli indizi disseminati tra i capitoli confondono il lettore il quale finisce per svolgere le indagini insieme al commissario, vivendo i suoi stessi dubbi.

Gli appassionati del genere non resteranno delusi, e di certo attenderanno dall’autrice, una terza «puntata», magari sperando di vedere Adalgisa – tra un delitto e l’altro – in dolce compagnia, un po’ più arrendevole.

Review party per «Il giallo di Villa Ravelli»

Alessandra Carnevali, Il giallo di Villa Ravelli

Questa recensione de Il giallo di Villa Ravelli di Alessandra Carnevali viene pubblicata all’interno del review party organizzato dalla Newton Compton per il libro.




Susanna Trossero

 
Susanna Trossero è nata a Cagliari e vive a Roma. Ha fatto della scrittura la sua principale occupazione. Ha pubblicato poesie, raccolte di racconti, romanzi, e sta lavorando ad altri progetti. È un’appassionata di racconti brevi.








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