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Un articolo a caso


Il libro del destino, di Grégory Samak

 
Grégory Samak, Il libro del destino
Grégory Samak, Il libro del destino
Grégory Samak, Il libro del destino

 
Scheda del libro
 

Autore: Grégory Samak
 
Titolo: Il libro del destino (traduzioni di Mara Dompè)
 
Casa editrice: Nord
 
Anno: 2015
 
ISBN: 9788842925552
 
Pagine: 279
 
Formato: cartaceo; eBook
 
Genere: ,
 
Il nostro voto
 
 
 
 
 
4/5


Voto degli utenti
Non ci sono ancora voti.

 

Aspetti positivi


Un romanzo scritto in maniera avvincente, ricco di informazioni; polifonico per la presenza di molti ambiti culturali

Aspetti negativi


Alcuni passaggi narrativi sono eccessivamente rapidi e danno l'impressione che l'autore abbia fretta


In sintesi

Il libro del destino è un romanzo di Grégory Samak in cui storia e fantasia, intrighi e inganni si intrecciano in un’avvincente allegoria storica.

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pubblicatovenerdì, 27 novembre 2015 da

 
La nostra recensione
 
 

Grégory Samak, Il libro del destinoUna partita a scacchi con un ufficiale nazista, così comincia il romanzo Il libro del destino di Grégory Samak, uno dei direttori di Euronews. Si inizia da un campo di concentramento per far ritorno successivamente ai nostri tempi. Il bambino Gustav Sof perde la partita e con essa un dito e la famiglia: una sua eventuale vittoria contro un ufficiale tedesco, infatti, avrebbe rappresentato un atto di grazia per i suoi congiunti. Il libro è disseminato di indizi e codici di lettura, alcuni evidenti, altri meno, il che lo rende appetibile a quanti apprezzano il genere letterario che da Il Codice da Vinci in poi ha avuto grande seguito. Un esempio è rappresentato dai nomi dei due personaggi che si incontrano per caso (?) Elias Ein e Gustav Sof; Ein Sof secondo la tradizione cabalistica è il nome di Dio prima dell’automanifestazione: l’Infinito. I due personaggi, loro malgrado, saranno legati per l’eternità.

Elias trova una incredibile biblioteca, diciamo che il passaggio in cui il locale viene rinvenuto è un po’ carente dal punto di vista del plot: qui, in bell’ordine, ci sono libri che contengono solo nomi e cognomi, il che lascia supporre a una specie di Libro di Dio che, sempre secondo la tradizione cabalistica, viene consegnato a una persona in ogni secolo affinché questi possa correggere la storia. Non a caso, Il libro del destino è nato nel 2002 come reazione, questo è quanto dichiarato in più interviste dall’autore, al successo di Jean-Marie Le Pen che è riuscito a passare al secondo turno per l’elezione del presidente della repubblica in Francia. Una sorta di contrappeso, anche se è evidente che un singolo libro non possa cambiare la storia.

L’idea del Libro di Dio è seducente e non solo per la nostra sensibilità, se ne parla già oltre cinquemila anni prima di Cristo, il che induce a riflettere a quanto sia radicato nell’essere umano un simile pensiero che poi altro non è che un inesauribile desiderio di conoscenza. Quale può essere l’aspetto più vertiginoso del conoscere? Poter scostare il velo del tempo e scoprire il futuro dell’umanità e, in definitiva, il proprio. È una incontenibile curiosità, una forma di tentazione finale.

Il romanzo Il libro del destino si apre con una tremenda partita a scacchi, perché? Gli scacchi sono l’allegoria perfetta della complessità del processo storico: infinite possibilità, infinite variabili, soluzioni talvolta inevitabili, quasi che Dio giocasse con la sua creatura.

La storia del successo de Il libro del destino è molto singolare perché come operazione commerciale l’opera, per espressa volontà dell’autore, è nata come self publishing su internet e attraverso la rete si è diffusa tanto da scalare le classifiche di vendita in Francia e non solo. Grégory Samak nel corso di numerose interviste si è detto molto attento e interessato a internet perché gli permette di avere un rapporto costante, vivace e sempre verificabile con il pubblico, quasi una comunione con i lettori tanto egli è deciso a garantire che per il futuro le sue pubblicazioni avranno sempre una versione elettronica.




Natale Fioretto

 
Natale Fioretto è docente di lingua italiana e di traduzione dal russo presso l’Università per Stranieri di Perugia. Si occupa da anni di metodologia dell’insegnamento della lingua italiana come L2. È appassionato di Valdo di Lione e Francesco d’Assisi.








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